martedì 9 giugno 2015

Sanditon Completed di Jane Austen e Another Lady | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Finalmente oggi ci dedichiamo alla recensione di Sanditon: Jane Austen's Last Novel Completed, di Jane Austen e Another Lady/Marie Dobbs/Anne Telscombe, il completamento del frammento di dodici capitoli (in realtà undici e mezzo) abbandonato forzatamente da Jane Austen a causa della malattia il 18 marzo 1817 che abbiamo letto nel corso del Gruppo di Lettura di aprile.

Infatti, poiché leggere il frammento del romanzo lascia davvero in uno stato di profonda angoscia, abbiamo preferito optare per uno dei suoi completamenti, anche se il risultato non potrà mai essere neanche minimamente paragonabile a quello che la nostra carissima Zia Jane avrebbe potuto portare a compimento.

I tentativi di completare Sanditon sono stati numerosi e nel 1975 Marie Dobbs portò a termine quello che sarebbe potuto essere il settimo romanzo austeniano con gran delicatezza, cercando di mantenere invariato lo stile e creando personaggi che amalgamano caratteristiche di personaggi austeniani conosciuti, o elaborandoli da quello che si riesce a dedurre dal frammento lasciato dalla scrittrice.
RECENSIONE di LizzyGee
Un passaggio quasi indolore

Ogni volta che rileggo il frammento di undici capitoli e mezzo di Jane Austen mi sento stringere il cuore per l'angoscia quando arrivo a quell'ultima data, a quel 18 marzo, giorno in cui l'autrice, troppo sfibrata dalla malattia, dovette abbandonare quel suo settimo figlio, proprio come una gravidanza mai portata a termine.



Per noi Janeites il dolore è tanto più grande ogni volta che rileggiamo quelle pagine, quanto più ci rendiamo conto che Sanditon (che poi, chissà come lo avrebbe chiamato Lei, la carissima Zia Jane) avrebbe potuto essere uno dei suoi lavori più belli, se non addirittura il più bello.
In questo frammento, infatti, ritroviamo tutta la sua verve, con dei capitoli densi di ironia pungente. Quasi un ritorno all'ironia non dico degli Juvenilia, ma delle opere più giovanili; un'ironia che in Mansfield Parkforse per via del diverso carattere di Fanny, era meno evidente, anche se, pensando a Miss Bates, Mr. Woodhouse e Mary Musgrove, non si può dire, in effetti, che mancasse in Emma o Pesuasione.


Lady Denham sembrava un vero tesoro da esplorare, un ridicolo mix tra Lady Catherine de Bourgh e Mrs. Norris con un'ostinazione cieca e meschina che non si vede l'ora di veder gabbata.
La lettera che Miss Diana Parker scrive al fratello Thomas, il responsabile dello spostamento della protagonista a Sanditon, è un piccolo capolavoro: con il suo dileggio all'ipocondria ci presenta tre fantastici personaggi secondari, Diana, Susan e Arthur Parker, che incontreremo in seguito e che si riveleranno tre piccole perle austeniane da cui è difficile staccarsi.
Il "mistero" di Miss Bereton, la nipote di Lady Denham, appena accennato prima della fine del frammento, fa quasi pensare a Jane Fairfax, e questo è decisamente un ottimo punto di partenza per un autore di sequel.

Laura Pyper - Jane Fairfax in Emma 2009
La Dobbs/Telscombe è stata poi molto brava a mescolare le carte in modo molto scaltro, fondendo capitoli e proseguendo senza soluzione di continuità, in modo che, chi non ha mai letto il frammento di Sanditonnon riuscirà a capire dove questo finisca.

In realtà, in quei pochi capitoli, Jane Austen già dà un accenno alle forti volontà che popolano il romanzo. Tutti i Parker sembrano essere grandi organizzatori e un po' manipolatori, e così Lady Denham, dall'alto del suo titolo e delle sue ricchezze.


