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mercoledì 9 luglio 2014

GdL Mansfield Park Revisited di Joan Aiken | La recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Recensiamo oggi quello che è stato il nostro terzo Gruppo di Lettura per il Bicentenario di Mansfield Park, Mansfield Park Revisited di Joan Aiken. 
La lettura non ci ha lasciati completamente delusi, com'è accaduto nel caso delle due precedenti esperienze con questa grande scrittrice inglese, Joan Aiken, che aveva stravolto la nostra visione dei romanzi austeniani sia con I Watson seguiti da Emma Watson che con Eliza's Daughter.

Ma, bando alle ciance, vi lasciamo alla Recensione di LizzyGee.


RECENSIONE di LizzyGee
Una vera eroina per Mansfield Park


sabato 28 giugno 2014

Gruppo di Lettura Mansfield Park Revisited di Joan Aiken | Terza Tappa

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Siamo giunti alla fine di questo Terzo Gruppo di Lettura per i festeggiamenti del Bicentenario di Mansfield Park

Mansfield Park Revisited di Joan Aiken


Questa volta la Aiken non ci ha delusi, forse perché ha preferito mandare via molti dei personaggi di Mansfield Park (chi è morto, chi è partito...) e portare una sorta di ricambio (che non si può chiamare generazionale, perché sono passati solo pochi anni dal romanzo di Jane Austen), con personaggi che hanno caratteristiche molto simili ai personaggi classici del romanzo, ma senza tema di essere infedeli. Delle vecchie leve finora la più simile all'originale è Lady Bertram, sempre indolente sul divano col suo carlino, di cui sembra importarle molto più che dei suoi stessi figli.

I Crawford sono arrivati e Mary è una persona completamente diversa, forse perché è molto malata, chissà. Henry si intravede giusto nelle ultime righe della seconda tappa. Sarà sempre il solito mascalzone che flirta con tutte le belle signorine (e non solo), o il suo amore (deluso) per Fanny lo ha fatto cambiare per sempre, come vorrebbe farci credere la Aiken?

sabato 21 giugno 2014

Gruppo di Lettura Mansfield Park Revisited di Joan Aiken | Seconda Tappa

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Inizia oggi la Seconda Tappa del terzo Gruppo di Lettura legato ai festeggiamenti del Bicentenario di Mansfield Park

Mansfield Park Revisited di Joan Aiken

Dopo una Prima Tappa piuttosto gradevole e, oseremmo dire, di ricambio, in cui cioè, alcuni personaggi vecchi sono andati via e sono stati sostituiti da nuove leve, mentre alcuni dei personaggi di Mansfield Park sono stati rispolverati e reinventati dalla Aiken, ci accingiamo oggi a scoprire se questa nuova tappa ci riserverà delle sorprese.
In particolare c'è un personaggio che non è ancora apparso all'orizzonte, ma di cui si è molto parlato, a cui sembra che la Aiken abbia riservato un piccolo colpo di scena. Ma sarà davvero piccolo questo colpo di scena? O si rivelerà una bomba?

La nuova edizione kindle
Se non avete ancora iniziato non vi preoccupate, Mansfield Park Revisited è scorrevolissimo. Stampate il segnalibro realizzato da LizzyGee e passate a commentare la Prima Tappa

sabato 14 giugno 2014

Gruppo di Lettura Mansfield Park Revisited di Joan Aiken | Prima Tappa

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Iniziamo oggi il terzo Gruppo di Lettura legato ai festeggiamenti del Bicentenario di Mansfield Park

Mansfield Park Revisited di Joan Aiken

La Aiken è molto fantasiosa e spesso deraglia dalla via tracciata da Jane Austen, quindi non sappiamo proprio cosa attenderci da questo sequel, che ci rende molto curiose.
Voi siete pronti? Avete stampato il segnalibro realizzato da LizzyGee per marcare le tappe  della lettura?



martedì 27 maggio 2014

Gruppo di Lettura Mansfield Park Revisited di Joan Aiken

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Annunciamo oggi quello che sarà il Terzo Gruppo di Lettura per festeggiare il Bicentenario di Mansfield Park.
Dopo aver letto due romanzi di quest'autrice, Eliza's Daughter in occasione dei festeggiamenti del Bicentenario di Sense and Sensibility e I Watson. Seguiti da Emma Watson, pubblicato in italiano da TEA a maggio 2012, confessiamo di non essere rimaste troppo impressionate dalla fedeltà della scrittrice alla sua fonte d'ispirazione. 
Tuttavia, non vogliamo demordere, anche perché i derivati di Mansfield Park sono pochi e questo è uno dei due che questa scrittrice ha dedicato al romanzo più controverso di Jane Austen. Inoltre l'autrice, se non altro, si è dimostrata una buona scrittrice di romanzi storici.
Come avrete capito, leggeremo

