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martedì 15 ottobre 2013

Un cupcake con Mr Darcy di Giovanna Fletcher | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

voglio parlarvi oggi di un libro che ho recensito qualche tempo fa per Diario di Pensieri Persi e che porta nel titolo quella che io definisco una delle 'paroline magiche' che assicurano alle case editrici una buona porzione di vendite. La 'parolina' è Mr Darcy, ovviamente!
L'idea di mettere questo nome nel titolo è solamente italiana, dato che nell'edizione inglese il libro si chiama Billy and Me. Del resto, l'autrice di questo romanzo chick-lit – che è inglese, nonostante l'italianissimo nome di Giovanna Falcone –, non ha assolutamente bisogno di farsi pubblicità (soprattutto in patria) utilizzando il nome dell'eroe di Jane Austen, dal momento che è la moglie di uno dei più acclamati idoli delle ragazzine, il chitarrista-compositore-frontman di una delle band inglesi più apprezzate dal pubblico, i McFly. 
E dopo che Tom Fletcher ha dedicato alla moglie un wedding speech (il discorso nuziale) molto originale, visionato da milioni di persone su You Tube, Giovanna non è certo una sconosciuta. Fra l'altro in Inghilterra è famosa anche perché sorella di Mario Falcone, attore di una serie televisiva di successo, The Only Way is Essex.
E poi Giovanna, che ha conosciuto Tom Fletcher ai tempi della Sylvia Young Theatre School, un liceo che prepara i ragazzi al mondo dello spettacolo, è di recente presente nei video che Tom realizza per You Tube, cantando in coppia col marito e dimostrandosi una cantante alla sua altezza.

giovedì 3 ottobre 2013

"Amore, ragione e sentimento" di Kim Izzo | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

siamo qui oggi per recensire un derivato austeniano che già da qualche tempo compare nella nostra pagina dei libri tradotti in italiano. Sperling & Kupfer, infatti, ha pubblicato a febbraio 2013 la traduzione del romanzo di Kim Izzo The Jane Austen Marriage Manual col titolo di Amore, ragione e sentimento. Quale dei due titoli è più appropriato? Francamente nessuno dei due. Leggete la recensione di LizzyGee e scopritelo!



SCHEDA LIBRO

Autore: Kim Izzo
Titolo: Amore, ragione e sentimento
Titolo originale: The Jane Austen Marriage Manual
Traduzione di  Olivia Crosio
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
pagine: 416
Prezzo: € 17,00 (copertina rigida); € 9,99 (e-book)
Data pubblicazione: 5 febbraio 2013
Sinossi: Crisi, crisi, crisi. Nessuno conosce questa parola meglio di Kate, anni "trentanove e rotti", giornalista da poco senza lavoro, in procinto di essere sfrattata e come se non bastasse sommersa dalla marea di debiti della madre, consumata amante del gioco. E, in tutto questo, neanche uno straccio di uomo a condividere con lei, se non sogni e progetti, almeno le spese e le bollette. Unica consolazione: i romanzi dell'amata Jane Austen, che di cose, sulla vita e sull'amore, ne aveva capite parecchie. Per esempio, che uno stipendio alto è la migliore ricetta per la felicità. È proprio la vecchia Jane a offrire alla squattrinata Kate una soluzione: quella di proporre al suo giornale un ultimo pezzo su come sposare un milionario seguendo, in prima persona, i consigli della saggia scrittrice... Così, per Kate, inizia la caccia. Prima regola: per trovare un uomo ricco, frequentare ambienti da ricchi. Seconda regola: per frequentare ambienti da ricchi, anziché Kate, meglio chiamarsi Lady Kate. E così, scambiata per un'aristocratica, sballottata dai campi di polo di Palm Beach alle piste da sci di St. Moritz, invitata nei castelli della campagna inglese, Kate proverà a mettere insieme le ragioni del cuore con quelle del portafoglio. E proprio quando, tra mille imprevisti e altrettanti sotterfugi, sembra aver finalmente incontrato l'uomo che fa per lei - un posato gentleman dalle nobilissime coordinate bancarie - qualcuno le rompe le uova nel paniere: uno spiantato di nome Griffith Saunderson, dallo sguardo impertinente...



RECENSIONE


 Il manuale del matrimonio secondo... Lucy Steele!

