venerdì 3 luglio 2015

Mary Bennet and the Bloomsbury Cove di Beth Deitchman | Recensione

Carissimi Amici e Lettori di Old Friends & New Fancies,

Ci dedichiamo oggi alla recensione di un breve romanzo da poco sottoposto alla nostra attenzione che coniuga Orgoglio e pregiudizio con la magia. Si tratta di
Mary Bennet and the Bloomsbury Coven
di Beth Deitchman

Noi Lizzies non siamo estranee a questa contaminazione, avendo avuto l'opportunità di leggere e apprezzare Shades of Milk and Honey di Marie Robinette Kowal, un libro che, pur non essendo uno spin-off vero e proprio dei romanzi austeniani come in questo caso, faceva riferimento sia a Orgoglio e pregiudizio che a Ragione e sentimento.

Nel caso di questa serie di Beth Deitchman, invece, la magia entra proprio nei romanzi austeniani, influenzando le storie di alcuni dei personaggi secondari.

SCHEDA LIBRO
Autore: Beth Deitchman
Titolo: Mary Bennet and the Bloomsbury Coven
Casa editrice: Luminous Creatures Press
Pagine: 224
Data pubblicazione: 19 ottobre 2014
Descrizione: L'ultima delle ragazze Bennet a restare a Longbourn conduce una vita tranquilla, in cui le chiacchiere sul nuovo affascinante pastore sono l'unico intrattenimento. Avendo sviluppato un certo gusto per i romanzi gotici, Mary vive una vita di riflesso attraverso le avventure delle loro eroine. Ma quando riceve un libro misterioso indirizzato a lei, si imbarca in un'avventura tutta sua. A Londra incontra Mr. Hartbustle, un affascinante vecchio libraio, che la invita a un incontro del famoso Bloomsbury Coven. Lì la giovane viene a sapere del terribile nemico, chiamato lo Stregone di Glastonbury, che ha rubato un potente libro di incantesimi. Ben presto Mary si troverà al centro di una guerra mortale tra le forze della luce e quelle delle tenebre.
Ambientato nell'Inghilterra di Jane Austen un anno dopo gli eventi di Orgoglio e pregiudizio, Mary Bennet and The Bloomsbury Coven è il primo libro della Regency Magic Series, dei fantasiosi racconti di magia e di maniera pubblicati dalla Luminous Creatures Press.
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RECENSIONE di LizzyGee
Quando la magia non è magica
e 1/2

Confesso di aver acquistato Mary Bennet and the Bloomsbury Coven perché volevo leggere Margaret Dashwood and the Enchanted Atlas, il secondo libro della serie, di cui avevo scaricato l'estratto del kindle, e che avevo trovato molto interessante. Chissà perché, malgrado le parole di Jane Austen su Margaret,
Margaret, l'altra sorella era una ragazza di buon cuore, cordiale. Ma poiché era già un bel po' impregnata del romanticismo di Marianne, senza avere tutto il suo buonsenso, non poteva, dato che aveva tredici anni, augurarsi di eguagliare le sue sorelle in un periodo futuro della sua vita.
Margaret sembra un personaggio più affascinante di Mary Bennet. Forse è l'abbinamento con questo atlante, le cui immagini ci fanno ripensare alla trasposizione di Sense and Sensibility del 1995, con Margaret che si nasconde in biblioteca e cerca luoghi remoti sull'atlante discutendo con Edward, a renderla più avventurosa e più accattivante.

Emilie François, Margaret Dashwood in Sense and Sensibility 1995
Tuttavia non nego di essere stata incuriosita anche da Mary che, all'improvviso, scopriva di avere doti magiche.

Come ho detto prima, ero stata gradevolmente colpita da Shades of Milk and Honey di Mary Robinette Kowal, in cui personaggi molto vicini ai personaggi austeniani si muovono in un mondo carico di magia. 

Ma quando Mary riceve da questa libreria di Londra, al posto di  Romanzo Siciliano di Ann Radcliffe, il libro An Introductory Guide to Sorcerer's Craft: a Brief History and Simple Spells for the Novice, Written by Mr. A. H., un manuale di magia per principianti, e si mette, come al suo solito, con tutta la sua buona volontà a studiare in modo ossessivo per cercare di eseguire al meglio gli incantesimi, semplicemente c'è qualcosa che non funziona
La magia non dovrebbe essere qualcosa che una persona riesce a padroneggiare con lo studio, per quanto meticoloso esso sia! Bisogna avere un talento di base; invece la Deitchman fa quasi capire che qualsiasi persona, con molta buona volontà e applicazione - e il libro di Mr. A. H. - può diventare un mago. Proprio quella stessa Mary che, pur studiando il pianoforte per ore e ore ogni giorno, non riusciva comunque a essere all'altezza di Elizabeth, che non lo studiava mai ma aveva una sensibilità artistica più apprezzabile della sorella "secchiona". E la magia dovrebbe essere una dote ben più difficile da avere del talento musicale, no?
Lucy Briers, Mary Bennet in Pride and Prejudice 1995
Mary comincia a spostare gli oggetti tramite la telecinesi, ma nel testo non si percepisce quell'atmosfera incantata che colpisce in un libro in cui la magia è protagonista. 
Una volta superata la delusione iniziale di questa magia troppo facile da ottenere, quasi si vendesse un tanto al chilo al mercato, il romanzo scorre, con scene che potrebbero essere state ambientate nel mondo di Harry Potter, a Diagon Alley, duecento anni fa, prima dell'avvento di Voldemort, ma in cui, com'è ovvio, c'era già il contrasto tra maghi oscuri, alla ricerca di un potere più completo, e maghi "buoni". 
Mary, nella sua ingenuità (ma con il suo grande talento che, ripeto, non si capisce da dove provenga), rimarrà coinvolta in questi giochi di potere. È pur vero che alcuni dubbi vengono chiariti più avanti, quando Mary incontrerà gli altri maghi, prima il Bloomsbury Coven e poi lo Stregone di Glastonsbury, ma la storia non riesce a convincere sino in fondo.
Una nota positiva è costituita da Mr. e Mrs. Bennet, che non si smentiscono mai, malgrado la magia!

Marsha Hunt - Mary Bennet in Pride and Prejudice 1940
E ancora, fa tenerezza la nuova passione di Mary per i romanzi gotici, ispirata dalla lettura di Udolpho, un dono di Wickham per ingraziarsi la cognata (che sembra essersi quasi infatuata del mascalzone, all'inizio!)

E ora sono curiosa di scoprire cosa combinerà Margaret Dashwood col suo atlante incantato; se per lei la magia arriverà con altrettanta facilità che per Mary, o se, nel suo caso, resteremo affascinati dai suoi incantesimi.

 L'Autrice
Beth Deitchman ha scritto il suo primo romanzo in terza elementare. Da allora ha avuto delle brevi carriere come ballerina, lettrice universitaria e attrice. Al momento scrive e insegna pilates in California settintrionale, dove vive  col marito Davie e il cane Ralphie. Con la collega Emily June Street è proprietaria del marchio editoriale Luminous Creatures Press.

1 commenti:

Chiara Lanzi ha detto...

Sembra un libro interessante. Lo aggiungo subito alla mia lista e grazie per avermelo fatto conoscere.

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