MANSFIELD PARK REVISITED di JOAN AIKEN


un sequel piuttosto fantasioso del terzo romanzo pubblicato da Jane Austen. Purtroppo questo romanzo non è stato tradotto: la pubblicazione delle Austen Inspired Novels di Joan Aiken da parte di TEA si è fermata a I Watson. Seguiti da Emma Watson. Ciononostante speriamo che la partecipazione sia cospicua.

mercoledì 25 luglio 2012

I Watson e Emma Watson, di Joan Aiken - Recensione di LizzyS

Carissimi lettori e amici di Old Friends & New Fancies,

recensiamo oggi un romanzo scritto 'a quattro mani', I Watson e Emma Watson. Joan Aiken ha infatti proseguito e terminato il frammento di romanzo che Jane Austen abbandonò nel 1805. 
La nostra LizzyS lo ha letto per voi, proseguendo la nostra collaborazione con la casa editrice TEA, che lo ha tradotto e pubblicato in maggio.
Scheda libro
Autori: Jane Austen, Joan Aiken
Titolo: I Watson. Seguito da Emma Watson
Casa Editrice: TEA
Pagine: 240
Prezzo: € 12,00
Data Pubblicazione: 3 Maggio 2012
SINOSSI
Il testo completo del romanzo incompiuto di Jane Austen, pubblicato postumo col titolo "I Watson", seguito da "Emma Watson". Joan Aiken, riprendendo esattamente da dove l'autrice si era interrotta e dando vita a una nuova straordinaria eroina, regala ai fan austeniani un tuffo nelle incantevoli atmosfere del mondo Regency Emma Watson, dopo quattordici anni trascorsi lontano dalla sua famiglia, fra gente che ama e rispetta, torna a casa. Nella sua famiglia regna una meschina gelosia, suo padre è ammalato ed i suoi fratelli sono uomini di scarsa intelligenza. Emma sopporta il tutto con la forza d’animo e lo spirito di una vera eroina di Jane Austen, aspettando ansiosamente il giorno in cui l’amabile ed affascinante Capitano Fremantle tornerà per sistemare tutto.

