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sabato 21 novembre 2015

Tutti i Derivati già editi in Italiano

Il nostro Salotto, come sapete, si propone di leggere in lingua originale, recensire e segnalare i romanzi migliori, tra i derivati austeniani e non, alle case editrici italiane per suggerirne la pubblicazione, perciò, confidiamo nella vostra attenzione e sostegno al blog, così che la domanda cresca costantemente e sproni gli editori a corrispondere l'offerta.

A ogni modo, in attesa di nuove pubblicazioni nostrane, teniamo molto a che possiate condividere con noi almeno quel poco che esiste già in versione italiana e di cui forniamo un elenco in costante aggiornamento, con link alle schede relative, sperando di acuire il vostro interesse verso l'universo dei derivati di questo genere, di stimolare la vostra curiosità verso i titoli di cui suggeriamo l'adattamento italiano ed invitarvi a interagire con noi sull'argomento, con domande, richieste, consigli e suggerimenti di cui, vi assicuriamo sin d'ora, faremo tesoro, in quanto la condivisione è tra gli obiettivi di questo Salotto letterario.

Ringraziandovi per il vostro prezioso sostegno, vi lasciamo all'elenco dei libri in edizione italiana.

giovedì 3 ottobre 2013

"Amore, ragione e sentimento" di Kim Izzo | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

siamo qui oggi per recensire un derivato austeniano che già da qualche tempo compare nella nostra pagina dei libri tradotti in italiano. Sperling & Kupfer, infatti, ha pubblicato a febbraio 2013 la traduzione del romanzo di Kim Izzo The Jane Austen Marriage Manual col titolo di Amore, ragione e sentimento. Quale dei due titoli è più appropriato? Francamente nessuno dei due. Leggete la recensione di LizzyGee e scopritelo!



SCHEDA LIBRO

Autore: Kim Izzo
Titolo: Amore, ragione e sentimento
Titolo originale: The Jane Austen Marriage Manual
Traduzione di  Olivia Crosio
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
pagine: 416
Prezzo: € 17,00 (copertina rigida); € 9,99 (e-book)
Data pubblicazione: 5 febbraio 2013
Sinossi: Crisi, crisi, crisi. Nessuno conosce questa parola meglio di Kate, anni "trentanove e rotti", giornalista da poco senza lavoro, in procinto di essere sfrattata e come se non bastasse sommersa dalla marea di debiti della madre, consumata amante del gioco. E, in tutto questo, neanche uno straccio di uomo a condividere con lei, se non sogni e progetti, almeno le spese e le bollette. Unica consolazione: i romanzi dell'amata Jane Austen, che di cose, sulla vita e sull'amore, ne aveva capite parecchie. Per esempio, che uno stipendio alto è la migliore ricetta per la felicità. È proprio la vecchia Jane a offrire alla squattrinata Kate una soluzione: quella di proporre al suo giornale un ultimo pezzo su come sposare un milionario seguendo, in prima persona, i consigli della saggia scrittrice... Così, per Kate, inizia la caccia. Prima regola: per trovare un uomo ricco, frequentare ambienti da ricchi. Seconda regola: per frequentare ambienti da ricchi, anziché Kate, meglio chiamarsi Lady Kate. E così, scambiata per un'aristocratica, sballottata dai campi di polo di Palm Beach alle piste da sci di St. Moritz, invitata nei castelli della campagna inglese, Kate proverà a mettere insieme le ragioni del cuore con quelle del portafoglio. E proprio quando, tra mille imprevisti e altrettanti sotterfugi, sembra aver finalmente incontrato l'uomo che fa per lei - un posato gentleman dalle nobilissime coordinate bancarie - qualcuno le rompe le uova nel paniere: uno spiantato di nome Griffith Saunderson, dallo sguardo impertinente...



RECENSIONE


 Il manuale del matrimonio secondo... Lucy Steele!

