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martedì 28 maggio 2019

Only a Novel: The Double Life of Jane Austen di Jane Aiken Hodge

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Inauguriamo oggi una serie di brevi recensioni che la nostra LizzyGee - che continua a leggere Austen Inspired Novels e non-fiction collegati a Jane Austen (come in questo caso) - scriverà a mano a mano che procederà con le sue letture a tema.
Oggi si parla di Only a Novel: The Double Life of Jane Austen di Jane Aiken Hodge, sorella di Joan Aiken, di cui abbiamo recensito su questo blog tre romanzi: Eliza's Daughter, sequel di Ragione e Sentimento, Mansfield Park Revisited, sequel di Mansfield Park e I Watson ed Emma Watson, unico dei romanzi della Aiken a essere tradotto in italiano per TEA.

Only a Novel: The Double Life of Jane Austen
di Jane Aiken Hodge


Titolo: Only a Novel
Sottotitolo: The Double Life of Jane Austen
Autore: Jane Aiken Hodge
Casa Editrice: Agora Press
Pagine: 290
Data di pubblicazione: 25 aprile 2019 (1^ pubb. gennaio 1972)
Formato: paperback/ebook

mercoledì 9 luglio 2014

GdL Mansfield Park Revisited di Joan Aiken | La recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Recensiamo oggi quello che è stato il nostro terzo Gruppo di Lettura per il Bicentenario di Mansfield Park, Mansfield Park Revisited di Joan Aiken. 
La lettura non ci ha lasciati completamente delusi, com'è accaduto nel caso delle due precedenti esperienze con questa grande scrittrice inglese, Joan Aiken, che aveva stravolto la nostra visione dei romanzi austeniani sia con I Watson seguiti da Emma Watson che con Eliza's Daughter.

Ma, bando alle ciance, vi lasciamo alla Recensione di LizzyGee.


RECENSIONE di LizzyGee
Una vera eroina per Mansfield Park


sabato 28 giugno 2014

Gruppo di Lettura Mansfield Park Revisited di Joan Aiken | Terza Tappa

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Siamo giunti alla fine di questo Terzo Gruppo di Lettura per i festeggiamenti del Bicentenario di Mansfield Park

Mansfield Park Revisited di Joan Aiken


Questa volta la Aiken non ci ha delusi, forse perché ha preferito mandare via molti dei personaggi di Mansfield Park (chi è morto, chi è partito...) e portare una sorta di ricambio (che non si può chiamare generazionale, perché sono passati solo pochi anni dal romanzo di Jane Austen), con personaggi che hanno caratteristiche molto simili ai personaggi classici del romanzo, ma senza tema di essere infedeli. Delle vecchie leve finora la più simile all'originale è Lady Bertram, sempre indolente sul divano col suo carlino, di cui sembra importarle molto più che dei suoi stessi figli.

I Crawford sono arrivati e Mary è una persona completamente diversa, forse perché è molto malata, chissà. Henry si intravede giusto nelle ultime righe della seconda tappa. Sarà sempre il solito mascalzone che flirta con tutte le belle signorine (e non solo), o il suo amore (deluso) per Fanny lo ha fatto cambiare per sempre, come vorrebbe farci credere la Aiken?

sabato 21 giugno 2014

Gruppo di Lettura Mansfield Park Revisited di Joan Aiken | Seconda Tappa

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Inizia oggi la Seconda Tappa del terzo Gruppo di Lettura legato ai festeggiamenti del Bicentenario di Mansfield Park

Mansfield Park Revisited di Joan Aiken

Dopo una Prima Tappa piuttosto gradevole e, oseremmo dire, di ricambio, in cui cioè, alcuni personaggi vecchi sono andati via e sono stati sostituiti da nuove leve, mentre alcuni dei personaggi di Mansfield Park sono stati rispolverati e reinventati dalla Aiken, ci accingiamo oggi a scoprire se questa nuova tappa ci riserverà delle sorprese.
In particolare c'è un personaggio che non è ancora apparso all'orizzonte, ma di cui si è molto parlato, a cui sembra che la Aiken abbia riservato un piccolo colpo di scena. Ma sarà davvero piccolo questo colpo di scena? O si rivelerà una bomba?