Recensione di LizzyS
Lo strano destino dei Watson
Due sono i romanzi incompiuti di Jane Austen. Uno è Sanditon, iniziato nel gennaio 1817 ed interrotto meno di due mesi dopo per cause di forza maggiore essendo sopravvenuta prima la malattia e poi la morte della sua ancor giovane e geniale Autrice.
L'altro è appunto questo I Watson (The Watsons) il cui destino è anomalo nella produzione austeniana, almeno considerando i romanzi cosiddetti "canonici". Iniziato intorno al 1803 e proseguito con non poche difficoltà, viene interrotto nel 1805 e messo da parte senza mai più essere ripreso. Se si considera che dal 1809, anno dell'insediamento definitivo nella quiete ispiratrice di Chawton, Jane riprese e revisionò alcune opere già scritte dando loro una versione definitiva, (Ragione e Sentimento, Orgoglio e Pregiudizio e persino il giovanissimo L'Abbazia di Northanger), la defezione dei Watson appare evidente.
Non sapremo mai le ragioni per cui Jane decise di abbandonare questa sua creatura senza mai darle una seconda possibilità.
Personalmente, tendo ad associarmi a coloro che ritengono determinanti gli eventi che caratterizzarono la sua vita in quegli anni: l'improvviso trasferimento a Bath, voluto dai genitori, in un città che Jane non apprezza; ma soprattutto, l'improvvisa malattia e morte di suo padre (1805), che getta nello sconforto lei, sua sorella Cassandra e la madre e che apre un periodo buio, irto di difficoltà economiche e di sistemazioni di fortuna, in cui le tre donne vivono della carità dei fratelli. Fino a Chawton, nel 1809, appunto.
I Watson appartiene a tutto questo e, pur senza alcuna prova appurata, ho sempre pensato che riprenderlo significasse per Jane riaprire un capitolo troppo doloroso che nemmeno le gioie della scrittura avrebbero potuto stemperare, soprattutto se si pensa che il padre della protagonista appare fin dalle prime pagine gravemente malato. Inoltre, alcuni spunti e personaggi sono stati "riciclati" per gli scritti successivi, come a confermare che per Jane I Watson era definitivamente abbandonato.
Nonostante ciò, oggi noi sappiamo che cosa ne avrebbe fatto, Jane, di questi derelitti Watson, se avesse voluto dare loro un senso compiuto. Ce lo ha svelato nel 1871 il nipote James Edward Austen-Leigh, nella famosa biografia Ricordo di Jane Austen (Memoir of Jane Austen), nella quale pubblicò questo frammento dandogli anche il titolo che non aveva mai avuto:
Quando la sorella dell'autrice, Cassandra, mostrò il manoscritto di questo lavoro a qualcuna delle sue nipoti, disse loro anche qualcosa sul seguito della storia, dato che con questa cara sorella - anche se, credo, con nessun altro - sembra che Jane abbia parlato liberamente di ogni lavoro che avesse tra le mani. Mr. Watson sarebbe morto presto e Emma costretta a dipendere per una casa dalla meschinità del fratello e della cognata. Avrebbe rifiutato la proposta di matrimonio di Lord Osborne, e molto dell'interesse del racconto sarebbe derivato dall'amore di Lady Osborne per Mr. Howard, innamorato invece di Emma, che alla fine avrebbe sposato. (trad. di Giuseppe Ierolli)
Chi volesse completarne la stesura dovrebbe tener conto di ciò anche se, a ben guardare, è un canovaccio ben scarno che contiene solo l'inevitabile lieto fine.
Nel 1996, Joan Aiken prova a completare l'opera di Jane Austen, con questo Emma Watson, ora tradotto in italiano dalla casa editrice TEA. Le note di copertina di questa edizione giustamente definiscono Mrs. Aiken prolifica ed eclettica perché, oltre ai tanti libri per bambini e ragazzi, da vera appassionata di Jane Austen si cimentò con ben sei derivati, tra cui Eliza's Daughter (che abbiamo letto proprio in questo salotto lo scorso anno per il bicentenario di Ragione e Sentimento).
Fin dalle prime pagine, è evidente come tutti i personaggi siano caratterizzati in modo più estremo rispetto all'originale: ad esempio, le due sorelle più pestifere, Penelope e Margaret, ricordano molto le due sorellastre di Cenerentola per quanto sono bisbetiche e viziate. Ma per alcuni dei "veterani" interviene un cambiamento radicale.
La trasformazione scelta dall'autrice per Emma è molto netta e spiazzante: la giovane Watson appare fin troppo schietta, dice un po' troppo spesso ciò che pensa, è troppo sarcastica e mai ironica.
In più occasioni, Joan Aiken le fa pensare e persino dire parole che l'Emma Watson austeniana non si sarebbe nemmeno sognata, soprattutto se si pensa che anche in questo seguito viene più volte sottolineato che la giovane ha un'educazione raffinata.
Lo stesso trattamento di totale revisione è riservato anche alla sorella, Elizabeth, che sembra addirittura un altro personaggio. Il buon senso ed il senso pratico dell'originale austeniano vengono portati alle estreme conseguenze così che Elizabeth appare laconica più nei sentimenti e nei pensieri che nelle parole (che quando vengono dette sono comunque lapidarie).
Si potrebbe dire che le due sorelle qui sembrano essere una versione più estrema ed essenziale rispettivamente di Marianne ed Elinor in Ragione e Sentimento...
(e quante altre suggestioni da questo romanzo!, ad esempio: il fratello Robert che, superficiale e gretto, sembra un emulo di John Dashwood, e sua moglie Jane, ancora più avida del marito, che sembra proprio una Fanny Dashwood all'ennesima potenza).
Harriet Walter e James Fleet
(Fanny e John Dashwood in Sense and Sensibility 1995)  
Un esempio eloquente di cambiamento è Mr. Howard. A colpirmi non è tanto la scelta di un suo destino diverso da quello tracciato da Jane Austen (secondo quanto riferitoci nel Memoir) quanto il diverso carattere. Qui appare addirittura codardo, incapace di staccarsi dal senso comune e dagli schemi sociali, nonostante un affetto sincero per Emma.
Tenendo conto di ciò che già conoscevo di Mrs. Aiken grazie alla lettura del suo Eliza's Daughter, posso dire che da questo romanzo mi aspettavo, sì, una rivisitazione dei personaggi ma non così radicale. Poco importa se Mrs. Aiken sceglie di disobbedire al Memoir disegnando una sorte diversa per Mr. Howard. Ma è un peccato che il personaggio di nuova creazione che prende il suo posto (il Cap. Freemantle) sia poco visibile, tanto che il suo rapporto con Emma è talmente poco raccontato da sembrare quasi inconsistente e poco credibile.
Un altro aspetto che colpisce molto durante la lettura è l'andamento del ritmo narrativo.
Dapprima, per ben 5 capitoli, è quieto, focalizzato essenzialmente sulla presentazione dei personaggi. Poi, al capitolo 6 (quasi a metà dei 14 totali) arriva un ciclone che scompagina la calma piatta della vita dei Watson e che addirittura, per il susseguirsi così repentino di avvenimenti importanti, sembra quasi frettoloso, come se l'autrice avesse voglia di liquidare velocemente questi fatti per catapultarci nelle immediate conseguenze. Peccato perché in questo modo sembra che gli eventi non producano alcun pensiero, alcuna reazione nei personaggi, che a questo punto ci appaiono come poco profondi (il che è un grave peccato austeniano!).

