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martedì 10 maggio 2016

Una carrellata di retelling

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Nell'ambito di un Gruppo di Lettura di esplorazione dei retelling di Classici sul gruppo di Goodreads YA e dintorni, nel mese di aprile, LizzyGee si è ovviamente data alla pazza gioia, leggendo tantissimi retelling dei romanzi Austeniani, soprattutto dedicati agli Young Adult. 
Quest'oggi ci farà una breve carrellata di alcune delle sue letture, con delle piccole recensioni, giusto pochi pensieri di quello che le è rimasto di questo intenso mese di letture.

Pride, Prejudice and Curling Rocks
di Andrea Brokaw
Autore: Andrea Brokaw
Titolo: Pride, Prejudice and Curling Rocks
Editore: Hedgie Press
Pagine: 224
Data pubblicazione: 26 dicembre 2011
Descrizione: Darcy Bennet vive sul ghiaccio. Mentre le altre ragazzine guardavano i Giochi Olimpici e sognavano di fare figure sul ghiaccio, lei sognava di rappresentare il suo paese non con i pattini, ma con una scopa. A diciassette anni, Darcy ha ancora sogni olimpici, ma ha anche preoccupazioni più immediate. Come fare arrivare la sua squadra alle Regionali, assicurarsi di essere accettata al college locale, e convincere la sua migliore amica e skip della squadra a non andare a un'università dall'altra parte del continente. E, ancora più importante di tutto il resto, resistere all'impulso di uccidere Lucas Fitzwilliam. Perché lui sa essere molto irritante, ma Darcy è quasi certa che non si possa giocare a curling in prigione.

mercoledì 4 febbraio 2015

La trappola dei freebies

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Parleremo oggi di un fenomeno piuttosto comune in rete, spesso anche tra i derivati austeniani.
Ci riferiamo ai freebies, agli e-books offerti in omaggio per un breve periodo di tempo su Amazon o altri bookstores online.
Spesso si tratta di un modo per pubblicizzare i propri libri, offrendo il primo romanzo di una serie nel tentativo di fidelizzare il lettore e spingerlo ad acquistare i successivi. E, in questo caso, non c'è niente di male: si tratta di un'ottima iniziativa di marketing.
Ma negli ultimi tempi mi sono imbattuta in due freebies che prima mi hanno delusa e poi mi hanno fatta infuriare.

Ora ve ne spiego il motivo. Cominciamo a parlare di

Mr. Darcy in Want of a Wife 
di Jack Gunthridge

Non ci sono limiti alle speculazioni e ai plagi




mercoledì 9 luglio 2014

GdL Mansfield Park Revisited di Joan Aiken | La recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Recensiamo oggi quello che è stato il nostro terzo Gruppo di Lettura per il Bicentenario di Mansfield Park, Mansfield Park Revisited di Joan Aiken. 
La lettura non ci ha lasciati completamente delusi, com'è accaduto nel caso delle due precedenti esperienze con questa grande scrittrice inglese, Joan Aiken, che aveva stravolto la nostra visione dei romanzi austeniani sia con I Watson seguiti da Emma Watson che con Eliza's Daughter.

Ma, bando alle ciance, vi lasciamo alla Recensione di LizzyGee.


RECENSIONE di LizzyGee
Una vera eroina per Mansfield Park


venerdì 4 luglio 2014

GdL L'enigma di Mansfield Park di Carrie Bebris | La Recensione delle Lizzies

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Come nella nostra migliore tradizione, quest'oggi vi proponiamo la nostra recensione de L'enigma di Mansfield Park di Carrie Bebris dal punto di vista delle tre Lizzies, a mo' di chiacchierata tra amiche.
Questo romanzo è stato il secondo Gruppo di Lettura nei festeggiamenti del Bicentenario di Mansfield Park, il primo della Rinascita di Old Friends & New Fancies - Il Diario delle Lizzies.


Dopo la riapertura del blog (ma sempre nella speranza che Google si decida a renderci il maltolto) è la prima recensione che scriviamo a sei mani, e non volevamo lasciarci sfuggire l'occasione più opportuna per la nostra prima rimpatriata. Ci scusiamo dunque per il leggero ritardo, sperando che vogliate condividere con noi le vostre impressioni sul giallo di Carrie Bebris.