La nuova edizione kindle
Se non avete ancora iniziato non vi preoccupate, Mansfield Park Revisited è scorrevolissimo. Stampate il segnalibro realizzato da LizzyGee e passate a commentare la Prima Tappa

sabato 14 giugno 2014

Gruppo di Lettura Mansfield Park Revisited di Joan Aiken | Prima Tappa

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Iniziamo oggi il terzo Gruppo di Lettura legato ai festeggiamenti del Bicentenario di Mansfield Park

Mansfield Park Revisited di Joan Aiken

La Aiken è molto fantasiosa e spesso deraglia dalla via tracciata da Jane Austen, quindi non sappiamo proprio cosa attenderci da questo sequel, che ci rende molto curiose.
Voi siete pronti? Avete stampato il segnalibro realizzato da LizzyGee per marcare le tappe  della lettura?



lunedì 9 giugno 2014

GdL Mansfield Park Revisited di Joan Aiken | Il Segnalibro

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Vogliamo ricordarvi che dal 14 giugno inizierà il nuovo Gruppo di Lettura.

Mansfield Park Revisited di Joan Aiken

Quale miglior memento di un Segnalibro che ci indichi tutte le tappe? Eccovi allora il segnalibro realizzato da LizzyGee per marcare i passi più significativi del romanzo.
E buon Bicentenario di Mansfield Park


martedì 27 maggio 2014

Gruppo di Lettura Mansfield Park Revisited di Joan Aiken

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Annunciamo oggi quello che sarà il Terzo Gruppo di Lettura per festeggiare il Bicentenario di Mansfield Park.
Dopo aver letto due romanzi di quest'autrice, Eliza's Daughter in occasione dei festeggiamenti del Bicentenario di Sense and Sensibility e I Watson. Seguiti da Emma Watson, pubblicato in italiano da TEA a maggio 2012, confessiamo di non essere rimaste troppo impressionate dalla fedeltà della scrittrice alla sua fonte d'ispirazione. 
Tuttavia, non vogliamo demordere, anche perché i derivati di Mansfield Park sono pochi e questo è uno dei due che questa scrittrice ha dedicato al romanzo più controverso di Jane Austen. Inoltre l'autrice, se non altro, si è dimostrata una buona scrittrice di romanzi storici.
Come avrete capito, leggeremo

MANSFIELD PARK REVISITED di JOAN AIKEN


un sequel piuttosto fantasioso del terzo romanzo pubblicato da Jane Austen. Purtroppo questo romanzo non è stato tradotto: la pubblicazione delle Austen Inspired Novels di Joan Aiken da parte di TEA si è fermata a I Watson. Seguiti da Emma Watson. Ciononostante speriamo che la partecipazione sia cospicua.

sabato 23 novembre 2013

Bicentenario di Mansfield Park

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies, 

non abbiamo ancora concluso i festeggiamenti per il Bicentenario di Pride and Prejudice e già ci accingiamo a ricominciare. In realtà proseguiremo con i nostri Gruppi di Lettura senza soluzione di continuità, con la piccola differenza che, da gennaio 2014, sposteremo il nostro interesse sui derivati di Mansfield Park.


Eh sì, perché il 9 maggio 2014 festeggeremo un altro Bicentenario, quello dell'opera più controversa di Jane Austen, il più 'complesso e sfuggente', per riprendere le parole usate da Giuseppe Ierolli nella prefazione alla sua traduzione dell'opera. A tal proposito, vi invito a leggere la sua introduzione al romanzo, con riferimenti alle lettere e ai Memoir familiari di Jane Austen.


Su Old Friends & New Fancies noi Lizzies festeggeremo con i nostri consueti Gruppi di Lettura, a partire dal romanzo medesimo in gennaio, per proseguire con Giuramenti d'innamorati - la commedia di Elizabeth Inchbald che Mr Yates, i Bertram e i Crawford cercheranno di allestire a Mansfield Park - e con vari derivati.

Purtroppo (o per fortuna) Mansfield Park è forse uno dei romanzi meno considerati dagli autori di derivati, per cui avremo pochissimo materiale a disposizione per i Gruppi di Lettura.



Presentiamo quelli che prevediamo saranno i romanzi che leggeremo assieme a voi nei prossimi mesi, a partire da gennaio.

