lunedì 27 aprile 2015

The Mysterious Death of Miss Austen di Lindsay Ashford | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Recensiamo oggi un romanzo di cui abbiamo già avuto modo di parlare poco dopo la sua uscita, in quanto molte testate inglesi, anche serie, presero per oro colato l'ipotesi che Jane Austen fosse morta per avvelenamento da arsenico a causa di una concentrazione molto alta della sostanza rilevata da un'analisi di una ciocca dei suoi capelli.
Stiamo parlando di The Mysterious Death of Miss Austen di Lindsay Ashford, un giallo storico di dubbia credibilità, basato su ricerche storiche approfondite, collegate tuttavia da una fantasia troppo fervida ed eccessivamente irriverente.
Per avere un'idea di quallo che accadde nei paesi anglofoni quando il libro uscì, vi rimando alla nostra traduzione del post di Mags di Austenblog.

Da profane, non avendo ancora letto il libro (come non l'avevano letto i vari giornalisti che hanno dato per certa la notizia che la morte di Jane Austen fosse stata causata da avvelenamento da arsenico), ci siamo spinte a dichiarare: "Può anche darsi che, leggendo il libro di Lindsay Ashford, anche noi verremo convinte dalla sua teoria". 
Dopo aver letto il libro, tuttavia, siamo propense a NON CREDERE A UNA SOLA PAROLA USCITA DALLA PENNA DI MRS. ASHFORD!
E ora vi spieghiamo perché.



SCHEDA LIBRO
Autore: Lindsay Ashford
Titolo: The Mysterious Death of Miss Austen (La misteriosa morte di Miss Austen)
Casa Editrice: Honno Press
Pagine: 336
Data pubblicazione: 20 ottobre 2011
Descrizione: Quando Jane Austen muore, all'età di 41 anni, Anne Sharp, l'istitutrice dei figli di suo fratello, Edward Austen, è distrutta, e comincia a sospettare che qualcuno abbia voluto toglierla di mezzo. Vent'anni dopo, Miss Sharp spera che i progressi scientifici la possano aiutare a provare quella che lei sa essere la causa della morte di Jane, attraverso l'analisi della ciocca di capelli che Cassandra le mandò dopo la sua morte (come attestato dalla lettera del 28 luglio 1817).
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RECENSIONE di LizzyGee
Indignazione

Questo romanzo mi ha lasciata incredula e allibita sin dalle prime pagine
La narratrice, Miss Anne Sharp fu davvero l'istitutrice dei figli di Edward Austen Knight (in particolare, della giovane Fanny) dal 1804 al 1806. Probabilmente la Ashford è rimasta incuriosita dal protrarsi del rapporto tra la governante e Jane Austen, la sorella dell'ex-datore di lavoro, negli anni, e dalla natura della loro amicizia (a cui ha voluto attribuire anche il valore aggiunto della passione non corrisposta da parte di Miss Sharp). Vero è che tra le ultime lettere di Jane Austen compaiono due epistole in cui è evidente che Miss Sharp fosse un'amica particolare di Jane, tanto che la scrittrice destinò a lei la lettera del 22 maggio 1817, in cui descriveva alcuni sintomi della sua malattia; poi, dopo la sua morte, il 28 luglio 1817, Cassandra scrisse ad Anne Sharp per spedirle una ciocca di capelli di Jane e dei fermagli che la sorella usava quotidianamente.


Immagino che la Ashford si sia chiesta: "Chi era questa Anne Sharp? Come mai, undici anni dopo aver lasciato il lavoro a Godmersham era ancora in buoni rapporti con Jane Austen?" e questo l'abbia spinta a imbastire una trama iper-fantasiosa sulle sue visionarie ipotesi e sulle forti tracce di arsenico contenute nei capelli di Jane.