Il titolo della mia recensione è una modifica al titolo originale del libro (The Jane Austen Marriage Manual - Il manuale del matrimonio secondo Jane Austen). Volete sapere perché ho intitolato così la recensione? Non vi sembra già piuttosto chiaro? E se non lo è il titolo, non parla chiaramente quella stellina che, come la particella di sodio dell'acqua Lete, costituisce la mia pur generosa valutazione di questo romanzo?

Anne Madeley, Lucy Steele in Ragione e Sentimento 2008

Durante la lettura avevo pensato di buttar giù le mie idee, poi – pur imbufalita, lo confesso – ho preferito lasciar decantare la mia opinione, rimandando la recensione a qualche giorno dopo la lettura, nella speranza che arrivasse a smussarsi lievemente. Ma non è servito a nulla, perché mi viene una rabbia smisurata al pensiero che, con le miriadi romanzi ispirati a Jane Austen bellissimi, belli, ma anche passabili (tanto io non sono Mr Darcy e qualunque cosa ispirata alla zia mi tenta), in Italia si traducano – spesso, non sempre – i romanzi meno meritevoli.


Due volte (anzi tre) mi era già capitato di provare questa sensazione di fastidio enorme a vedere l'opera di Jane Austen travisata in maniera così marchiana. La prima volta è stato con L'indipendenza della signorina Bennet, in cui le parole di Elizabeth Bennet ("È successo così gradualmente, che non saprei quando è cominciato. Ma credo di poter dire che è stato quando ho visto per la prima volta la sua bellissima proprietà a Pemberley") vengono interpretate alla lettera da Colleen McCullough, con la conseguenza che il rapporto di Lizzy con Darcy ne risente in maniera irreparabile e il sequel è fedele a Jane Austen al 2%.
La seconda e terza volta è stato con i romanzi di Joan Aiken, Eliza's Daughter e I Watson e Emma Watson. Anche in questo caso l'interpretazione letterale degli scritti di Jane Austen ha creato dei sequel improbabili e insoddisfacenti. 
In entrambi i casi ho pensato che le due autrici, pur essendo delle bravissime scrittrici (sono fan di Colleen McCullough da sempre e Joan Aiken nella sua carriera ha vinto innumerevoli premi) sono delle misere lettrici, che hanno tralasciato di valutare l'ironia insita in ogni parola – ogni virgola, oserei dire – della prosa di Jane Austen. MA dei tre romanzi che ho citato non tutto è da buttare: c'è un'ottima ricostruzione storica, il richiamo a episodi delle vita di Jane Austen, una buona struttura della trama, SE si considerano i personaggi come degli OMONIMI di quelli di Jane Austen, ma che poco hanno a che fare con lei.


Invece di Amore, ragione e sentimento non riesco a salvare assolutamente nulla!

Il titolo italiano con quel riferimento al primo romanzo pubblicato da Jane Austen nel 1811 non c'entra niente con la storia. Di amore in questo romanzo ce n'è ben poco. La protagonista ben poche volte si lascia trasportare dall'istinto di Marianne Dashwood (il 'sentimento') e la razionalità di Elinor si traduce in mero calcolo, calcolo che è lontano anni luce dall'eroina più controllata della Austen, che infatti finisce con l'essere la più povera – economicamente parlando, se vogliamo metterci allo stesso livello della Izzo – delle eroine austeniane!

Emma Thompson - Elinor Dashwood in Ragione e sentimento 1995
Ma partiamo dall'inizio: Katherine Shaw è una giornalista freelance: non ha mai voluto un posto fisso in un giornale, perché preferisce sentirsi libera di cambiare, di scegliere. Infatti, giunta ormai alla soglia dei quarant'anni, sostituisce le colleghe in maternità. Adesso, però, a causa della crisi economica e del suo ex-boyfriend (che non ha mai voluto sposare per lo stesso motivo, la libertà) il quale, dopo essersi fatto prestare i soldi per avviare un'attività, è sparito con un'altra donna, Kate ha deciso di accettare un posto stabile. Ma, sempre per la recessione, adesso è il posto stabile a non volerne sapere più di lei! (E, aggiungerei io, "ben le sta!")
E così Kate si trova praticamente in mezzo a una strada, anche perché, dopo la morte della nonna, i debiti della madre – una giocatrice patologica – fanno perdere a Kate la casa. Kate è costretta a dormire sul divano in casa della sorella Ann e a scrivere da freelance degli articoli per i quali è obbligata a fare delle ricerche assurde.


