martedì 3 novembre 2015

Emma in Love di Emma Tennant | Guest Review

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Siamo nel vivo dei festeggiamenti per il Bicentenario di Emma e oggi volevamo presentarvi un libro che  per fortuna!  non è stato tradotto in italiano e speriamo non lo sarà MAI!
Già abbiamo avuto modo di leggere di questa stessa autrice il sequel di Orgoglio e pregiudizio, Pemberley, un libro che sembra scritto da un'adolescente che ha letto il romanzo di Jane Austen sì e no una volta e si è vista assegnare un compito sgradito dalla propria professoressa d'inglese: quello di scrivere un possibile sequel del romanzo.
In quel caso gli errori grossolani sui personaggi sono stati innumerevoli, tanto che la lettura è diventata una sorta di (più o meno) divertente Caccia alla Magagna

Per questo motivo avevamo sconsigliato vivamente alla nostra cara amica Elisabetta  una di quelle che noi definiamo "Quarte Lizzies– di acquistare e leggere il romanzo in questione. Ma tant'è, la frittata è fatta, cotta e mangiata, e non ci restava che chiedere a Elisabetta di scrivere una bella stroncatura recensione per noi.
Il romanzo in questione è
EMMA IN LOVE 
di Emma Tennant 


E quindi oggi abbiamo il piacere di ospitare su Old Friends & New Fancies la nostra carissima Elisabetta, che non finiremo mai di ringraziare per la sua testimonianza.

SCHEDA LIBRO
Autore: Emma Tennant
Titolo: Emma in Love
Casa Editrice: Fourth Estate/Bloomsbury Reader
Pagine: 224
Anno Pubblicazione: 1996
Descrizione: Questa è la storia di Emma, due anni dopo il matrimonio con Mr. Knightley. Forse tra Mr. e Mrs. Knightley c'è armonia, ma Emma è davvero annoiata. Mr. Knightley è affettuoso; ma in realtà è un vecchio amico che ha, per dirlo con parole sue, rimproverato e criticato Emma – di sedici anni più giovane – per tutta la vita. Knightley non è Darcy. Per svagarsi, Emma decide di riprendere a combinare matrimoni, che a suo marito faccia piacere o no. Ma questa volta Emma gioca per poste pericolosamente alte. John Knightley – suo cognato, che, poverino, è rimasto vedovo – ha bisogno di una moglie e di una matrigna per la sua famiglia numerosa. Così, quando una giovane affascinante entra nella società di Highbury, Emma vede quanto meno una splendida opporunità. Eliza d'Arblay è francese di nascita. I suoi genitori, il Comte e la Comtesse d'Arblay, sono sfuggiti alla Rivoluzione Francese nel 1795. Adesso è il 1815, ed Eliza ha vent'anni. È affascinante e romantica come solo una giovane francese può essere. I suoi vestiti sono i più eleganti; le sue qualità sono ben superiori a qualunque dote si sia mai vista a Highbury. John Knightley le viene presentato e comincia a innamorarsi. Ma Eliza non è quello che sembra. Proprio quando il matrimonio viene annunciato, strane prove di un passato molto diverso cominciano a emergere. E, più sconcertante di tutto, siamo spinti a riflettere sul significato dell'affermazione di Mr. Knightley, all'inizio del romanzo di Jane Austen, quando dice che gli piacerebbe vedere Emma innamorata. Forse, disastrosamente, lo è; ma l'oggetto dei suoi desideri non sembra affatto adatto per una cittadina come Highbury – o per Mr. Knightley...

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RECENSIONE di Elisabetta
Alla larga dalla Tennant!

Nonostante l’avvertimento ricevuto riguardo questa scrittrice, ho voluto comunque  leggere Emma  in love di Emma Tennent… ah, LizzyGee, avrei dovuto ascoltarti!
Ma partiamo dall’inizio.
La trama è… assente! A distanza di mezza giornata dalla fine della lettura, faccio fatica a ricostruire qualcosa di coerente relativa a questo libro nella mia memoria.
In fondo la trama non è importante, no?
In verità avrei potuto anche chiudere un occhio sulla trama se i personaggi fossero stati all’altezza dei loro originali, ma purtroppo la Tennant non è minimamente riuscita a cogliere lo spirito dei personaggi Austeniani.