È pur vero che la narratrice è la stessa Anne Sharp, una narratrice che appare inaffidabile dall'inizio alla fine del romanzo, che vede il male dappertutto, ed è sempre pronta a immaginare tresche e tradimenti al minimo indizio.
La sua avversione per gli uomini è evidente dal suo rapporto con i fratelli Austen: Edward, il suo datore di lavoro, viene visto come un misogino che considera le donne dei semplici animali da riproduzione e Henry un libertino pervertito che intreccia relazioni adulterine con tutte le cognate, belle o brutte che siano, e arriva a guardare con occhi languidi persino la nipote Anna, quando è in attesa del primo figlio. A lui vengono attribuiti da Miss Sharp buona parte dei figli dei fratelli a causa della somiglianza, come se non fosse normale che dei bambini possano somigliare a uno zio!
È al fratello preferito che si sarebbe ispirata Jane per l'Henry di Mansfield Park, a cui avrebbe dato lo stesso nome, rivelando poi al mondo la sua relazione adulterina, che in questo caso, meno male, non è con una cognata! Ma possibile che Jane Austen abbia voluto smascherare così platealmente il fratello? Bah!
Per fortuna, secondo la Sharp/Ashford, Jane Austen si sarebbe ispirata a lui anche per la figura dell'altro Henry, Tilney. Quando infatti entra in una merceria ad acquistare dei tagli di stoffa per le sorelle, la conoscenza di Henry Austen sui vari tessuti è pari a quella dell'eroe di Northanger Abbey.
Sempre stando alla Sharp/Ashford, il suo rapporto con Eliza de Feuillide era, naturalmente, solo di facciata e il matrimonio di mero interesse.

Joe Anderson e Lucy Cohu in Becoming Jane 2007
È stato solo il continuo pensiero di star leggendo una narratrice inaffidabile e visionaria che mi ha sospinto sino alla fine del libro, perché le sue calunniose supposizioni mi lasciavano perennemente oltraggiata. Ho pensato che, come nel caso dell'istitutrice di Giro di vite di Henry James - con cui condivideva la professione - la Anne Sharp della Ashley fosse fortemente disturbata da arrivare a dare delle interpretazioni personali molto forti, ripugnanti addirittura. 
E la mia indignazione cresceva, perché aumentavano sempre più i personaggi infangati dalla penna di Mrs. Ashley. Personaggi veri, realmente esistiti, con delle vite ben diverse da quelle inventate da questa signora (non la voglio certo chiamare scrittrice!), con dei sentimenti, magari non sempre puri e giusti, ma certo non malvagi sino all'inverosimile.
Adulteri a go-go; interessi finanziari che superano qualsiasi sentimento (e questo ci potrebbe anche stare); pluriomicidi freddi e spietati. Possibile che nella famiglia Austen ci fosse tanto marcio?
Se fossero stati dei personaggi fittizi non sarei certo rimasta così inorridita, ma, dopotutto, la ricostruzione storica con gli spostamenti della famiglia Austen è talmente precisa da risultare ancora più oltraggiosa, perché tenta di avvalorare delle ipotesi del tutto campate in aria. Se, come in altri casi, i personaggi fossero stati solo degli omonimi, senza alcuna corrispondenza storica, questo libro non sarebbe stato, paradossalmente, tanto raccapricciante. Sì, ci sarebbe stato un bieco sfruttamento del sacro nome di Jane Austen, ormai abusato a sproposito, ma non avrebbe avuto il sapore della calunnia verso un'intera famiglia.

Quindi affido con piacere The Mysterious Death of Miss Austen alle mani di Cassandra per il fuoco purificatore nel quale, sono certa, si affretterà a scagliarlo con grande soddisfazione.



 Link Utili
Traduzione del post di Austenblog "Riguardo a questa faccenda dell'avvelenamento"
Austenblog
Sito ufficiale di Lindsay Ashford



2 commenti:

Sophia Rose ha detto...

I would be angry too, Lizzy Gee. I love stories with Jane Austen and her family, but I would not like them to be turned into villains.

Nice review!

Gabriella Parisi ha detto...

Thank you, Sophia!
Yes, it made me cry in frustration. You can't slander so many fellows! Miss Sharp above all, just because she was the receiver of one of the latest of Jane Austen's letters and of a lock of her hair!
And, aside from Henry, who is really depicted as a satyr, even another character is quite smirched, just because probably JA didn't like *he/she* so much...

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