1 Mansfield Park - Jane Austen


Per chi volesse ci sono anche le seguenti letture facoltative: 

1 The Trouble with Flirting - Claire LaZebnik
2 Whatever Love Is - Rosie Rushton
3 Mansfield Park and Mummies: Monster Mayhem, Matrimony, Ancient Curses, True Love, and Other Dire Delights - Jane Austen & Vera Nazarian
4 Mansfield Ranch - Jenni James
5 Central Park - Debra White Smith
The Youngest Miss Ward - Joan Aiken
8 Suddenly You - Cecilia Grey
Finding Favor - Lana Long
10 The Beresfords - Christina Dudley

IL BANNER DEL BICENTENARIO di MANSFIELD PARK

N.B.! Ai partecipanti dei Gruppi di Lettura del Bicentenario di Marsfield Park chiediamo di inserire nel proprio blog o sito il bannerino qui sotto e di comunicarci l'avvenuto inserimento commentando in un qualsiasi post dedicato al Bicentenario qui su OF&NF.



Vi attendiamo numerosi per scoprire (e riscoprire) il romanzo e per festeggiare un nuovo Bicentenario Austeniano.


Ringraziamo la nostra favolosa LizzyP, Miss Claire, per la realizzazione del fantastico banner originale del Bicentenario!

giovedì 3 ottobre 2013

"Amore, ragione e sentimento" di Kim Izzo | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

siamo qui oggi per recensire un derivato austeniano che già da qualche tempo compare nella nostra pagina dei libri tradotti in italiano. Sperling & Kupfer, infatti, ha pubblicato a febbraio 2013 la traduzione del romanzo di Kim Izzo The Jane Austen Marriage Manual col titolo di Amore, ragione e sentimento. Quale dei due titoli è più appropriato? Francamente nessuno dei due. Leggete la recensione di LizzyGee e scopritelo!



SCHEDA LIBRO

Autore: Kim Izzo
Titolo: Amore, ragione e sentimento
Titolo originale: The Jane Austen Marriage Manual
Traduzione di  Olivia Crosio
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
pagine: 416
Prezzo: € 17,00 (copertina rigida); € 9,99 (e-book)
Data pubblicazione: 5 febbraio 2013
Sinossi: Crisi, crisi, crisi. Nessuno conosce questa parola meglio di Kate, anni "trentanove e rotti", giornalista da poco senza lavoro, in procinto di essere sfrattata e come se non bastasse sommersa dalla marea di debiti della madre, consumata amante del gioco. E, in tutto questo, neanche uno straccio di uomo a condividere con lei, se non sogni e progetti, almeno le spese e le bollette. Unica consolazione: i romanzi dell'amata Jane Austen, che di cose, sulla vita e sull'amore, ne aveva capite parecchie. Per esempio, che uno stipendio alto è la migliore ricetta per la felicità. È proprio la vecchia Jane a offrire alla squattrinata Kate una soluzione: quella di proporre al suo giornale un ultimo pezzo su come sposare un milionario seguendo, in prima persona, i consigli della saggia scrittrice... Così, per Kate, inizia la caccia. Prima regola: per trovare un uomo ricco, frequentare ambienti da ricchi. Seconda regola: per frequentare ambienti da ricchi, anziché Kate, meglio chiamarsi Lady Kate. E così, scambiata per un'aristocratica, sballottata dai campi di polo di Palm Beach alle piste da sci di St. Moritz, invitata nei castelli della campagna inglese, Kate proverà a mettere insieme le ragioni del cuore con quelle del portafoglio. E proprio quando, tra mille imprevisti e altrettanti sotterfugi, sembra aver finalmente incontrato l'uomo che fa per lei - un posato gentleman dalle nobilissime coordinate bancarie - qualcuno le rompe le uova nel paniere: uno spiantato di nome Griffith Saunderson, dallo sguardo impertinente...



RECENSIONE


 Il manuale del matrimonio secondo... Lucy Steele!

Il titolo della mia recensione è una modifica al titolo originale del libro (The Jane Austen Marriage Manual - Il manuale del matrimonio secondo Jane Austen). Volete sapere perché ho intitolato così la recensione? Non vi sembra già piuttosto chiaro? E se non lo è il titolo, non parla chiaramente quella stellina che, come la particella di sodio dell'acqua Lete, costituisce la mia pur generosa valutazione di questo romanzo?