Partendo da questa caratteristica comune nella famiglia Parker e prendendo a prestito l'ironia un po' canzonatoria di uno dei protagonisti più apprezzati di Jane Austen medesima, Henry Tilney, l'Altra Signora/Marie Dobbs/Anne Telscombe ha modellato un protagonista maschile molto ben riuscito, che non sembra discostarsi dai canoni austeniani, eppure è diverso dagli altri sette (se si tiene presente che in Ragione e sentimento i protagonisti maschili sono due). 
Immaginate dunque un Henry Tilney che ha per fratelli i Parker così come ce li ha presentati Jane Austen nel frammento... La miscela è esplosiva, e Sidney, pur non nascondendo l'affetto verso fratelli e sorelle, non potrà non prendere in giro i loro atteggiamenti.

J.J. Feild - Henry Tilney in Northanger Abbey 2007
Ma Sidney ha anche qualcosa da nascondere - come uno dei villain di Jane Austen, o come Edward Ferrars - oltre a una carica di simpatia irresistibile. Come Frank Churchill, Sidney Parker arriva a Sanditon dopo essere stato invitato numerosissime volte dal fratello e aver declinato l'offerta, preferendo la vita sociale più attiva di Londra. E proprio come Frank Churchill, Sidney ha i suoi buoni motivi per visitare con l'amico Henry Brudenall la cittadina sul mare. Sidney racconterà ai parenti le pene d'amore dell'amico, che è dovuto andar via da Londra per non vedere la cugina di cui è innamorato sposata a un altro. 
Henry Brudenall, come James Benwick in Persuasione è dunque giustificato per la sua quasi totale asocialità, anche se, al contrario del capitano Benwick, che pian piano si apre e chiacchiera con Anne Elliot, Brudenall terrà con Charlotte Heywood un comportamento più simile a quello di Mr. Palmer verso le signorine Dashwood in Ragione e sentimento.

Anna Madeley e Daisy Haggard Lucy e Nancy Steele - Ragione e sentimento 2008
Insomma, ci sarebbe da parlare per ore dei mix che Marie Dobbs ha saputo creare nei personaggi per renderli austeniani (come, per esempio, le due sorelle Beaufort, un eccellente miscuglio delle sorelle Steele con le due Miss Bennet più giovani e una spruzzata di Harriet Smith), ma il personaggio più riuscito è decisamente lei, Charlotte Heywood.
La protagonista unisce le caratteristiche di molte delle eroine austeniane. È un'osservatrice della natura umana, proprio come Elizabeth Bennet, ma è più riservata di lei e, malgrado si sia formata un'opinione ben decisa su molte delle persone che incontra a Sanditon, la tiene per sé, senza mai giudicarle spietatamente. Anzi, si comporta un po' da Jane Bennet, quando arriva a essere scioccata dai commenti canzonatori di Sidney verso i propri fratelli, malgrado, nel profondo del suo cuore abbia pensato di loro esattamente le stesse cose. È molto gentile e sempre disponibile per gli altri, anche ignorando i propri desideri, proprio come Anne Elliot e Fanny Price. Ed è ingenua come Catherine Morland, ma mai stupida.
Questo compendio di eroina austeniana non sarà forse il risultato finale che avrebbe raggiunto Jane Austen se avesse potuto portare a compimento Sanditon, ma è tuttavia un surrogato molto credibile, di cui è molto facile accontentarsi.


Alcuni hanno detto che la soluzione finale dell'Altra Signora è poco austeniana, ma io l'ho trovata originale e non del tutto estranea alla Austen. Dopo tutto, ho già detto che la Clara Bereton profilata da Jane Austen mi somigliava a Jane Fairfax, quindi da lei ci potremmo aspettare di tutto, no? Ma non voglio fare spoiler, quindi taccio.

Perché spero ardentemente che questo romanzo completato da Marie Dobbs venga tradotto in italiano, dal momento che è uno dei sequel più belli e divertenti che abbia mai letto!

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