Da questo momento, però, prende corpo un'atmosfera che rende omaggio a quel gioiellino spesso dimenticato o sottovalutato di Jane Austen, L'Abbazia di Northanger (Northanger Abbey).
Se l'entrata in scena del Cap. Freemantle (cap. 5) ha portato con sé un vago accenno all'ironia allegramente arguta di Henry Tilney, al capitolo 7 assistiamo al dispiegamento di tutti gli elmenti gotici.
Clissocks, la residenza di Penelope Watson e del marito Dott. Harding, è descritta come "un labirinto di vecchi ambienti inutilizzati" con "stanzette umide e buie" "in apparenza tanto antiche che non era difficile immaginarle occupate da guerrieri sassoni" e persino il cortile ha il suo bravo pozzo ed i giardini sono in generale "in condizioni di abbandono assoluto".
Inevitabilmente, il pensiero della protagonista va proprio ai romanzi che la stessa Jane Austen conosceva bene, come I misteri di Udolpho.
Felicity Jones in Northanger Abbey 2007
All'atmosfera gotica contribuisce l'ignoto destino toccato in sorte alla zia di Emma, nonché un misterioso avvistamento notturno da parte della giovane, o la sistemazione di Emma ed Elizabeth in una vera e propria soffitta (fredda, polverosa e poco illuminata, voluta dalla pestifera sorella Penelope che le relega al ruolo di vere e proprie serve - il che ci ricorda un'altra protagonista austeniana, Fanny Price di Mansfield Park).

Tuttavia, in questo Emma Watson (del 1996) l'arte narrativa e la scrittura stessa di Mrs.Aiken appaiono un po' appannate rispetto a Eliza's Daughter (di due anni prima, 1994). Soprattutto, non ritrovo la sua capacità, davvero notevole, di ricreare l'ambiente culturale dell'epoca.
Addirittura, ho notato un errore eclatante. Mr Howard parlando con Emma dice (pag  201):
Al funerale, tra i vostri famigliari, non ho potuto neppure tentare di conversare in privato con voi.
All'epoca, però, le donne non potevano partecipare ai funerali: solo gli uomini potevano farlo, mentre le donne dovevano restare a casa ad aspettare (atroce segno della condizione femminile di quei tempi, per cui la mente femminile era considerata del tutto adeguata ad assistere un malato fino all'agonia della morte ma troppo fragile per vederlo seppellire).
Per avere un quadro della consuetudine dell'epoca, basta leggere la toccante lettera che Cassandra Austen scrive alla nipote Fanny Knight il 29 luglio 1817, raccontandole i momenti del funerale e della sepoltura della cara sorella Jane, avvenuti 5 giorni prima e vissuti da lontano, nell'appartamento di College Street, a Winchester.