Anne Madeley, Lucy Steele in Ragione e Sentimento 2008

Durante la lettura avevo pensato di buttar giù le mie idee, poi  pur imbufalita, lo confesso  ho preferito lasciar decantare la mia opinione, rimandando la recensione a qualche giorno dopo la lettura, nella speranza che arrivasse a smussarsi lievemente. Ma non è servito a nulla, perché mi viene una rabbia smisurata al pensiero che, con le miriadi romanzi ispirati a Jane Austen bellissimi, belli, ma anche passabili (tanto io non sono Mr Darcy e qualunque cosa ispirata alla zia mi tenta), in Italia si traducano – spesso, non sempre – i romanzi meno meritevoli.


Due volte (anzi tre) mi era già capitato di provare questa sensazione di fastidio enorme a vedere l'opera di Jane Austen travisata in maniera così marchiana. La prima volta è stato con L'indipendenza della signorina Bennet, in cui le parole di Elizabeth Bennet ("È successo così gradualmente, che non saprei quando è cominciato. Ma credo di poter dire che è stato quando ho visto per la prima volta la sua bellissima proprietà a Pemberley") vengono interpretate alla lettera da Colleen McCullough, con la conseguenza che il rapporto di Lizzy con Darcy ne risente in maniera irreparabile e il sequel è fedele a Jane Austen al 2%.
La seconda e terza volta è stato con i romanzi di Joan Aiken, Eliza's Daughter e I Watson e Emma Watson. Anche in questo caso l'interpretazione letterale degli scritti di Jane Austen ha creato dei sequel improbabili e insoddisfacenti. 
In entrambi i casi ho pensato che le due autrici, pur essendo delle bravissime scrittrici (sono fan di Colleen McCullough da sempre e Joan Aiken nella sua carriera ha vinto innumerevoli premi) sono delle misere lettrici, che hanno tralasciato di valutare l'ironia insita in ogni parola  ogni virgola, oserei dire – della prosa di Jane Austen. MA dei tre romanzi che ho citato non tutto è da buttare: c'è un'ottima ricostruzione storica, il richiamo a episodi delle vita di Jane Austen, una buona struttura della trama, SE si considerano i personaggi come degli OMONIMI di quelli di Jane Austen, ma che poco hanno a che fare con lei.


Invece di Amore, ragione e sentimento non riesco a salvare assolutamente nulla!

Il titolo italiano con quel riferimento al primo romanzo pubblicato da Jane Austen nel 1811 non c'entra niente con la storia. Di amore in questo romanzo ce n'è ben poco. La protagonista ben poche volte si lascia trasportare dall'istinto di Marianne Dashwood (il 'sentimento') e la razionalità di Elinor si traduce in mero calcolo, calcolo che è lontano anni luce dall'eroina più controllata della Austen, che infatti finisce con l'essere la più povera  economicamente parlando, se vogliamo metterci allo stesso livello della Izzo  delle eroine austeniane!

Emma Thompson - Elinor Dashwood in Ragione e sentimento 1995
Ma partiamo dall'inizio: Katherine Shaw è una giornalista freelance: non ha mai voluto un posto fisso in un giornale, perché preferisce sentirsi libera di cambiare, di scegliere. Infatti, giunta ormai alla soglia dei quarant'anni, sostituisce le colleghe in maternità. Adesso, però, a causa della crisi economica e del suo ex-boyfriend (che non ha mai voluto sposare per lo stesso motivo, la libertà) il quale, dopo essersi fatto prestare i soldi per avviare un'attività, è sparito con un'altra donna, Kate ha deciso di accettare un posto stabile. Ma, sempre per la recessione, adesso è il posto stabile a non volerne sapere più di lei! (E, aggiungerei io, "ben le sta!")
E così Kate si trova praticamente in mezzo a una strada, anche perché, dopo la morte della nonna, i debiti della madre  una giocatrice patologica  fanno perdere a Kate la casa. Kate è costretta a dormire sul divano in casa della sorella Ann e a scrivere da freelance degli articoli per i quali è obbligata a fare delle ricerche assurde.