Vi ricordiamo che:
LizzyGee scrive in Georgia verde;
LizzyP scrive in Helvetica blu;
LizzyS scrive in Verdana viola.



martedì 20 maggio 2014

Another Little Piece of My Heart di Tracey Martin | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Durante il periodo di assenza del blog non abbiamo battuto la fiacca, ma ci siamo dedicate ugualmente alla lettura dei derivati. 
Questo di cui parliamo oggi, in particolare, è un retelling in chiave moderna e a carattere musicale di Persuasion, due caratteristiche che hanno attirato subito l'attenzione di LizzyGee.

Another Little Piece of My Heart rientra nel genere New Adult solo per la fascia d'età dei due protagonisti. In realtà è un libro adattissimo a tutti, una lettura gradevole di cui non vediamo l'ora di poter avere una traduzione italiana.



SCHEDA LIBRO

Autore: Tracey Martin
Titolo: Another Little Piece of My Heart (Un altro pezzettino del mio cuore)
Casa Editrice: Harlequin Teen
Pagine: 184
Data Pubblicazione: 1° dicembre 2013
Sinossi: Cosa faresti se la tua sconvolgente rottura diventasse il più grande successo musicale dell'estate? In questo retelling rock-'n-roll di Persuasione di Jane Austen, la musica può riconciliarti con te stesso o farti a pezzi.
Seguendo la richiesta della madre morente, Claire lascia Jared, l'unico ragazzo che abbia mai amato. Rimasta con una famiglia e un cuore a pezzi, Claire è furiosa quando scopre che il suo più grande rimpianto è diventato l'exploit di Jared. Mentre Jared viene catapultato nel mondo delle rockstar, ogni volta che la sua canzone passa alla radio un altro pezzo del cuore di Claire si frantuma.
L'estate dopo il diploma sono passati mesi dalla grande rottura e Claire sta solo cercando di superare a testa bassa un viaggio molto teso a mare con la sua famiglia. Ma quando Jared compare e i vecchi sentimenti si riaccendono, riusciranno Claire e Jared a mettersi il passato alle spalle? O resteranno incantati sempre sullo stesso ritornello?

sabato 21 dicembre 2013

GdL "A Darcy Christmas" di Eberhart, Grange, Lathan | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies, 



Siamo arrivati AL TERMINE di questi due anni di festeggiamenti per il Bicentenario di Pride and Prejudice, e possiamo brindare, dopo 22 Gruppi di Lettura, numerosissimi altri libri letti e commentati e varie attività legate ai festeggiamenti del meraviglioso romanzo che vide la luce il 28 gennaio del 1813. 
Era scontato che la nostra scelta cadesse su un libro dal clima festoso, natalizio, per concludere in bellezza.

A Darcy Christmas 
di 
Caroline Eberhart 
Amanda Grange e 
Sharon Lathan 

ci ha fatto vivere lo spirito del Natale, dando un'aria quasi fiabesca al nostro romanzo preferito. Lo abbiamo definito il nostro personalissimo Calendario dell'Avvento, di cui aprivamo settimanalmente una casellina con un piccolo racconto-strenna. Oggi lo recensiamo, mentre continuiamo a vivere l'atmosfera gioiosa di quello che immaginiamo che fosse il Natale a Pemberley!


martedì 3 dicembre 2013

Recensione "The Pursuit of Mary Bennet" di Pamela Mingle

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Siamo alle ultime battute dei festeggiamenti per il Bicentenario di Pride and Prejudice (sigh!) e volevamo presentarvi oggi un libro appena uscito negli Stati Uniti che ci ha colpite molto favorevolmente.