E' innegabile che l'ispirazione di Joan Aiken sia direttamente alimentata dall'intera opera austeniana, con grande piacere per chi legge, ma è altrettanto vero che tende ad allontanarsi notevolmente dall'originale austeniano di cui ha creato il seguito. Ma se in Eliza's Daughter glielo avevo perdonato perché ampiamente compensato dal piacere di leggere un romanzo molto ben costruito sotto ogni punto di vista, con elementi che ricordano anche i romanzi di Dickens e di Elizabeth Gaskell, non posso dire lo stesso per questo Emma Watson che, anzi, sembra piuttosto una bella occasione un po' sprecata.
In generale, assegno 3 AustenStars perché, anche senza considerare altri scritti di questa autrice, Emma Watson è una lettura interessante per chi vuole scoprire il mondo dei derivati austeniani e, in particolare, togliersi la curiosità su una delle possibili varianti con cui I Watson avrebbe potuto finire, ma alla fine non si riesce a fare a meno di sentirsi un po' delusi.
Mentre è encomiabile l'edizione italiana di TEA che mette insieme l'originale incompiuto di Jane Austen, la conclusione di Joan Aiken ed un corredo di note molto utili.
Questo è il primo romanzo austeniano di Mrs. Aiken ad essere tradotto in italiano dando così anche a chi non legge l'inglese la possbilità di aggiungere un tassello a questo variegato mosaico del fortunato filone della letteratura del nostro tempo, gli Austen inspired novels (romanzi di ispirazione austeniana).

 Link Utili:
 I Watson sul sito di Giuseppe Ierolli
Il brano del Ricordo di Jane Austen sul seguito di I Watson
Lettera di Cassandra Austen a Fanny Knight

giovedì 5 aprile 2012

I Watson. Seguito da Emma Watson. | Dal 3 Maggio in libreria

Carissimi lettori e amici di Old Friends & New Fancies,
come già annunciato in novembre, vi diamo quest'oggi la notizia ufficiale della pubblicazione in Italiano di questo libro scritto a quattro mani (e a oltre centottanta anni di distanza) da Jane Austen e Joan Aiken.
I Watson. Seguito da Emma Watson di Jane Austen e Jane Aiken sarà il 3 maggio sugli scaffali delle nostre librerie in Italiano, edito da TEA!

Scheda libro
Autori: Jane Austen, Joan Aiken
Titolo: I Watson. Seguito da Emma Watson
Casa Editrice: TEA
Pagine: 240
Prezzo: € 12,00
Data Pubblicazione: 3 Maggio 2012

Sinossi
Il testo completo del romanzo incompiuto di Jane Austen, pubblicato postumo col titolo "I Watson", seguito da "Emma Watson". Joan Aiken, riprendendo esattamente da dove l'autrice si era interrotta e dando vita a una nuova straordinaria eroina, regala ai fan austeniani un tuffo nelle incantevoli atmosfere del mondo Regency Emma Watson, dopo quattordici anni trascorsi lontano dalla sua famiglia, fra gente che ama e rispetta, torna a casa. Nella sua famiglia regna una meschina gelosia, suo padre è ammalato ed i suoi fratelli sono uomini di scarsa intelligenza. Emma sopporta il tutto con la forza d’animo e lo spirito di una vera eroina di Jane Austen, aspettando ansiosamente il giorno in cui l’amabile ed affascinante Capitano Fremantle tornerà per sistemare tutto.
Jane Austen fiction manuscripts
Jane Austen iniziò a scrivere questo romanzo nel 1803, ma lo abbandonò in seguito alla morte del padre a Gennaio 1805. Nel frammento di romanzo il padre della protagonista Emma Watson è gravemente malato e Jane Austen aveva confidato alla sorella Cassandra che sarebbe morto nel corso del libro. Forse per non far rivivere alla sua protagonista la dolorosa esperienza che l'aveva appena colpita - o per non doverla rivivere lei stessa -, la Austen abbandonò l'opera dopo pochi capitoli (sono cinque, ma la suddivisione è stata fatta in seguito, con la pubblicazione postuma del frammento), con l'intento di non riprenderla più. Molto spunti per situazioni e personaggi furono infatti utilizzati nei successivi romanzi, persino il nome della protagonista fu assegnato alla protagonista di un successivo romanzo: Emma.