In particolare, le viene affidato un articolo per capire se le norme per accalappiare un marito milionario come le eroine di Jane Austen (!?) sono ancora valide. E la nostra Kate decide di provarci sul serio: armata di un titolo nobiliare semi-fasullo (gli amici per gioco le acquistano una proprietà di 30 centimetri quadrati in Scozia, grazie alla quale si potrà fregiare del titolo di Lady Katherine), non solo farà ricerche sul campo, ma cercherà l'uomo giusto dal quale farsi mantenere. E per questo è disposta a fare di tutto: inventarsi un mare di bugie, scroccare ospitalità dagli alberghi a cinque stelle in cambio di una recensione sul giornale e, soprattutto, andare a letto con un sessantenne. Piacente, d'accordo, milionario, è logico, ma sempre sessantenne! E avere il coraggio di dirne peste e corna della procace ventenne slovena a cui il sessantenne si è accompagnato fino a quel momento, ritenendola una baldracca. Lei!

Ditemi ora quale eroina austeniana si comporta così! E Kate ha il coraggio di dire di aver seguito il manuale del perfetto matrimonio di Jane Austen! Ma neanche Lydia è così sgualdrina; in fondo lei ama Wickham!

Brenda Blethyn - Mrs Bennet in Orgoglio e Pregiudizio 2005
Diciamo che la Izzo ha attribuito i valori fondamentali di Mrs Bennet a Jane Austen. E la sua eroina è una via di mezzo fra Maria Bertram (che sposa Mr Rushworth per i soldi e poi fugge con Henry Crawford), Mrs Clay (che, dato che Sir Walter le è precluso ripiega sul di lui erede Mr Elliot) e Lucy Steele (che, dopo la prova di lealtà di Edward, non ci pensa due volte a sposare il fratello Robert, divenuto ormai erede dei Ferrars).

Essendo un chick-lit, il lieto fine è assicurato. Ma lieto fine per chi? Per il povero Darcy di turno che non si capisce cosa ci trovi in Lady Kate? Forse la critica sferzante (e tremendamente cafona) al suo abbigliamento ha suscitato un colpo di fulmine al primo incontro? 

D'accordo, Kate è una bella donna, ma nel libro ne combina così tante che scade proprio come persona! Del resto, con la madre che si ritrova, che si può pretendere? Iris oltre avere il vizio del gioco è una piccola donna meschina, invidiosa anche delle persone a cui dovrebbe voler bene, egoista come una bambina di cinque anni...

Alan Rickman e Kate Winslet in Ragione e sentimento 1995
La Izzo cerca di strizzare l'occhio a Jane Austen dando alle migliori amiche di Kate i nomi di due eroine austeniane (Marianne ed Emma); inserendo situazioni che potrebbero richiamare alla mente quelle dei romanzi della Austen (come quando il protagonista maschile porta la infortunata Kate/Marianne in braccio a casa sotto la pioggia, novello Colonnello Brandon  o Willoughby?) e, soprattutto aprendo ogni capitolo con una citazione dai romanzi. Ma le citazioni suonano fasulle, perché, pur essendo appropriate per il capitolo in questione, sono spesso pronunciate da personaggi secondari di Jane Austen non proprio positivi (come Mary Crawford o Mrs Norris in Mansfield Park), facendoci credere che la Izzo abbia interpretato Jane Austen dal LORO punto di vista!


Possiamo dire che questa è una rivisitazione di Come sposare un milionario, il film del 1953 con Marilyn Monroe e Lauren Bacall, o una versione al femminile de Il conte Max, del 1957, con Alberto Sordi e Vittorio De Sica. Ma non ditemi che è Il manuale del matrimonio secondo Jane Austen!


L'AUTRICE

Kim Izzo, canadese, è giornalista e scrittrice. Appassionata di buone maniere, ha pubblicato diversi manuali di bon ton, e ha scritto sull’argomento su The New York Times Sunday Style, New York Daily News, The New Yorker, Marie Claire. Adora tutto ciò che riguarda Jane Austen. Amore, ragione & sentimento è il suo primo romanzo, accolto entusiasticamente dalla critica inglese e americana.