In particolare, le viene affidato un articolo per capire se le norme per accalappiare un marito milionario come le eroine di Jane Austen (!?) sono ancora valide. E la nostra Kate decide di provarci sul serio: armata di un titolo nobiliare semi-fasullo (gli amici per gioco le acquistano una proprietà di 30 centimetri quadrati in Scozia, grazie alla quale si potrà fregiare del titolo di Lady Katherine), non solo farà ricerche sul campo, ma cercherà l'uomo giusto dal quale farsi mantenere. E per questo è disposta a fare di tutto: inventarsi un mare di bugie, scroccare ospitalità dagli alberghi a cinque stelle in cambio di una recensione sul giornale e, soprattutto, andare a letto con un sessantenne. Piacente, d'accordo, milionario, è logico, ma sempre sessantenne! E avere il coraggio di dirne peste e corna della procace ventenne slovena a cui il sessantenne si è accompagnato fino a quel momento, ritenendola una baldracca. Lei!

Ditemi ora quale eroina austeniana si comporta così! E Kate ha il coraggio di dire di aver seguito il manuale del perfetto matrimonio di Jane Austen! Ma neanche Lydia è così sgualdrina; in fondo lei ama Wickham!

Brenda Blethyn - Mrs Bennet in Orgoglio e Pregiudizio 2005
Diciamo che la Izzo ha attribuito i valori fondamentali di Mrs Bennet a Jane Austen. E la sua eroina è una via di mezzo fra Maria Bertram (che sposa Mr Rushworth per i soldi e poi fugge con Henry Crawford), Mrs Clay (che, dato che Sir Walter le è precluso ripiega sul di lui erede Mr Elliot) e Lucy Steele (che, dopo la prova di lealtà di Edward, non ci pensa due volte a sposare il fratello Robert, divenuto ormai erede dei Ferrars).

Essendo un chick-lit, il lieto fine è assicurato. Ma lieto fine per chi? Per il povero Darcy di turno che non si capisce cosa ci trovi in Lady Kate? Forse la critica sferzante (e tremendamente cafona) al suo abbigliamento ha suscitato un colpo di fulmine al primo incontro? 

D'accordo, Kate è una bella donna, ma nel libro ne combina così tante che scade proprio come persona! Del resto, con la madre che si ritrova, che si può pretendere? Iris oltre avere il vizio del gioco è una piccola donna meschina, invidiosa anche delle persone a cui dovrebbe voler bene, egoista come una bambina di cinque anni...

Alan Rickman e Kate Winslet in Ragione e sentimento 1995
La Izzo cerca di strizzare l'occhio a Jane Austen dando alle migliori amiche di Kate i nomi di due eroine austeniane (Marianne ed Emma); inserendo situazioni che potrebbero richiamare alla mente quelle dei romanzi della Austen (come quando il protagonista maschile porta la infortunata Kate/Marianne in braccio a casa sotto la pioggia, novello Colonnello Brandon – o Willoughby?) e, soprattutto aprendo ogni capitolo con una citazione dai romanzi. Ma le citazioni suonano fasulle, perché, pur essendo appropriate per il capitolo in questione, sono spesso pronunciate da personaggi secondari di Jane Austen non proprio positivi (come Mary Crawford o Mrs Norris in Mansfield Park), facendoci credere che la Izzo abbia interpretato Jane Austen dal LORO punto di vista!


Possiamo dire che questa è una rivisitazione di Come sposare un milionario, il film del 1953 con Marilyn Monroe e Lauren Bacall, o una versione al femminile de Il conte Max, del 1957, con Alberto Sordi e Vittorio De Sica. Ma non ditemi che è Il manuale del matrimonio secondo Jane Austen!


L'AUTRICE

Kim Izzo, canadese, è giornalista e scrittrice. Appassionata di buone maniere, ha pubblicato diversi manuali di bon ton, e ha scritto sull’argomento su The New York Times Sunday Style, New York Daily News, The New Yorker, Marie Claire. Adora tutto ciò che riguarda Jane Austen. Amore, ragione & sentimento è il suo primo romanzo, accolto entusiasticamente dalla critica inglese e americana.


mercoledì 13 febbraio 2013

Amore Orgoglio e Pregiudizio: una raccolta di Short Stories per Emma Books

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,
ci occupiamo oggi di recensire un e-book pubblicato in occasione del Bicentenario di Pride and Prejudice, che ha un particolare che lo rende ancor più interessante ai nostri occhi Lizzeschi: è tutto italiano!
Il 27 gennaio, infatti, Emma Books ha pubblicato la raccolta di short-stories Amore Orgoglio e Pregiudizio, una delle prime esperienze 'nostrane' con i derivati di Jane Austen. Come sarà riuscito questo tentativo?

