venerdì 3 giugno 2016

GdL Suspiciously Reserved di Samantha Adkins | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Recensiamo oggi il romanzo che ci ha tenuto compagnia nel mese di maggio come sesto Gruppo di Lettura per i festeggiamenti del Bicentenario di Emma,
Suspiciously Reserved
di Samantha Adkins


Si tratta di un retelling in chiave moderna di Emma dal punto di vista di Jane Fairfax, un personaggio riservato in modo molto sospetto, vero? Perché, come sappiamo, ha qualcosa da nascondere... 
Emma non la trova tanto simpatica, e la considera troppo riservata, soprattutto perché non è disposta a fare pettegolezzi riguardo a Frank Churchill (ma noi ne conosciamo il motivo). In realtà Emma si rende conto che Jane, pur essendo meno fortunata di lei, è una ragazza piena di qualità, equilibrata e determinata a vivere una vita indipendente; tutte doti che lei le invidia.
In Suspiciously Reserved alcuni dei misteri della riservatezza di Jane vengono svelati, sebbene la protagonista sia in effetti troppo riservata per rivelarci più del dovuto...

SCHEDA LIBRO

Autore: Samantha Adkins
Titolo: Suspiciously Reserved
Sottotitolo: A Twist on Jane Austen's Emma
Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform
Pagine: 262
Data pubblicazione: 27 marzo 2012
Descrizione: Emma Woodhouse è una delle più amate eroine di Jane Austen. È intelligente, elegante e ricca. Ma che dire di Jane Fairfax, la sua nemesi, povera e orfana? La storia, raccontata dal punto di vista di Jane, sarebbe altrettanto leggera e brillante? Suspiciously Reserved è la storia di Jane, ambientata ai giorni nostri in Canada. Jane si è sentita a disagio a vivere della benevolenza dei suoi ricchi benefattori, i Campbell. Ora che la loro figlia ha trovato l'uomo dei suoi sogni, Jane si chiede cosa le riservi il futuro. Sente la necessità di tornare dalla nonna e da zia Hetty. Prima di andare, però, trascorre un'incantevole settimana sull'oceano, e lì incontra il bello e affascinante Frank Churchill. Ma può fidarsi di lui?

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Recensione di LizzyGee
È tutta un'altra cosa dalla prospettiva di Jane Fairfax


Questo retelling di Emma mi è piaciuto molto, malgrado le riserve sull'editing e sulla pessima impaginazione del testo (d'accordo che l'ebook costava € 0,99, ma almeno cominciare i capitoli a pagina nuova, no?) Il testo scorre molto piacevolmente, ed è gradevolissimo seguire l'antefatto della storia d'amore tra Frank Churchill e Jane Fairfax dal punto di vista di quest'ultima.
D'accordo, l'ambientazione è leggermente diversa, in quanto ci troviamo nel Canada del XXI secolo e non nell'Inghilterra del XIX, ma questo serve solo a dare un ulteriore fascino alla storia, perché ci fa pensare a grandi praterie e a villaggi isolati, proprio com'è Tugaske, "Un cratere su Marte... fuori da questo mondo". In realtà un cratere del quarto pianeta del Sistema Solare è stato battezzato proprio col nome di questo villaggio canadese.



Ma prima di arrivare a Tugaske, la nostra Highbury canadese, Jane abita a Saskatoon, una cittadina di medie dimensioni, ma piuttosto popolata per gli standard canadesi, al centro della provincia di Saskatchewan (dov'è anche Tugaske), assieme ai Campbell.


Saskatoon
Nei primi capitoli è difficile riuscire a sopportare Lori Campbell, la ragazza con cui Jane è vissuta dopo la morte dei genitori. Stupida e viziata sembra una vera bambina di cinque anni senza un briciolo di responsabilità. Sembra quasi che i Campbell abbiano cresciuto Jane con lei dapprima come "bambola vivente" con cui la loro carissima figlia potesse giocare, e poi come balia asciutta che la tenesse sotto controllo. Ogni volta che appare sulla scena si ha l'irrefrenabile impulso di strozzarla.
Lori sta per sposare Trevor Dixon, con un matrimonio in pompa magna, molto zuccheroso. Prima però, va a trovarlo per una vacanza in una località turistica sull'Oceano Pacifico, White Rock. Jane la accompagna: probabilmente i genitori non si fidano affatto a mandare da sola Lori, e ricorrono alla "figlia adottiva" per tenerla a bada.