mercoledì 25 luglio 2012

I Watson e Emma Watson, di Joan Aiken - Recensione di LizzyS

Carissimi lettori e amici di Old Friends & New Fancies,

recensiamo oggi un romanzo scritto 'a quattro mani', I Watson e Emma Watson. Joan Aiken ha infatti proseguito e terminato il frammento di romanzo che Jane Austen abbandonò nel 1805. 
La nostra LizzyS lo ha letto per voi, proseguendo la nostra collaborazione con la casa editrice TEA, che lo ha tradotto e pubblicato in maggio.
Scheda libro
Autori: Jane Austen, Joan Aiken
Titolo: I Watson. Seguito da Emma Watson
Casa Editrice: TEA
Pagine: 240
Prezzo: € 12,00
Data Pubblicazione: 3 Maggio 2012
SINOSSI
Il testo completo del romanzo incompiuto di Jane Austen, pubblicato postumo col titolo "I Watson", seguito da "Emma Watson". Joan Aiken, riprendendo esattamente da dove l'autrice si era interrotta e dando vita a una nuova straordinaria eroina, regala ai fan austeniani un tuffo nelle incantevoli atmosfere del mondo Regency Emma Watson, dopo quattordici anni trascorsi lontano dalla sua famiglia, fra gente che ama e rispetta, torna a casa. Nella sua famiglia regna una meschina gelosia, suo padre è ammalato ed i suoi fratelli sono uomini di scarsa intelligenza. Emma sopporta il tutto con la forza d’animo e lo spirito di una vera eroina di Jane Austen, aspettando ansiosamente il giorno in cui l’amabile ed affascinante Capitano Fremantle tornerà per sistemare tutto.