Il frammento di The Watsons fu pubblicato per la prima volta  dal nipote di Jane Austen,  James-Edward Austen-Leigh, nella seconda edizione della sua biografia della zia: A Memoir of Jane Austen, 1871. Fu Austen-Leigh a dargli indicativamente questo titolo - che probabilmente non sarebbe stato  quello scelto da Jane Austen.
Il 14 Luglio 2011 il manoscritto de I Watson è stato battuto all'asta da Sotheby's per quasi un milione di sterline ed è stato acquistato dalla Bodleian Library di Oxford.

N.B.! Vi consigliamo vivamente di leggere questo approfondito ed interessante articolo scritto dalla nostra LizzyS per Un Tè con Jane Austen > "Il manoscritto di The Watsons vale 1ml di sterline ed è in ottime mani!"

Quello di Joan Aiken non è il primo tentativo di completare l'opera di Jane Austen: prima Catherine Hubback, la nipote di Jane Austen completò e pubblicò il romanzo a metà del XIX secolo con il titolo The Younger Sister (La sorella più giovane); poi John Coates pubblicò il romanzo completato nel 1957. Laura Wade sta curando un adattamento per il teatro ed Helen Baker ha pubblicato nel 2008 The Watsons, by Jane Austen and Another Lady.
La versione del 2008 di Helen Baker
Edizione del 1996
Nel 1996 Joan Aiken, autrice di ben sei sequel di romanzi di Jane Austen, ha pubblicato Emma Watsonnel 2008 il romanzo è stato ripubblicato  completo del frammento iniziale del romanzo di Jane Austen da Sourcebooks.
 
Edizione Sourcebooks 2008
Joan Aiken prende il romanzo esattamente dove Jane Austen lo aveva lasciato, introducendo un nuovo protagonista e conclude la storia in modo che possa soddisfare gli estimatori della Austen.
L'autrice - che noi Lizzies abbiamo potuto apprezzare nel sequel di Sense and Sensibility, Eliza's daughter - è una grande scrittrice di romanzi storici e fantasy; speriamo pertanto che TEA, spinta da quello che - ne siamo certe - sarà un grande successo, traduca tutti i sequel di questa prolificissima scrittrice, che ce ne ha regalati ben sei (casualmente proprio lo stesso numero di romanzi di Jane Austen), prima di scomparire nel 2004. Speriamo, altresì, che vengano tradotti anche gli altri romanzi della Aiken, in particolar modo i fantasy della serie The Wolves of Willoughby Chase.

Le Lizzies sperano di leggere al più presto questo romanzo assieme a voi, magari organizzando un bel Gruppo di Lettura.
Che ne pensate? Fateci sapere le vostre opinioni in proposito!
  Link Utili

giovedì 17 novembre 2011

I Watson ed Emma Watson: prossimamente in Italiano!