Cominciamo con Emma. Sappiamo che Jane Austen scrive di lei: “con vanità insopportabile essa aveva creduto di conoscere il segreto dei sentimenti d’ognuno; con arroganza imperdonabile si era riproposta di sistemare il destino di ciascuno”. Ma anche di fronte a questi difetti la apprezziamo per quella che è, ma soprattutto e in modo particolare per la sua crescita all’interno del romanzo.
La Tennant, evidentemente, ha completamente ignorato quest’ultimo passaggio; la sua Emma  è superba, sciocca, viziata e maleducata, in una parola, insopportabile
Ma non si ferma qui, sostituendosi a Freud, la scrittrice sostiene più volte che l’eroina sposa Mr. Knightley non tanto per amore, ma per sostituire una figura paterna con una altrettanto autoritaria (orrore!) e questo sarebbe dimostrato dalla mancanza di volontà delle protagonista di cambiare l’arredamento di Donwell Abbey. Di fronte a questa prova così schiacciante non posso che alzare le mani in segno di resa. Ma per piacere!
Forse Emma Tennant avrebbe fatto meglio a intraprendere gli studi di psicologia…
E questo è solo l’inizio.

La sorella di Emma, Isabella, muore per influenza nello stesso momento in cui passa a miglior vita anche Mr. Woodhouse. Naturalmente, invece di disperarsi per la perdita di un’amata sorella, questo evento non fa altro che risvegliare la passione primordiale della protagonista: combinare matrimoni. 
E con chi? Miss Bates? In fondo non è rimasto nessuno…
Ed è qui che entra in scena l’inventiva di Emma Tennant.
Franck Churchill ha lasciato miss Fairfax sull’altare. E così far sposare Jane Fairfax diventa un’idea fissa nella mente di Emma!
Tutto ciò rappresenta solo l’inizio del romanzo e probabilmente l’unica parte chiara e abbastanza comprensibile.

Lo stile della Tennant è illeggibile. Non solo la trama pare composta da eventi a se stanti che non hanno alcun collegamento se non nella mente della scrittrice, ma anche le osservazioni dei personaggi, i loro atteggiamenti, le loro maniere sono tutte completamente fuori luogo. 
Emma arriva a livelli di maleducazione talmente alti da lasciare sbalorditi: comportamenti come la mancanza di rispetto nei confronti del proprio coniuge, che erano impossibili da pensare a quei tempi…
Insomma con la cara zia Jane non si scherza, non si può improvvisare da un momento all'altro un sequel senza mantenere, almeno all’inizio, le intenzioni della scrittrice.

ATTENZIONE SPOILER (se volete leggere, evidenziate le righe sottostanti)
E non è introducendo un amante maschile per Frank Churchill (tra l’altro, suo cognato, il fratello della donna che sposerà al posto di Jane Fairfax), o una femminile e dalle esotiche origini francesi per Jane Fairfax che si possono risollevare le sorti di un romanzo che posso definire solamente con una parola: terrificante!
Nulla in contrario su eventuali stravolgimenti delle preferenze sessuali dei protagonisti; ma senza una vera sostanza, come in questo caso, rimangono dei meri pettegolezzi fatti per riempire alcune pagine del libro, che non fanno altro che annoiare il lettore (uomini vestiti da donna nella serra? Ma fammi il piacere! A quei tempi sapevano sicuramente essere più discreti).
FINE SPOILER

Il finale è assurdo, con l’aggiunta di un tocco di thriller, che non aveva nulla a che fare con il romanzo e che non ha fatto altro che confermarmi la mancanza di idee concrete della scrittrice.

Sono molto dispiaciuta per il mio giudizio su questo romanzo. Raramente mi capita di stroncare così un libro e ancora più raramente mi capita di farlo con un derivato/sequel austeniano.
Ma stavolta è capitato così.

Un ultimo consiglio: alla larga dalla Tennant!

Ringraziamo ancora Elisabetta per la sua divertente testimonianza, e senz'altro seguiremo il suo consiglio di tenerci alla larga della Tennant che, ahimè, è una delle poche autrici tradotte in italiano di Austen Inspired Novels (per fortuna i suoi libri sono di difficile reperibilità: risparmiatevi la fatica della ricerca!)

L'AUTRICE
Emma Tennant è nata nel Regno Unito nel 1937. Dall'inizio degli anni '7o, quando aveva poco più di trent'anni, Emma Tennant è stata una romanziera prolifica e si è affermata come una delle più importanti esponenti britanniche della "nuova narrativa". Questo non significa che abbia imitato né i nouveaux romanciers francesi, né i post-modernisti americani, sebbene le sue opere rivelino di essere in debito con gli approcci e gli interessi di alcuni esempi degli ultimi. Come in essi, la Tennant utilizza la parodia e la riscrittura, è interessata all'inventiva della narrativa, si appropria di alcune convenzioni della fantascienza e sfrutta le possibilità dello sconvolgimento e della variazione generici, soprattutto la commistione di realismo e fantasy. Tuttavia, anche se possono essere individuate delle influenze e citati dei paralleli, il suo lavoro è strettamente originale, il prodotto di un tentativo personale, anche caratteristico, di creare un genere narrativo unico e altamente creativo. (Fonte Goodreads)

 Link utili
 Bicentenario di Emma
 Elenco dei derivati disponibili in italiano (tra cui compaiono alcuni libri di Emma Tennant)

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