sabato 7 febbraio 2015

GdL Revisit Mansfield Park di Sarah Ozcandarli | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Dopo il partecipato Gruppo di Lettura per il Mansfield Park Bicentenary, siamo qui oggi a recensire il romanzo di Sarah Ozcandarli Revisit Mansfield Park, che ha sottotitolo rivelatore How Fanny Married Henry (Come Fanny sposò Henry). 

Molti di noi, effettivamente, si sono chiesti più di una volta nel rileggere Mansfield Park cosa sarebbe successo se il corteggiamento di Henry Crawford fosse andato a buon fine, e questo breve romanzo di Sarah Ozcandarli prometteva di darci una risposta, a giudicare dal titolo. Invece...



RECENSIONE di LizzyGee

Dov'è il fascino di Henry Crawford?


Quando ho letto il sottotitolo di questo breve romanzo ho applaudito subito Sara Ozcandarli per l'idea. 
Infatti una delle cose che mi convincono poco in Mansfield Park è l'improvviso voltafaccia di Henry Crawford che, a un certo punto della storia, sembra davvero tutto preso da Fanny: è andato persino a trovarla a Portsmouth e non ha neanche arricciato il naso nel vedere la sua famiglia e la casa dei suoi genitori, anzi.


Sembra, in effetti, che i propositi di conquistare Fanny gli siano sfuggiti di mano e si sia innamorato della giovane e modesta Miss Price, suo malgrado. 
A quel punto la sua fuga con Mrs. Maria Rushworth sembra un po' improbabile, una forzatura che Jane Austen sembra inserire a fatica nel romanzo, a dimostrazione che il lupo perde il pelo ma non il vizio, che il lettore digerisce forzatamente, con la sensazione di essere stato ingannato come Elizabeth Bennet da George Wickham.
E non è una sensazione personale, dal momento che persino Joan Aiken, che ha realizzato sei tra sequel e spin-off dei romanzi di Jane Austen, ha scelto di giustificare Henry Crawford in Mansfield Park Revisited, riversando tutta la colpa di Maria, che lo ha costretto all'elopement.


Cosa sarebbe successo, dunque, se Henry non fosse tornato a Londra e non avesse incontrato Maria; se l'innamoramento per Fanny fosse stato reale e tutto si fosse protratto fino a quando l'eroina di Mansfield Park avesse ceduto?

Non lo sapremo certo grazie a questo romanzo!

Dopo i primi tre o quattro capitoli in cui il romanzo di Jane Austen viene riassunto sino alla visita di Henry Crawford a Portsmouth, inizia la storia originale di Sara Ozcandarli, una storia che non convince per più di un motivo.


Innanzi tutto, l'autrice, decisa a far finire l'eroina di Mansfield Park con quello che viene considerato il villain nel romanzo austeniano, sminuisce sensibilmente il suo rapporto col cugino Edmund. La Fanny della Ozcandarli ha un rapporto freddo, fraterno con Edmund e il suo cuore è libero di innamorarsi di un altro. Invece, sebbene in Mansfield Park l'eroina sia piuttosto ritrosa nel manifestare i propri sentimenti, si capisce che ci sono e che siano molto profondi e difficili da scardinare con appena un po' di corteggiamento da parte di una persona che, tra l'altro, Fanny disprezza.


Ma non è solo questo a lasciare il lettore interdetto. Ci viene detto da Jane Austen che Henry Crawford non è molto bello, ma talmente affascinante da conquistare tutti. Nel romanzo della Ozcandarli, invece, Henry ha lo stesso fascino da pesce lesso di Edmund, tanto da arrivare a pensare che, a questo punto, Fanny non stia cambiando certo per il meglio!
Nei capitoli successivi, infatti, Henry chiede e ottiene da Sir Thomas il permesso di scrivere a Fanny. Le sue lettere d'amore sono totalmente carenti, quasi anonime: impossibile che una giovane sensibile come la vera Fanny Price possa innamorarsi dell'uomo che le ha scritte!


Henry diventa remissivo nell'accettare docilmente le critiche di Fanny, cambiando diametralmente il proprio comportamento, o sostenendo di farlo. 
D'altronde Fanny, che ha visto Henry Crawford in azione a Mansfield Park con le due cugine, crede subito al suo cambiamento - per lettera e senza delle dimostrazioni pratiche  - come una povera ingenua, cosa che non si può certo dire della "vera" Fanny!
Poco credibile, dunque, questo scambio epistolare, che prende buona parte del romanzo e dà al lettore le stesse emozioni che darebbe la lettura di una lista della spesa!

Come ci ha detto Elisabetta nel corso del Gruppo di Lettura: 
[Le lettere] mi sembrano piuttosto insulse nel loro contenuto... sicuramente non così profonde da rendere noto il carattere di Henry... [...] Fanny con leggerezza perdona Henry e gli assicura di non essere arrabbiata neanche quando lui confessa di aver scommesso che sarebbe riuscito a conquistarla...
La stessa sensazione è stata provata da un'altra nostra lettrice, Chiara:
Insomma le lettere di Henry non sembrano mostrare chissà quali sue qualità o cambiamenti. Il fatto che, poi Fanny gli confessi quali siano e suoi difetti e lui li riconosca senza fare una piega mi sembra quasi assurdo per il personaggio che interpreta. Concordo con voi nel ritenere assurdo far ricadere tutte le colpe su Julia e Maria. Fanny era presente quando Henry giocava con entrambe, lo aveva condannato per la sua condotta e ora, invece, lo ha redento in un batter d’occhio. Non so, tutta la storia mi sembra un po’ forzata.
Non è stata dunque una mia sensazione personale, ma un'interpretazione comune a buona parte delle lettrici che hanno partecipato al Gruppo di Lettura.



Più avanti, inoltre, la Ozcandarli decide di far intervenire il personaggio proveniente da un altro romanzo austeniano (che non sveliamo) per smuovere la situazione di Maria, che altrimenti sarebbe rimasta bloccata a causa delle defezione di Henry Crawford. Non ho trovato questa soluzione malvagia, al contrario della discutibile decisione di agire falciando molti dei personaggi scomodi dal libro, con una sorta di epurazione che Jane Austen avrebbe preso in considerazione forse solo nelle pagine più immature e sensazionalistiche degli Juvenilia.

Una brutta delusione, insomma. Di quelle che mi fanno innervosire per via delle aspettative inappagate. Perché l'idea di partenza era ottima e sarebbe bastato così poco per realizzarla in modo brillante... Invece il lettore si ritrova a valutare la soluzione-Edmund nettamente superiore, tanto, pesce lesso per pesce lesso meglio restare sulla strada vecchia, no?
Tra l'altro, questo libro è il primo di una serie (una trilogia, credo); ma con Herry Crawford così remissivo, i personaggi scomodi usciti di scena e il quadretto familiare di Everingham tutto rose e fiori, non credo di aver voglia di sapere cosa accadrà ai cari Mr. e Mrs. Crawford!


 Link Utili
 Invito al Gruppo di Lettura
☞ Prima Tappa
Seconda Tappa
☞ Sarah Ozcandarli in Galleria Ritratti
☞ Mansfield Park Bicentenary

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