I Watson. Seguito da Emma Watson di Jane Austen e Jane Aiken sarà ad aprile sugli scaffali delle nostre librerie in Italiano, edito da TEA!
Si tratta del frammento di un romanzo cominciato da Jane Austen intorno al 1803, ed abbandonato nel 1805 alla morte del padre. Un motivo per questo abbandono potrebbe essere stato proprio questo.
Il padre della protagonista Emma Watson era gravemente ammalato nei capitoli introduttivi del libro e Jane Austen aveva confidato alla sorella Cassandra che sarebbe morto nel corso del libro. Probabilmente le sembrò che questo fosse stato un cattivo auspicio, un presagio della morte effettiva di suo padre, che forse la spinse ad abbandonare il romanzo. In seguito però riprese molte delle idee abbozzate in questo frammento, e ritroviamo molte situazioni, tipologie di personaggi, e perfino nomi (Emma sarà il nome di un’altra protagonista infatti) nei suoi successivi romanzi.
Jane Austen fiction manuscripts
La protagonista, Emma, che torna a casa dopo una lunga assenza, in seguito al secondo matrimonio della zia vedova presso cui viveva, sembra Jane Fairfax che ritorna ad Highbury dalla zia, Miss Bates, in seguito al matrimonio di Miss Campbell con Mr Dixon, che guarda caso, è proprio irlandese come il Capitano O’Brien, che ha sposato la zia di Emma.
Lord Osborne viene presentato come un prototipo di Mr Darcy, Tom Musgrave di Henry Crawford (nonostante abbia anche alcune caratteristiche di John Thorpe), Mrs Robert Watson (Jane) sembrerebbe una miscellanea di Mrs Elton e Fanny Dashwood, sebbene la Austen non abbia fatto in tempo a presentarcela completamente sotto una cattiva luce (ma ha già chiamato la figlia Augusta – nome di Mrs Elton  e si rivolge a suo marito come Mr W.).
E anche le situazioni sono “familiari”, come quando Emma “salva” il piccolo Charles Blake, che era stato abbandonato dalla sua dama per i due balli successivi (Mr Knightley che va in soccorso di Harriet Smith), o quando sempre la protagonista ascolta per sbaglio da un uscio socchiuso uno scambio di battute fra Lord Osborne e Mr Musgrave sull’opportunità di invitarla a danzare (Mr Darcy e Mr Bingley al ballo di Meryton).
Possiamo quindi consolarci della perdita di questo romanzo pensando che, se ci fosse stato, forse non ci sarebbero stati gli altri romanzi, o molte scene sarebbero state diverse, perché Jane Austen avrebbe evitato di ripetersi. Sicuramente non ci sarebbe stato Emma: l’eroina avrebbe come minimo avuto un diverso nome di battesimo!
Il frammento de I Watson, che non aveva titolo né capitoli, fu pubblicato per la prima volta dal nipote di Jane Austen,  James-Edward Austen-Leigh, nella seconda edizione della sua biografia della zia: A Memoir of Jane Austen, 1871, con questo titolo, che probabilmente non sarebbe stato  quello scelto da Jane Austen.
Ci sono stati diversi tentativi di completare l’opera: 
prima Catherine Hubback, la nipote di Jane Austen completò e pubblicò il romanzo a metà del XIX secolo con il titolo The Younger Sister (La sorella più giovane); John Coates pubblicò il romanzo completato nel 1957. Laura Wade sta curando un adattamento per il teatro ed Helen Baker ha pubblicato nel 2008 The Watsons, by Jane Austen and Another Lady.
La versione del 2008 di Helen Baker
Joan Aiken, autrice di ben sei sequel di romanzi di Jane Austen, ha pubblicato nel 1996 Emma Watson, che nel 2008 è stato ripubblicato da Sourcebooks completo del frammento iniziale del romanzo di Jane Austen.
Joan Aiken prende il romanzo esattamente dove Jane Austen lo aveva lasciato, introducendo un nuovo protagonista e conclude la storia in modo che possa soddisfare gli estimatori della Austen.
E TEA ad Aprile 2011 pubblicherà la traduzione di questo romanzo scritto a quattro mani da Jane Austen e Joan Aiken, un appuntamento imperdibile per i fan di Jane Austen!
SCHEDA LIBRO

Titolo: I Watson. Seguito da Emma Watson
Autori: Jane Austen, Joan Aiken
Editore: TEA
Data pubblicazione: Aprile 2012
Pagine 240
Prezzo 12,00
Sinossi: Emma Watson, dopo quattordici anni trascorsi lontano dalla sua famiglia, fra gente che ama e rispetta, torna a casa. Nella sua famiglia regna una meschina gelosia, suo padre è ammalato ed i suoi fratelli sono uomini di scarsa intelligenza. Emma sopporta il tutto con la forza d’animo e lo spirito di una vera eroina di Jane Austen, aspettando ansiosamente il giorno in cui l’amabile ed affascinante Capitano Fremantle tornerà per sistemare tutto.

Nel caso non riusciste ad aspettare Aprile, vi consigliamo di iniziare a leggere il frammento di Jane Austen, che già è stato pubblicato in Italia da Newton Compton e nell’edizione Ilmiolibro tradotta da Giuseppe Ierolli.
L'edizione Newton Compton
Potete leggere la traduzione di Giuseppe Ierolli anche online a questo LINK
L'edizione Ilmiolibro, tradotta da Giuseppe Ierolli
Se invece volete gustare Joan Aiken assieme a noi, vi consigliamo di continuare a festeggiare il Sense and Sensibility Anniversary, dato che il prossimo Gruppo di Lettura in programma sarà proprio Eliza’s daughter, sequel di Ragione e Sentimento scritto appunto da Joan Aiken.
E speriamo che TEA traduca tutti i sequel di questa prolificissima scrittrice, che ce ne ha regalati ben sei (casualmente proprio lo stesso numero di romanzi di Jane Austen), prima di scomparire nel 2004.
Link Utili:
 I Watson sul sito di Giuseppe Ierolli
 Sezione del sito di Joan Aiken dedicato ai sequel di Jane Austen
 Galleria Ritratti: Joan Aiken