Il titolo della mia recensione è una modifica al titolo originale del libro (The Jane Austen Marriage Manual - Il manuale del matrimonio secondo Jane Austen). Volete sapere perché ho intitolato così la recensione? Non vi sembra già piuttosto chiaro? E se non lo è il titolo, non parla chiaramente quella stellina che, come la particella di sodio dell'acqua Lete, costituisce la mia pur generosa valutazione di questo romanzo?

Anne Madeley, Lucy Steele in Ragione e Sentimento 2008

Durante la lettura avevo pensato di buttar giù le mie idee, poi – pur imbufalita, lo confesso – ho preferito lasciar decantare la mia opinione, rimandando la recensione a qualche giorno dopo la lettura, nella speranza che arrivasse a smussarsi lievemente. Ma non è servito a nulla, perché mi viene una rabbia smisurata al pensiero che, con le miriadi romanzi ispirati a Jane Austen bellissimi, belli, ma anche passabili (tanto io non sono Mr Darcy e qualunque cosa ispirata alla zia mi tenta), in Italia si traducano – spesso, non sempre – i romanzi meno meritevoli.


Due volte (anzi tre) mi era già capitato di provare questa sensazione di fastidio enorme a vedere l'opera di Jane Austen travisata in maniera così marchiana. La prima volta è stato con L'indipendenza della signorina Bennet, in cui le parole di Elizabeth Bennet ("È successo così gradualmente, che non saprei quando è cominciato. Ma credo di poter dire che è stato quando ho visto per la prima volta la sua bellissima proprietà a Pemberley") vengono interpretate alla lettera da Colleen McCullough, con la conseguenza che il rapporto di Lizzy con Darcy ne risente in maniera irreparabile e il sequel è fedele a Jane Austen al 2%.
La seconda e terza volta è stato con i romanzi di Joan Aiken, Eliza's Daughter e I Watson e Emma Watson. Anche in questo caso l'interpretazione letterale degli scritti di Jane Austen ha creato dei sequel improbabili e insoddisfacenti. 
In entrambi i casi ho pensato che le due autrici, pur essendo delle bravissime scrittrici (sono fan di Colleen McCullough da sempre e Joan Aiken nella sua carriera ha vinto innumerevoli premi) sono delle misere lettrici, che hanno tralasciato di valutare l'ironia insita in ogni parola – ogni virgola, oserei dire – della prosa di Jane Austen. MA dei tre romanzi che ho citato non tutto è da buttare: c'è un'ottima ricostruzione storica, il richiamo a episodi delle vita di Jane Austen, una buona struttura della trama, SE si considerano i personaggi come degli OMONIMI di quelli di Jane Austen, ma che poco hanno a che fare con lei.


Invece di Amore, ragione e sentimento non riesco a salvare assolutamente nulla!

Il titolo italiano con quel riferimento al primo romanzo pubblicato da Jane Austen nel 1811 non c'entra niente con la storia. Di amore in questo romanzo ce n'è ben poco. La protagonista ben poche volte si lascia trasportare dall'istinto di Marianne Dashwood (il 'sentimento') e la razionalità di Elinor si traduce in mero calcolo, calcolo che è lontano anni luce dall'eroina più controllata della Austen, che infatti finisce con l'essere la più povera – economicamente parlando, se vogliamo metterci allo stesso livello della Izzo – delle eroine austeniane!

Emma Thompson - Elinor Dashwood in Ragione e sentimento 1995
Ma partiamo dall'inizio: Katherine Shaw è una giornalista freelance: non ha mai voluto un posto fisso in un giornale, perché preferisce sentirsi libera di cambiare, di scegliere. Infatti, giunta ormai alla soglia dei quarant'anni, sostituisce le colleghe in maternità. Adesso, però, a causa della crisi economica e del suo ex-boyfriend (che non ha mai voluto sposare per lo stesso motivo, la libertà) il quale, dopo essersi fatto prestare i soldi per avviare un'attività, è sparito con un'altra donna, Kate ha deciso di accettare un posto stabile. Ma, sempre per la recessione, adesso è il posto stabile a non volerne sapere più di lei! (E, aggiungerei io, "ben le sta!")
E così Kate si trova praticamente in mezzo a una strada, anche perché, dopo la morte della nonna, i debiti della madre – una giocatrice patologica – fanno perdere a Kate la casa. Kate è costretta a dormire sul divano in casa della sorella Ann e a scrivere da freelance degli articoli per i quali è obbligata a fare delle ricerche assurde.