Recensione di LizzyS
Lo strano destino dei Watson
Due sono i romanzi incompiuti di Jane Austen. Uno è Sanditon, iniziato nel gennaio 1817 ed interrotto meno di due mesi dopo per cause di forza maggiore essendo sopravvenuta prima la malattia e poi la morte della sua ancor giovane e geniale Autrice.
L'altro è appunto questo I Watson (The Watsons) il cui destino è anomalo nella produzione austeniana, almeno considerando i romanzi cosiddetti "canonici". Iniziato intorno al 1803 e proseguito con non poche difficoltà, viene interrotto nel 1805 e messo da parte senza mai più essere ripreso. Se si considera che dal 1809, anno dell'insediamento definitivo nella quiete ispiratrice di Chawton, Jane riprese e revisionò alcune opere già scritte dando loro una versione definitiva, (Ragione e Sentimento, Orgoglio e Pregiudizio e persino il giovanissimo L'Abbazia di Northanger), la defezione dei Watson appare evidente.
Non sapremo mai le ragioni per cui Jane decise di abbandonare questa sua creatura senza mai darle una seconda possibilità.
Personalmente, tendo ad associarmi a coloro che ritengono determinanti gli eventi che caratterizzarono la sua vita in quegli anni: l'improvviso trasferimento a Bath, voluto dai genitori, in un città che Jane non apprezza; ma soprattutto, l'improvvisa malattia e morte di suo padre (1805), che getta nello sconforto lei, sua sorella Cassandra e la madre e che apre un periodo buio, irto di difficoltà economiche e di sistemazioni di fortuna, in cui le tre donne vivono della carità dei fratelli. Fino a Chawton, nel 1809, appunto.
I Watson appartiene a tutto questo e, pur senza alcuna prova appurata, ho sempre pensato che riprenderlo significasse per Jane riaprire un capitolo troppo doloroso che nemmeno le gioie della scrittura avrebbero potuto stemperare, soprattutto se si pensa che il padre della protagonista appare fin dalle prime pagine gravemente malato. Inoltre, alcuni spunti e personaggi sono stati "riciclati" per gli scritti successivi, come a confermare che per Jane I Watson era definitivamente abbandonato.
Nonostante ciò, oggi noi sappiamo che cosa ne avrebbe fatto, Jane, di questi derelitti Watson, se avesse voluto dare loro un senso compiuto. Ce lo ha svelato nel 1871 il nipote James Edward Austen-Leigh, nella famosa biografia Ricordo di Jane Austen (Memoir of Jane Austen), nella quale pubblicò questo frammento dandogli anche il titolo che non aveva mai avuto:
Quando la sorella dell'autrice, Cassandra, mostrò il manoscritto di questo lavoro a qualcuna delle sue nipoti, disse loro anche qualcosa sul seguito della storia, dato che con questa cara sorella - anche se, credo, con nessun altro - sembra che Jane abbia parlato liberamente di ogni lavoro che avesse tra le mani. Mr. Watson sarebbe morto presto e Emma costretta a dipendere per una casa dalla meschinità del fratello e della cognata. Avrebbe rifiutato la proposta di matrimonio di Lord Osborne, e molto dell'interesse del racconto sarebbe derivato dall'amore di Lady Osborne per Mr. Howard, innamorato invece di Emma, che alla fine avrebbe sposato. (trad. di Giuseppe Ierolli)
Chi volesse completarne la stesura dovrebbe tener conto di ciò anche se, a ben guardare, è un canovaccio ben scarno che contiene solo l'inevitabile lieto fine.
Nel 1996, Joan Aiken prova a completare l'opera di Jane Austen, con questo Emma Watson, ora tradotto in italiano dalla casa editrice TEA. Le note di copertina di questa edizione giustamente definiscono Mrs. Aiken prolifica ed eclettica perché, oltre ai tanti libri per bambini e ragazzi, da vera appassionata di Jane Austen si cimentò con ben sei derivati, tra cui Eliza's Daughter (che abbiamo letto proprio in questo salotto lo scorso anno per il bicentenario di Ragione e Sentimento).
Fin dalle prime pagine, è evidente come tutti i personaggi siano caratterizzati in modo più estremo rispetto all'originale: ad esempio, le due sorelle più pestifere, Penelope e Margaret, ricordano molto le due sorellastre di Cenerentola per quanto sono bisbetiche e viziate. Ma per alcuni dei "veterani" interviene un cambiamento radicale.
La trasformazione scelta dall'autrice per Emma è molto netta e spiazzante: la giovane Watson appare fin troppo schietta, dice un po' troppo spesso ciò che pensa, è troppo sarcastica e mai ironica.
In più occasioni, Joan Aiken le fa pensare e persino dire parole che l'Emma Watson austeniana non si sarebbe nemmeno sognata, soprattutto se si pensa che anche in questo seguito viene più volte sottolineato che la giovane ha un'educazione raffinata.
Lo stesso trattamento di totale revisione è riservato anche alla sorella, Elizabeth, che sembra addirittura un altro personaggio. Il buon senso ed il senso pratico dell'originale austeniano vengono portati alle estreme conseguenze così che Elizabeth appare laconica più nei sentimenti e nei pensieri che nelle parole (che quando vengono dette sono comunque lapidarie).
Si potrebbe dire che le due sorelle qui sembrano essere una versione più estrema ed essenziale rispettivamente di Marianne ed Elinor in Ragione e Sentimento...
(e quante altre suggestioni da questo romanzo!, ad esempio: il fratello Robert che, superficiale e gretto, sembra un emulo di John Dashwood, e sua moglie Jane, ancora più avida del marito, che sembra proprio una Fanny Dashwood all'ennesima potenza).
Harriet Walter e James Fleet
(Fanny e John Dashwood in Sense and Sensibility 1995)  
Un esempio eloquente di cambiamento è Mr. Howard. A colpirmi non è tanto la scelta di un suo destino diverso da quello tracciato da Jane Austen (secondo quanto riferitoci nel Memoir) quanto il diverso carattere. Qui appare addirittura codardo, incapace di staccarsi dal senso comune e dagli schemi sociali, nonostante un affetto sincero per Emma.
Tenendo conto di ciò che già conoscevo di Mrs. Aiken grazie alla lettura del suo Eliza's Daughter, posso dire che da questo romanzo mi aspettavo, sì, una rivisitazione dei personaggi ma non così radicale. Poco importa se Mrs. Aiken sceglie di disobbedire al Memoir disegnando una sorte diversa per Mr. Howard. Ma è un peccato che il personaggio di nuova creazione che prende il suo posto (il Cap. Freemantle) sia poco visibile, tanto che il suo rapporto con Emma è talmente poco raccontato da sembrare quasi inconsistente e poco credibile.
Un altro aspetto che colpisce molto durante la lettura è l'andamento del ritmo narrativo.
Dapprima, per ben 5 capitoli, è quieto, focalizzato essenzialmente sulla presentazione dei personaggi. Poi, al capitolo 6 (quasi a metà dei 14 totali) arriva un ciclone che scompagina la calma piatta della vita dei Watson e che addirittura, per il susseguirsi così repentino di avvenimenti importanti, sembra quasi frettoloso, come se l'autrice avesse voglia di liquidare velocemente questi fatti per catapultarci nelle immediate conseguenze. Peccato perché in questo modo sembra che gli eventi non producano alcun pensiero, alcuna reazione nei personaggi, che a questo punto ci appaiono come poco profondi (il che è un grave peccato austeniano!).