lunedì 4 giugno 2012

GdL 'Il Bisbetico Domato' di Melissa Nathan - La recensione a sei mani delle Lizzies

Carissimi Lettori e amici di Old Friends & New Fancies,

finalmente siamo giunti al post con la recensione di Il Bisbetico Domato (o Acting Up o Pride, Prejudice and Jasmin Field).
Quarto Gruppo di Lettura dell'anno e Terzo GdL per il Pride and Prejudice Anniversary, il libro di Melissa Nathan ci ha riportati nel mondo del chick-lit; alcuni di noi lo hanno apprezzato enormemente, altri un po' meno. Siamo tuttavia concordi nel ritenere questa rivisitazione in chiave modena molto più fedele a Orgoglio e Pregiudizio di Bridget Jones's Diary, e Jasmine Field una Lizzy molto più credibile.
Pubblicato con il titolo di Pride, Prejudice and Jasmine Field nel 2001, il libro è stato poi ristampato nel 2008, due anni dopo la morte dell’autrice, con il titolo di Acting Up. In Italia è stato pubblicato da Dalai Editore nel 2009 con il titolo di Il Bisbetico Domato.
Autore: Melissa Nathan
Titolo: Il bisbetico domato
Titolo originale: Acting Up o Pride, Prejudice and Jasmin Field
Editore Dalai Editore
Pagine 344
Prezzo € 18,00
Data pubblicazione: Marzo 2009
Trama
Jazz non sopporta Harry… No, troppo banale. Ah, ecco: Il bisbetico domato! Questo sarebbe un titolo perfetto per un articolo, pensa Jasmin Field – Jazz per gli amici – giornalista professionista e attrice dilettante alle prese con un remake teatrale di Orgoglio e pregiudizio. E pensare che è stato proprio lui a sceglierla per interpretare Elizabeth Bennet, la brillante protagonista… Ma lui chi? Harry Noble, il più grande (e stronzo!) regista sul pianeta terra! Mamma mia quanto lo odia! È presuntuoso, borioso, egocentrico (ma terribilmente bello e affascinante)… e non smette un attimo di fissarla, manco fosse un quadro cubista. In più ha detto che la trova brutta! E grassa! Però… è davvero bravo nel suo lavoro, come negarlo? Anche se guarda tutti dall’alto in basso e si comporta proprio come Darcy, l’eroe romantico inventato da Jane Austen. In un intreccio tra finzione e realtà, Jasmin si ritroverà a tenere testa allo spocchioso Harry, e non solo sul palcoscenico ma nella vita di tutti i giorni, tra scambi di battute al vetriolo e siparietti romantici. Chi la spunterà? Be’, il bisbetico sarà alla fine domato, ma… ops, giù la testa!!! Qui i coltelli volano ancora!

Recensione delle Lizzies
LizzyS: Jasmin è la mia Bridget!
LizzyGee: Negli anni 2000 Pemberley si trasforma in un palcoscenico
LizzyP: Luci della ribalta