In particolare, le viene affidato un articolo per capire se le norme per accalappiare un marito milionario come le eroine di Jane Austen (!?) sono ancora valide. E la nostra Kate decide di provarci sul serio: armata di un titolo nobiliare semi-fasullo (gli amici per gioco le acquistano una proprietà di 30 centimetri quadrati in Scozia, grazie alla quale si potrà fregiare del titolo di Lady Katherine), non solo farà ricerche sul campo, ma cercherà l'uomo giusto dal quale farsi mantenere. E per questo è disposta a fare di tutto: inventarsi un mare di bugie, scroccare ospitalità dagli alberghi a cinque stelle in cambio di una recensione sul giornale e, soprattutto, andare a letto con un sessantenne. Piacente, d'accordo, milionario, è logico, ma sempre sessantenne! E avere il coraggio di dirne peste e corna della procace ventenne slovena a cui il sessantenne si è accompagnato fino a quel momento, ritenendola una baldracca. Lei!

Ditemi ora quale eroina austeniana si comporta così! E Kate ha il coraggio di dire di aver seguito il manuale del perfetto matrimonio di Jane Austen! Ma neanche Lydia è così sgualdrina; in fondo lei ama Wickham!

Brenda Blethyn - Mrs Bennet in Orgoglio e Pregiudizio 2005
Diciamo che la Izzo ha attribuito i valori fondamentali di Mrs Bennet a Jane Austen. E la sua eroina è una via di mezzo fra Maria Bertram (che sposa Mr Rushworth per i soldi e poi fugge con Henry Crawford), Mrs Clay (che, dato che Sir Walter le è precluso ripiega sul di lui erede Mr Elliot) e Lucy Steele (che, dopo la prova di lealtà di Edward, non ci pensa due volte a sposare il fratello Robert, divenuto ormai erede dei Ferrars).

Essendo un chick-lit, il lieto fine è assicurato. Ma lieto fine per chi? Per il povero Darcy di turno che non si capisce cosa ci trovi in Lady Kate? Forse la critica sferzante (e tremendamente cafona) al suo abbigliamento ha suscitato un colpo di fulmine al primo incontro? 

D'accordo, Kate è una bella donna, ma nel libro ne combina così tante che scade proprio come persona! Del resto, con la madre che si ritrova, che si può pretendere? Iris oltre avere il vizio del gioco è una piccola donna meschina, invidiosa anche delle persone a cui dovrebbe voler bene, egoista come una bambina di cinque anni...

Alan Rickman e Kate Winslet in Ragione e sentimento 1995
La Izzo cerca di strizzare l'occhio a Jane Austen dando alle migliori amiche di Kate i nomi di due eroine austeniane (Marianne ed Emma); inserendo situazioni che potrebbero richiamare alla mente quelle dei romanzi della Austen (come quando il protagonista maschile porta la infortunata Kate/Marianne in braccio a casa sotto la pioggia, novello Colonnello Brandon – o Willoughby?) e, soprattutto aprendo ogni capitolo con una citazione dai romanzi. Ma le citazioni suonano fasulle, perché, pur essendo appropriate per il capitolo in questione, sono spesso pronunciate da personaggi secondari di Jane Austen non proprio positivi (come Mary Crawford o Mrs Norris in Mansfield Park), facendoci credere che la Izzo abbia interpretato Jane Austen dal LORO punto di vista!


