martedì 29 marzo 2016

Mia Cara Jane: Le lettere mai scritte di Amalia Frontali | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Recensiamo oggi una Austen Inspired Novel italiana al 100%, nata dalla penna di Amalia Frontali e frutto di un accurato studio della biografia di Jane Austen e, in particolar modo delle sue lettere.
Si tratta di 

Mia Cara Jane: Le lettere mai scritte

Per scrivere questa recensione, LizzyGee si è avvalsa della collaborazione di una Quarta Lizzy, LizzyR, ovvero Romina Angelici, che è colei che ci ha suggerito questa lettura molto soddisfacente che, a nostra volta, ci permettiamo di consigliare a tutti i nostri followers, per la grande accuratezza della ricostruzione storica e linguistica operata dalla Frontali.


SCHEDA LIBRO
Autore: Amalia Frontali
Titolo: Mia Cara Jane: Le lettere mai scritte
Edizioni: Amazon Media EU S.r.l.
Pagine: 168
Prezzo: € 0,99
Data pubblicazione: 9 febbraio 2016

Descrizione: Nel gennaio 1796 Thomas Langlois Lefroy, futuro Capo della Corte Suprema irlandese, e Jane Austen, futura autrice di grandi capolavori della letteratura, entrambi ventenni, si conobbero e si piacquero. 
A questa innocente attrazione - ci dice la storia - nulla seguì. Jane non si sposò mai e Tom contrasse un'unione di convenienza, che gli garantì un suocero potente, una ricca dote e la protezione economica di uno zio già molto contrariato da matrimoni indesiderabili in famiglia. 
Gran parte delle lettere di Jane Austen, dopo la sua morte, fu data alle fiamme dalla sorella Cassandra, per motivi che non sono mai stati veramente chiariti. 
Qui finisce la verità storica. 
Se Tom Lefroy, dopo quell'occasionale conoscenza, avesse scritto una lettera a Jane Austen? 
Se a quella lettera - imprudente e ingiustificabile dalle convenzioni sociali - fosse seguita una vera e propria corrispondenza? 
Le lettere di Tom a Jane, che sono pura invenzione letteraria, si incastrano però con minuziosa esattezza con le biografie storiche dei protagonisti: personaggi, luoghi ed eventi sono reali e mostrano che quello che non è mai accaduto sarebbe però stato possibile e plausibile. 
In un serrato contrappunto fra realtà storica e immaginazione, la trama si dipana fra continui echi delle Lettere austeniane sfuggite alle fiamme, citazioni dei capolavori, precisi riferimenti a viaggi, vicende e personaggi storici. 



Legenda: LizzyGee scrive in Georgia verde; Romina/LizzyR scrive in Trebuchet cobalto


Recensione di LizzyGee e LizzyR
Lettere mai ricevute da un fidanzato più che platonico

 e 1/2

Faccio una premessa: ogni volta che sento parlare della storia d'amore tra Jane Austen e Tom Lefroy divento un po' scettica, perché le notizie provate di una relazione tra loro sono in pratica campate in aria. Trovo Becoming Jane un film affascinante, ma quanto mai fantasioso; e, sebbene io lo consideri per quel che è, ovvero una fan-fiction romanzata basata alla lontana sulla vita di Jane Austen, so che molte altre persone se ne sono fatte incantare e prendono la trama del film come una fedele trasposizione della realtà storica. 
Quindi non è stato con uno spirito imparziale che mi sono avvicinata a questo romanzo epistolare, lo ammetto. Ma subito mi sono ricreduta, perché mi è immediatamente balzato agli occhi il grande lavoro di ricerca, storica e stilistica di Amalia Frontali.


L’idea è di riempire i tre anni che vanno dall’iniziale conoscenza tra Jane Austen e Tom Lefroy, alla fine della loro platonica relazione o almeno sino a quando tra loro si interruppero del tutto i contatti, con una corrispondenza intercorsa segretamente. Questa raccolta, la cui natura romantica è solo frutto della fantasia dell'autrice  come Amalia Frontali spiega in premessa sarebbero le lettere che Tom Lefroy scrisse a Jane durante tutto il tempo in cui di fatto furono separati, perché gli incontri, ufficiali o nascosti che fossero, furono davvero molto sporadici. 
L’esatto svolgimento degli eventi salienti tra i due, però, è stata pienamente rispettata, e ogni Janeite doc può esser certo che non solo i riferimenti cronologici, ma anche le circostanze collaterali e future riguardanti le loro vite, è stata ampiamente onorata (come ad esempio il riferimento a Livorno dove effettivamente riposano le spoglie degli avi Langlois e Lefroy). E  particolare per nulla trascurabile, ma anzi apprezzabile  il tutto è stato scritto e confezionato con una prosa talmente elegante e suadente, con giri di frase e circonlocuzioni sillogiche e un lessico aulico che richiamano il perfetto stile austeniano.

Sì, sono d'accordo con te, Romina: come ho detto, Amalia Frontali ha studiato a fondo le lettere di Jane Austen e ne ha ricreato uno stile a lei molto vicino, sebbene stiamo parlando qui di "traduzioni" italiane.