Inoltrarmi in un altro esempio di chick-lit, che non ho mai amato, è stata durissima. Dopo la piccola delusione con la maggiore esponente del genere, sua maestà Helen Fielding con l'icona Bridget Jones, temevo molto questa lettura.
E all'inizio i miei timori sembravano confermati. (All'inizio, anch'io condivisi questa perplessità, se rammenti).
Il pretesto che mette in moto la trama - la riduzione teatrale di Pride and Prejudice si intreccia con la vita reale dei personaggi, soprattutto i due protagonisti - è un po' debole e questo si riflette in tutta la prima parte del libro. 
Nell'ultima, però, gli eventi nefasti che accadono ai personaggi, rischiano di compromettere la messa in scena della suddetta riduzione di P&P, visto la coincidenza di molti protagonisti della storia con il cast scelto... insomma, in qualche modo, i danni rischiano di raddoppiarsi, di complicare il tutto!
Io, al contrario - pur non essendo una fan scatenata del genere -, non disdegno un romanzo di chick-lit ogni tanto; una lettura veloce e frivola da finire in volata (infatti ho finito il libro in poco più di un giorno e non ho rispettato i tempi del GdL!!!), a maggior ragione se tale chick-lit è ispirato a Pride and Prejudice! D'altronde io avevo già letto prima dei GdL di gennaio e febbraio - e ben due volte - entrambi i Diari di Bridget Jones, che ho amato molto più per i loro legami con i romanzi di Jane Austen e con la serie Pride and Prejudice 1995 che per i Diari in se stessi. 
Nei primi capitoli, dunque, tutto sembra molto schematico e netto: a cominciare dai personaggi, che entrano in scena come sul palcoscenico di un teatro, e sono facilmente riconoscibili, forse troppo, ma con molta ironia e fanno divertire nella loro semplicità.
Come per i Diari di Bridget, anche qui mi è mancata la profondità dei personaggi tanto "indagati" da Zia Jane. Capisco che siamo in un genere diverse, contemporaneo, fra i cui obiettivi c'è, appunto, la lettura immediata, direi anche "spensierata", ciononostante, per quello che ho letto finora, i derivati rivisti in chiave moderna mancano sempre di questa completezza caratteriale e descrittiva, come se oggigiorno, personaggi come quelli austeniani non fossero adatti al pubblico (assai più ampio e variegato di allora), oppure, come persone reali, fossero incapaci di quella stessa profondità. Credo, invece, che la gran parte degli estimatori di JA, riescano ormai facilmente a ritrovare nei loro incontri quotidiani molti dei personaggi descritti dall'autrice, un Wickham, una Emma, una Miss Bates e, chissà, forse anche un Mr Darcy (sebbene, in via di estinzione) e la spiegazione è più ovvia di quel che si può immaginare... perché i personaggi dei suoi romanzi sono ispirati all'attenta osservazione di persone reali!
A poco a poco sembra di vedere un misto tra Bridget Jones e Sex and the city, ma senza gli eccessi.
Una scena da Sex and the city
La prima parte scorre così, quasi un po' monotona, nel costruire il quadro generale... Ma con molta fedeltà all'originale - a cominciare dal giudizio offensivo che la protagonista ispira al bel tenebroso e che ella ode casualmente, dando il la al loro rapporto burrascoso.
Ed è proprio questo il carattere che colpisce sempre di più, a mano a mano che ci si addentra nel romanzo.
Sì, all'inizio sembra tutto un po' troppo scontato: i personaggi rivestono esattamente lo stesso ruolo nella commedia come nella vita. George è assolutamente Jane, Jack Hayes è Bingley.
He ambled in, all jollity and eagerness to please. His cheeks were as rosy as ever and his eyes shone with warmth and interest. He was a tall man, but next to Harry, he looked slight, and beside Harry's crow-black hair, his blondness looked almost silly.
[Entrò, tutto allegria e desiderio di piacere. Le sua guance erano rosee come sempre e i suoi occhi splendevano calorosi e pieni di interesse. Era alto, ma vicino ad Harry appariva minuto e accanto ai capelli corvini di Harry, il suo biondo sembrava quasi insulso.]
Che Sara, la sorella di Jack/Bingley, sembri proprio Caroline Bingley e che questo sia proprio il ruolo che le viene assegnato nella commedia sembra fin troppo prevedibile. Avrei preferito un po' di 'movimento', ma forse questo avrebbe causato troppa confusione. Inoltre dopo un inizio un po' troppo intuibile, il romanzo decolla con un frizzante riadattamento di Orgoglio e Pregiudizio ai giorni nostri in cui si corre avidamente capitolo dopo capitolo, per scoprire come la Nathan abbia reso le varie vicende adattandole ai suoi personaggi.
Dopo poche pagine, tra una brutta figura ed un'impennata emotiva, la protagonista, Jasmin Field, per gli amici Jazz (Sì, ma vogliamo parlare della scelta del nomignolo della protagonista? Ho mal tollerato da subito il binomio Lizzy-Jazz, avrei preferito di gran lunga Elizabeth/Jasmin, piuttosto di un nick che ricorda il nome di un cane - con tutto il rispetto per i cani! - e dall'inizio alla fine ho visualizzato inciso su una targhetta d'ottone a forma di osso...), comincia ad assomigliare a Bridget Jones ma in una versione decisamente migliore: è una giornalista che dimostra una buona dose di cultura e prende assai sul serio il proprio lavoro, così come le sue amicizie ed i rapporti familiari. Bè, devo ammettere che questa Jazz è molto vicino all'idea di Bridget che io mi ero costruita sulla sola base dei film (e che non ho ritrovato nell'originale letterario costruito dalla Fielding). 
Patricia Noonan and Doug Carpenter in JANE AUSTEN'S PRIDE AND PREJUDICE.
Photo by Peter James Zielinski.
Così, gli scambi con il Darcy della situazione (l'attore bellissimo, superfamoso e iperbravo Harry Noble, aristocraticissimo perfino nel nome) sono molto più pertinenti e scoppiettanti di quelli che avevo letto nei libri di Helen Fielding.