Possiamo dire che questa è una rivisitazione di Come sposare un milionario, il film del 1953 con Marilyn Monroe e Lauren Bacall, o una versione al femminile de Il conte Max, del 1957, con Alberto Sordi e Vittorio De Sica. Ma non ditemi che è Il manuale del matrimonio secondo Jane Austen!


L'AUTRICE

Kim Izzo, canadese, è giornalista e scrittrice. Appassionata di buone maniere, ha pubblicato diversi manuali di bon ton, e ha scritto sull’argomento su The New York Times Sunday Style, New York Daily News, The New Yorker, Marie Claire. Adora tutto ciò che riguarda Jane Austen. Amore, ragione & sentimento è il suo primo romanzo, accolto entusiasticamente dalla critica inglese e americana.


giovedì 17 maggio 2012

Le Jane Austen Addicts di Laurie Viera Rigler

Carissimi lettori e amici di Old Friends & New Fancies,

parliamo oggi di due libri già da tempo apparsi nelle nostre librerie in italiano: si tratta della serie delle Jane Austen Addict di Laurie Viera Rigler, pubblicati da Sperling & Kupfer nel 2010 e 2011 e disponibili sia in versione rilegata che in versione economica.
LizzyS ha già recensito ampiamente i due libri su Un tè con Jane Austen (Post 1 - Post 2), LizzyP lo farà prossimamente su La Collezionista di Dettagli, ma non potevamo non recensirli anche su Old Friends & New Fancies, che si dedica proprio a questo genere di letteratura.

   Shopping con Jane Austen   
(Confessions of a Jane Austen Addict) 
Traduzione: Enrica Budetta 
Sinossi: Los Angeles, XXI secolo. Courtney va pazza per i romanzi di Jane Austen e quando becca il futuro marito con un’altra si tuffa per l’ennesima volta tra le pagine di Orgoglio e pregiudizio, insieme con una robusta dose di vodka. Gran Bretagna, XVIII secolo. Courtney si ritrova in una sontuosa magione inglese, intrappolata nelle vesti di Miss Mansfield, «zitella» trentenne simile in tutto e per tutto a un’eroina della sua amatissima scrittrice. Una situazione paradossale, che dà vita a un romanzo delizioso, ironico, davvero originale.
 

 In viaggio con Jane Austen
(Rude Awakening of a Jane Austen Addict)
Traduzione: Enrica Budetta 
Sinossi: Sto forse sognando? si chiede confusa Jane Mansfield, una fanciulla inglese di inizio Ottocento, risvegliandosi all'improvviso in un ambiente a lei del tutto estraneo. L'ultima cosa che ricorda è di essere caduta da cavallo. Sì, Jane aveva appena saputo del tradimento del suo fidanzato, quando era montata in sella ed era corsa via disperata, cadendo poi rovinosamente. Ma che cos'era successo dopo? Perché ora si è svegliata in una stanza che non ha mai visto prima, mentre due sconosciute dai capelli dipinti e dagli abiti troppo succinti le danno irrispettosamente del tu, millantando di essere sue amiche? E chi è lo strano individuo di nome Wes, che somiglia in modo incredibile al suo fidanzato fedifrago e che continua a chiamarla Courtney? Ben presto, e dopo una serie di terribili figuracce, il mistero è svelato: Jane non sta affatto sognando, ma si trova intrappolata nei panni di Courtney, alle prese con una vita caotica, nella ancor più caotica Los Angeles del Ventunesimo secolo. Un universo strabiliante in cui le signore pranzano in locande pubbliche senza accompagnatori e i protagonisti del suo romanzo preferito, "Orgoglio e pregiudizio", si agitano senza sosta dentro una scatola luminosa. Dopo "Shopping con Jane Austen", ecco la storia di una dolce fanciulla della Reggenza, in fuga da convenzioni sociali e problemi di cuore, costretta a mettere ordine nell'esistenza di una donna di oggi, con cui sembra avere in comune solo la passione per Jane Austen. O forse no...