Con molto garbo si è cercato di delineare una relazione amorosa tra Tom e Jane, cercando di cogliere l’insistenza di lui e la ritrosia di lei, senza mai trascendere in svenevolezze sentimentali o accenti tragici anche nei momenti più bui di questo rapporto. Lo stesso finale, nonostante sia spoilerato dalla realtà dei fatti, sa essere convincente e un po’ colorato da citazioni e collegamenti letterari trasversali. 
Nonostante quelle che leggiamo siano solo le lettere compilate da Tom  che però inspiegabilmente sono sfuggire al rogo censorio di Cassandra?  si percepisce nelle risposte e nel sottofondo, lo stato d’animo ora discreto, ora ammiccante, ora provocante, ora tenero, della corrispondente.

Sì, la corrispondenza è univoca, ma è facile intuire le risposte della giovane Jane – la cui verve e il cui stile epistolare, di certo, conosciamo molto bene, proprio attraverso le sue lettere e i suoi romanzi – mediante gli indizi che Tom Lefroy semina nelle sue risposte.

James McAvoy e Anne Hathaway in Becoming Jane (2007)
I ragionamenti con cui Tom Lefroy cerca di convincere e inchiodare Jane a prendere atto della superiore forza del loro interesse reciproco mostrano una logica ferrea e una sagacia tipiche sì dell’uomo di legge, ma sicuramente anche di un degno interlocutore della nostra, capace di essere all’altezza degli attacchi della sua penna sferzante.
Il ruolo di consulente letterario improvvisato per Tom, dato che quegli anni vedevano le bozze iniziali di Elinor e Marianne e di First Impressions (e Susan, che poi diventerà Catherine e Northanger Abbey), se da un lato è giustificato narrativamente come segnale indicativo del grado di confidenza raggiunto tra i due, dall’altro permette alla scrittrice del libro di esprimere qualche sua osservazione e opinione sui romanzi.

È vero, ho trovato molto interessanti le disquisizioni di Tom sui romanzi della sua adorata Jane, i suoi consigli – che poi, chissà come mai, vengono tutti puntualmente seguiti – e l'ironia sui suoi personaggi. Questi loro scambi – che noi, come abbiamo già detto, possiamo valutare solo dalla parte di uno dei due corrispondenti – servono a creare un'atmosfera di complicità, un legame intellettuale molto forte, proprio quello che Jane cercava per le sue eroine, e che avrebbe sicuramente voluto per sé.

Virginia Woolf asseriva che Jane Austen sapesse descrivere un paesaggio romantico senza nominare una sola volta la luna; così queste lettere parlano d’amore senza mai dichiararlo o crogiolarvisi né trascendere in inopportune smancerie.

Sono le perfette lettere d'amore che ci immagineremmo scritte da/a Jane Austen e, del resto, Amalia Frontali sfrutta la più nota lettera d'amore dalla scrittrice – con le dovute modifiche – per la dichiarazione del nostro Tom Lefroy alla sua Jane. Ma non voglio dirvi di più per non incorrere in spoiler.

James McAvoy e Anne Hathaway in Becoming Jane (2007)
Il risultato penso metterà d’accordo tutte le lettrici, e spero anche qualche lettore coraggioso  schierato con Tom magari , perché non è banale e mai scontato: quante di noi hanno pensato a quanto potesse essere stata fonte di rimpianto quella prima e promettente relazione per Jane da poco ventenne? Senza i parossismi di Becoming Jane, qui Tom Lefroy diventa a poco a poco un amico, un consigliere, un avversario del contraddittorio, un tenero innamorato. Forse è un bene che Jane sia stata protetta dietro al destinatario delle missive così da preservarla da qualsiasi intrusione non autorizzata, forse è questo il segreto di tanta delicatezza raggiunta nel finale e nella sensazione che questo libro lascia sulla bocca dello stomaco. 

Un applauso ad Amalia Frontali, per aver saputo affrontare – e, aggiungerei, superare – un ostacolo così arduo come può essere un romanzo epistolare ai giorni nostri; con una precisione storica curata minuziosamente, tanto da dare credibilità a questa storia che, ahimè, è solo frutto di fantasia.

Un ottimo retelling, curato nella ricostruzione storica e senza sbavature. Finalmente un derivato che è stato scritto in italiano e che questa volta dovrebbe essere tradotto ed esportato per essere portato a conoscenza dei nostri amici inglesi. (Cara LizzyR, le mie amiche americane, contagiate dal mio entusiasmo, mi hanno già chiesto se verrà tradotto...)


Ringraziamo Romina Angelici, LizzyR, per la sua gentile ed entusiasta collaborazione, di cui speriamo di poterci avvalere spesso anche in futuro.

2 commenti:

Sophia Rose ha detto...

Loved getting both your thoughts, ladies! I sure hope Mia Cara Jane gets translated into English. It sounds wonderful.

Gabriella Parisi ha detto...

Thank you for popping in, Sophia! Glad you enjoyed our duet review. I already told the author you'd love to have it translated into English...

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