Da questo momento, però, prende corpo un'atmosfera che rende omaggio a quel gioiellino spesso dimenticato o sottovalutato di Jane Austen, L'Abbazia di Northanger (Northanger Abbey).
Se l'entrata in scena del Cap. Freemantle (cap. 5) ha portato con sé un vago accenno all'ironia allegramente arguta di Henry Tilney, al capitolo 7 assistiamo al dispiegamento di tutti gli elmenti gotici.
Clissocks, la residenza di Penelope Watson e del marito Dott. Harding, è descritta come "un labirinto di vecchi ambienti inutilizzati" con "stanzette umide e buie" "in apparenza tanto antiche che non era difficile immaginarle occupate da guerrieri sassoni" e persino il cortile ha il suo bravo pozzo ed i giardini sono in generale "in condizioni di abbandono assoluto".
Inevitabilmente, il pensiero della protagonista va proprio ai romanzi che la stessa Jane Austen conosceva bene, come I misteri di Udolpho.
Felicity Jones in Northanger Abbey 2007
All'atmosfera gotica contribuisce l'ignoto destino toccato in sorte alla zia di Emma, nonché un misterioso avvistamento notturno da parte della giovane, o la sistemazione di Emma ed Elizabeth in una vera e propria soffitta (fredda, polverosa e poco illuminata, voluta dalla pestifera sorella Penelope che le relega al ruolo di vere e proprie serve - il che ci ricorda un'altra protagonista austeniana, Fanny Price di Mansfield Park).

Tuttavia, in questo Emma Watson (del 1996) l'arte narrativa e la scrittura stessa di Mrs.Aiken appaiono un po' appannate rispetto a Eliza's Daughter (di due anni prima, 1994). Soprattutto, non ritrovo la sua capacità, davvero notevole, di ricreare l'ambiente culturale dell'epoca.
Addirittura, ho notato un errore eclatante. Mr Howard parlando con Emma dice (pag  201):
Al funerale, tra i vostri famigliari, non ho potuto neppure tentare di conversare in privato con voi.
All'epoca, però, le donne non potevano partecipare ai funerali: solo gli uomini potevano farlo, mentre le donne dovevano restare a casa ad aspettare (atroce segno della condizione femminile di quei tempi, per cui la mente femminile era considerata del tutto adeguata ad assistere un malato fino all'agonia della morte ma troppo fragile per vederlo seppellire).
Per avere un quadro della consuetudine dell'epoca, basta leggere la toccante lettera che Cassandra Austen scrive alla nipote Fanny Knight il 29 luglio 1817, raccontandole i momenti del funerale e della sepoltura della cara sorella Jane, avvenuti 5 giorni prima e vissuti da lontano, nell'appartamento di College Street, a Winchester.

E' innegabile che l'ispirazione di Joan Aiken sia direttamente alimentata dall'intera opera austeniana, con grande piacere per chi legge, ma è altrettanto vero che tende ad allontanarsi notevolmente dall'originale austeniano di cui ha creato il seguito. Ma se in Eliza's Daughter glielo avevo perdonato perché ampiamente compensato dal piacere di leggere un romanzo molto ben costruito sotto ogni punto di vista, con elementi che ricordano anche i romanzi di Dickens e di Elizabeth Gaskell, non posso dire lo stesso per questo Emma Watson che, anzi, sembra piuttosto una bella occasione un po' sprecata.
In generale, assegno 3 AustenStars perché, anche senza considerare altri scritti di questa autrice, Emma Watson è una lettura interessante per chi vuole scoprire il mondo dei derivati austeniani e, in particolare, togliersi la curiosità su una delle possibili varianti con cui I Watson avrebbe potuto finire, ma alla fine non si riesce a fare a meno di sentirsi un po' delusi.
Mentre è encomiabile l'edizione italiana di TEA che mette insieme l'originale incompiuto di Jane Austen, la conclusione di Joan Aiken ed un corredo di note molto utili.
Questo è il primo romanzo austeniano di Mrs. Aiken ad essere tradotto in italiano dando così anche a chi non legge l'inglese la possbilità di aggiungere un tassello a questo variegato mosaico del fortunato filone della letteratura del nostro tempo, gli Austen inspired novels (romanzi di ispirazione austeniana).

 Link Utili:
 I Watson sul sito di Giuseppe Ierolli
Il brano del Ricordo di Jane Austen sul seguito di I Watson
Lettera di Cassandra Austen a Fanny Knight