Si tratta di un ennesimo spin-off che vede protagonista colei che è considerata la più noiosa delle sorelle Bennet, Mary. Si tratta di un vero e proprio romanzo di formazione (come sono, del resto, tutti i romanzi di Jane Austen medesima), narrato dalla voce della stessa Miss Bennet, in un delizioso pastiche letterario che accomuna i romanzi di Jane Austen a quelli della sua 'antagonista a posteriori' Charlotte Brontë.

martedì 12 novembre 2013

GdL "Orgoglio e Preveggenza" di Carrie Bebris | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Ci abbiamo messo un po', ma finalmente oggi parleremo del romanzo che ha costituito il Gruppo di Lettura di settembre di OF&NF, un Gruppo di Lettura che ha visto una partecipazione massiccia di lettori, anche grazie al fatto che il romanzo è disponibile in italiano.
Parliamo di Orgoglio e preveggenza di Carrie Bebris, naturalmente.

Dobbiamo dire che questa rilettura ci ha fatto riscoprire un romanzo che – essendo stata una delle nostre prime esperienze con i derivati – non eravamo riuscite ad apprezzare appieno la prima volta. Il nostro voto è infatti salito di mezza Austenstar!

Ma, bando alle ciance, vi invitiamo a leggere la nostra recensione, ricordandovi che 

LizzyGee scrive in Georgia verde
LizzyS scrive in Verdana violetto


RECENSIONE
LizzyGee: I Darcy ideali
LizzyS: Ma quale mistero, Lizzy&Darcy sono più reali che mai

e 1/2


Avevo letto questo romanzo qualche anno fa, ma avevo parzialmente rimosso il finale: ricordavo solo vagamente chi fosse il colpevole e la natura semi-paranormale della soluzione al mistero. Ricordo di aver pensato: «Per fortuna che ho letto prima Le ombre di Pemberley, perché non so se cominciando dal primo della serie sarei riuscita ad apprezzare queste indagini di Mr e Mrs Darcy investigatori.» E meno male, aggiungo adesso, perché il prosieguo della serie, da Le ombre di Pemberley in poi è una collana di piccole perle prive di elementi magici in cui si perdona alla Bebris di 'uccidere' alcuni dei personaggi secondari dei romanzi di Jane Austen, personaggi che muoiono ma risorgono immortali a ogni rilettura dei sei romanzi canonici, perché delineati dalla penna della grandissima scrittrice dello Hampshire.


Anch'io ho letto questo romanzo alcuni anni fa. Dirò di più: è stato il mio primo derivato austeniano. Non sapevo nemmeno io che cosa aspettarmi perché non conoscevo l'esistenza di questo genere letterario e credevo che questo tipo di elucubrazioni fossero dominio esclusivo delle fanfiction. Non ero abituata a vedere Elizabeth e Darcy & Co. tra le pagine di un libro in panni diversi da quelli confezionati per loro da Jane Austen – a parte quelli nei quali li mettevo io nell'unico derivato che mi ero concessa fino a quel momento, ovvero l'insieme di elucubrazioni che ero solita fare nella mia mente da vent'anni, ogni volta in cui leggevo Orgoglio e Pregiudizio (chi di noi non lo fa?..).
Voltando l'ultima pagina di questo Orgoglio e Preveggenza, mi ero sentita spaesata, persino interdetta, e credo che molto dipendesse dalla presenza del mystery, che avvertivo come invadente e incoerente. Ma, per fortuna, dopo una lunga esperienza di derivati, ho potuto rileggerlo in questo GdL! E ho scoperto...

Ho scoperto durante questa rilettura, tuttavia, di essermi sbagliata riguardo a questo particolare libro, perché, se è vero che non tanto ho apprezzato l'elemento paranormale di Orgoglio e preveggenza, ho letteralmente adorato i due investigatori protagonisti e la loro relazione: i Darcy sono assolutamente deliziosi, quelli che qualunque Janeite si aspetterebbe da loro in un sequel. Le loro schermaglie proseguono quelle di Orgoglio e Pregiudizio con una familiarità e un'ironia dovute alla nuova intimità creatasi fra marito e moglie, intimità rivelata solo da piccoli dettagli e da un Darcy più sciolto, meno ombroso, sempre rispettando, però, i confini della pudicizia. Il nostro eroe, anzi, si scandalizza a un minimo accenno al talamo nuziale da parte dell'americano – e quindi più disinvolto – Mr Parrish!