L'atmosfera romantica del luogo e l'aria di vacanza operano una magia: l'amico di Trevor, Frank Churchill, che comincia a corteggiare Jane quasi per gioco, sembra interessarsi seriamente a lei. Jane è lusingata, anche se non si fa illusioni sul reale interesse di Frank. 
Tuttavia i due giovani scoprono di avere in comune le parentele di Tugaske, dalle quali stanno purtroppo lontani da troppo tempo. Jane confessa a Frank ciò che non ha mai osato dire ad anima viva riguardo al suo rapporto con zia Hetty Bates. La descrizione di Miss Bates da parte di Jane è perfetta, e anche i finti mal di testa della ragazza, molto discreti ed educati, sono proprio ciò che ci aspettiamo dal suo personaggio riservato.



Frank ha un non so che di sospetto, però. Sembra sfuggente proprio come in Emma, solo che, nei primi capitoli non dovrebbe essere così, dato che la sua relazione con Jane dovrebbe essere più definita all'inizio. Lui invece risulta ambiguo come John Willoughby di Ragione e sentimento, ma Jane non è certo Marianne!
Comunque i due giovani si fidanzano segretamente dopo il matrimonio tra Lori e Trevor, con un romanticissimo claddagh, le cui complicate posizioni (mano destra, mano sinistra, cuore in alto o in basso), rendono comprensibile l'impegno solo a Jane e Frank. Almeno fino a quando Frank non riuscirà a rendersi un po' più indipendente dalla tirannica zia che non gli consente neanche di andare a trovare il padre che si è appena risposato a Tugaske.


Un claddagh

Interessante il ritorno "alla realtà" a Saskatoon, con Jane alle prese col frustrante e stressante lavoro di supplente (un ottimo sostituto per quello di istitutrice dell'originale). È evidente che più avanti non avrà nessun desiderio di continuare su quella strada. E, se si gioisce di non dover incontrare di nuovo Lori una volta che questa si sposa e si trasferisce a Seattle (l'equivalente dell'Irlanda) con Trevor, l'arrivo di Augusta Elton nella vita della nostra eroina è quasi più insopportabile. Se in Emma l'omonima eroina riusciva a tollerarla perché limitava i contatti con lei, in Suspiciously Reserved Jane non può rifiutare le sue presunte gentilezze, e ne subisce la presenza in modo molto passivo. 
In questo caso forse avrei preferito una narrazione in prima persona per vedere una Jane Fairfax più introspettiva, più sensibile, che deve nascondere dei sentimenti più violenti, verso Emma e di insofferenza verso Augusta Elton (e talvolta anche verso la zia). Invece, dopo una prima parte in cui Jane sembrava un po' più trasparente, nel periodo del suo soggiorno a Tugaske torna a essere misteriosa e riservata (probabilmente per mascherare la sua relazione con Frank), una sorta di Fanny Price che, alla fine, accetta la corte di Henry Crawford/Frank Chirchill quasi passivamente. Un po' pesce lesso, insomma!
Foto storica di Tugaske
Gli altri personaggi di Emma sono tutti molto distanti, forse perché è proprio Jane a tenerli a distanza. La ragazza sembra accorgersi solo delle persone fastidiose, che le gravitano attorno come mosche moleste. Prima la viziatissima Lori, poi la zia Hetty e infine Augusta Elton. Solo verso queste sembra provare dei tenui sentimenti. Nel caso delle prime due, il fastidio è mitigato dall'affetto; nel caso di Augusta Elton, invece, Jane reagisce con una forma di quieta sopportazione, quasi a volersi fare ulteriormente male in un momento triste della sua vita, un momento in cui pensa di aver perso l'unico faro della sua vita.



Ho avuto come l'impressione che il libro non fosse un retelling moderno in principio. Tutte quelle lettere quando le mail o i messaggi col cellulare sarebbero potuti arrivare molto prima. Sì, OK, Jane è "old-fashioned" a questo proposito, ma, alla fine, anche in questo caso, come nel retelling di Alexander McCall Smith, mi è sembrata una sorta di pigrizia nel non voler modernizzare più di tanto per mancanza di fantasia oppure a causa di una "modernizzazione" tardiva, con la possibilità di variare poco per non stravolgere la trama già scritta...

Però è stato gradevole seguire la storia di Emma da un punto di vista diverso, una prospettiva che vede l'eroina austeniana per la ragazza che è; anche se, secondo me, la Jane Fairfax di questo romanzo è troppo buona con lei. Mi sarei aspettata almeno un atteggiamento alla Fanny Price con Mary Crawford, ma niente!

Sarebbe davvero molto interessante vedere tradotto questo romanzo in italiano, ma sappiamo che è inutile sperare che le case editrici si interessino a romanzi autopubblicati  per quanto interessanti   quando non vengono tradotti neanche autori famosi come quelli appartenenti al Jane Austen Project...


 Link utili
– Bicentenario di Emma

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