Decisamente Jazz è molto più Lizzie di Bridget Jones! La differenza è enfatizzata anche dalla condivisione del mestiere di "giornalista". Intelligente e colta, laddove Bridget sembra stupida - tanto da farci arrivare a chiedere cosa avesse visto Mark Darcy in lei! -; arguta e tagliente come Lizzie - e sicuramente come la stessa Nathan - nelle sue rubriche giornalistiche, in cui non disdegna battute e giochi di parole; pronta a ribattere parola su parola ad Henry Noble, al contrario di Bridget che sembra molto più passiva: e gli unici giochetti di parole e arguzie sembrano essere solo quelli a sfondo sessuale scambiati con Daniel Cleaver via e-mail. (Non me lo rammentare, ti prego...)
Renée Zellweger in Bridget Jones
Gli scambi e "le situazioni di Lui e Lei" (per citare l'omonimo anime incentrato sui sentimenti della coppia protagonista) non fanno certo rimpiangere gl'incontri e gli scontri di P&P: Lizzy/Jazz e Darcy/Harry si muovono sul palco - è proprio il caso di dirlo - in una danza di parole ben pensate, tra sguardi d'intesa o incomprensione, tra gesti di stizza o di avvicinamento, ricordandoci quel perenne duello di sentimenti che ci fa leggere e rileggere all'infinito Orgoglio e Pregiudizio, con le stesse invariate emozioni della prima volta.
Anche i personaggi intorno ai due antagonisti sono molto ben cogegnati sulla base di quelli originali.
A cominciare dalla splendida Mo (Charlotte), strepitosa amica del cuore di Jazz, con cui ingaggia costantemente discussioni e riflessioni, soprattutto sulle donne e sul rapporto con gli uomini.
Non bella e profondamente rinserrata nel proprio battagliero femminismo, Mo comincia a sentire il desiderio di accontentare anche la parte meno razionale e più emotiva di sé ed intraprende un cammino di trasformazione non solo esteriore del tutto inaspettato, sconvolgendo Jazz. Ma mantiene una saggezza perfettamente uguale a quella della Charlotte originale.
Splendida e molto toccante la chiacchierata tra le due Amiche per la Pelle sui loro rispettivi destini amorosi - anche se, pure qui, proprio la loro rispettiva felicità ha un prezzo finale, e un po' amaro, da pagare.
Jennifer Ehle/Lizzy e Lucy Scott/Charlotte in P&P BBC 1995
Mo rispecchia il personaggio di Charlotte e lo amplifica, ritagliandosi molto più spazio nel romanzo rispetto a Mrs Collins e rivelando molte delle caratteristiche comuni all'universo femminile, come il desiderio di piacere, di avere accanto un uomo da coccolare, nonostante le idee femministe, che non vengono rinnegate, ma solo rivedute per un futuro più sereno. Del resto, diciamocelo: Gilbert Valentine non è uno stupido come Mr Collins; forse un po' viscido, ma la nostra Mo saprà sicuramente come usare lo sgrassatore per migliorare la sua untuosità! 
In effetti, un pregio di questa commedia moderna - ottimo spunto per un film stile "Quattro matrimoni e un funerale" - risiede proprio nell'aver dato più voce a personaggi come Charlotte e Mr Collins, migliorando e aggiungendo qualcosa ai loro profili, suggerimento forse originato dal desiderio dell'autrice di riscattare qualcosa di quei personaggi. Ad ogni modo, tutti i personaggi sono molto più "eloquenti" vincolo necessario nella struttura del chick-lit, imbastito soprattutto sullo scambio verbale, il dialogo fitto, insomma.
La Nathan si rivela anche molto abile nell'orchestrare le scene d'insieme: un esempio su tutti, il "ballo di Netherfiled", cioè il party super-vipposo dove molte cose importanti accadono, a tutti, in una girandola molto divertente, ed intelligente, di piccoli colpi di scena.
Jena Malone/Lydia - P&P 2005
Mi è piaciuto molto il modo in cui la Nathan ha costruito il "misfatto di Lydia". In questa riscrittura moderna, la sorella più giovane è Josie (in totale, qui le sorelle sono tre e non cinque). Che è una perfetta, invidiatissima donna "realizzata", con un marito innamorato e uno splendido bambino e un altro in arrivo, e che riesce ancora a pensare a se stessa. Ma non è tutto oro quel che luccica. Ed in questo, la modernizzazione di Lydia è davvero ben costruita, perfettamente veridica. Ho apprezzato anch'io l'idea dell'inganno delle cosidette "apparenze", ma non credo che Lizzy ne avrebbe fatto motivo d'invidia, se pur mascheratamente... questa Lydia/Josie, però, mi piace di più! Soprattutto per "quella" sua scelta, sebbene arrivi soltanto dopo una "certa" occasione, ciò ne fa un personaggio più maturo del suo originale, non credete?
Non sveliamo tutto sui personaggi: in fondo la principale attrattiva di questo libro, quel che fa da turn-pages è proprio il costante desiderio di scoprire come si evolveranno i personaggi e gli eventi trasportando le vicende di Orgoglio e Pregiudizio ai giorni nostri. Ad esempio, ricordo che mentre leggevo mi chiedevo chi fosse il Colonnello Fitzwilliam della situazione, e non sono stata soddisfatta fino a quando non l'ho scoperto! (Molti, infatti, i passaggi che riprendono Orgoglio e Pregiudizio - un'altra amenità di questa lettura è scovarli tutti!)
Che la Nathan conosca profondamente il romanzo di Jane Austen è evidente, così come il grande amore che traspare da molte dichiarazioni di fedeltà austeniana che regala a Jazz.  L'originale riecheggia costantemente in questa riscrittura moderna, piena di umorismo genuino e felici intuizioni, e del tutto priva di quelle esagerazioni un po' banali che spesso caratterizzano questo genere letterario.
Amanda Lisman and Rejean Cournoyer in Pride and Prejudice Edmonton’s Citadel Theatre (Canada)
È una lettura estremamente piacevole sia per l'aderenza allo spirito e alla traccia originali sia per il modo in cui è scritta e strutturata.
Mi sento di consigliarne la lettura per chiunque desideri immergersi di nuovo nel microcosmo austeniano con la giusta dose di leggerezza e senza far mancare nulla alle proprie celluline grigie o all'esigenza di non far sussultare dear Aunt Jane.
Io lo consiglio a tutte le appassionate di chick-lit; questo libro ha decisamente una marcia in più: una sinossi scritta da Jane Austen 200 anni fa! E naturalmente anche a tutti gli appassionati di Jane Austen - con le dovute cautele: non state leggendo un'opera di alta letteratura, solo un giocoso riadattamento di Pride and Prejudice!
Il mio consiglio è di leggerlo senza aspettative di qualsiasi genere, ciò vi salverà dalla delusione di non trovare ciò che pensavate, piuttosto, vi darà modo di gustarvi pienamente il carattere frizzante di questo chick-lit, magari sotto l'ombrellone, in riva al mare, con una bibita fresca e col piglio ironico che Zia Jane ci ha insegnato.


 Il Giudizio delle Lizzies
LizzyS: Divertente e ben congegnato - ma non vado più in là delle tre Austenstars - perfetto per distrarsi un po' a Bath, ma con intelligenza.
LizzyGee: Io di Austenstars ne ho messe ben 5: ottimo per Bath, è vero, ma anche indispensabile nelle librerie di appassionate di Austen Inspired Novels, questo libro mi ha regalato un paio di giorni di serenità e di svago in un periodo stressato della mia vita!
LizzyP: Libricino interessante, tutto sommato, ma l'ho letto più come una sceneggiatura adatta ad un film d'evasione che un derivato da conservare nella Biblioteca di Pemberley. Tre Austenstars per la conoscenza di P&P e l'inventiva dell'autrice nel riadattare personaggi e ruoli in un contesto moderno.

 Links Utili
☞ Post Presentazione ed Iscrizione GdL
☞ Prima Tappa
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☞ Terza Tappa
☞ Il segnalibro di LizzyP
☞ Melissa Nathan nella Galleria Ritratti
☞ Melissa Nathan Award - il sito della scrittrice (inglese)