Sono del tutto d'accordo, Carrie Bebris tratta i nostri beniamini nel modo migliore possibile, senza mai farci sobbalzare sul sofà, anzi, offrendoci nuovi spunti per viaggiare con la fantasia, nel totale rispetto dell'originale. 
Devo però confessare di essere stata un po' combattuta sul personaggio di Elizabeth: da un lato, la sua mente vivacissima e piena di curiosità verso l'animo umano mi faceva accettare la sua fascinazione per il soprannaturale; dall'altro, però, proprio la sua caparbietà nell'analizzare la realtà (anche sbagliando) mi faceva pensare che Lizzy avrebbe valutato tutti questi eventi straordinari con molta ironia, senza lasciarsene coinvolgere – per intenderci, un po' come farebbe la Jane Austen della Barron, tanto per restare in tema di derivati... ma soprattutto, l'Autrice di Northanger Abbey. Ma alla fine, ammetto di esserne stata conquistata. 
Gli scorci delicatissimi che Carrie Bebris dipinge della vita coniugale di Mrs Darcy sono impagabili.


Anzi, sul contrasto razionale/irrazionale all'interno della coppia, la Bebris ricrea, anche se su scala decisamente ridotta, l'antico antagonismo con qualche duello verbale che riecheggia quelli scintillanti di O&P (Elizabeth istintiva e percettiva, Darcy ostinatamente analitico e deduttivo), dimostrando che la vita della coppia d'oro austeniana non è quell'idillio artificioso e poco fedele che spesso viene dipinto nei derivati – ma continua ad essere fonte di confronto e crescita per entrambi.

Avendo letto tutti e sei i libri che costituiscono questa serie finora, mi sono resa conto che la Bebris si diverte ad accasare i personaggi secondari femminili dei vari romanzi, come è normale in una serie di sequel in cui nulla si può intromettere ad alterare l'happy ending fra Lizzy e Darcy (e scusate, ma sono ancora sconvolta da Mad About the Boy, ovvero Bridget Jones 3, in cui la Fielding ha ucciso Mark Darcy a soli 51 anni, per permettere a Bridget di farsi il toy boy!).


In questo caso il sequel parte dal matrimonio doppio fra Elizabeth e Darcy, Jane e Bingley (meraviglioso il passaggio in cui Lizzy scherza sulla confusione del pastore che ha celebrato il matrimonio: 
«Mia madre è talmente estasiata per essere riuscita a maritare due figlie lo stesso giorno, che sono decisa a fare in modo che la doppia cerimonia diventi un evento annuale. O forse dovremmo procedere ad anni alterni: io dovrei sposare Bingley e tu Jane, tanto per mantenere il pastore in perenne stato confusionale.» In verità, Mr. Edwards aveva sbagliato tante volte a pronunciare i nomi di tutti, durante la cerimonia, che Elizabeth non poteva essere certa che loro quattro non fossero tutti reciprocamente sposati.),
da subito rovinato da quella che durante il Gruppo di Lettura è stata più volte definita Iena da salotto (grazie a LizzyS), Caroline Bingley, che richiama l'attenzione sul suo improvviso fidanzamento con un americano, Mr Parrish 
(Elizabeth sapeva ben poco sul conto di Mr. Parrish, anzi, non aveva mai incontrato l’Americano prima di quel giorno. A sentire Miss Bingley, era un gentiluomo molto importante. Possedeva una casa in città, due carrozze, tre sarti, ed era in grado di camminare sull’acqua tutti i martedì. Inoltre, com’era stato lasciato intendere a chiunque fosse a portata di voce, era un ricco possidente, patrono delle arti, nonché maestro del complicato nodo alla cravatta stile «sala da ballo».)

Elizabeth e Darcy sono costretti a rimandare il viaggio a Pemberley per presenziare al matrimonio, con la povera Georgiana che va ospite dai Gardiner per permettere ai due piccioncini di godersi la luna di miele.
Caroline, che fino al matrimonio era sempre la solita iena da salotto, una volta che diventa Mrs Parrish subisce una trasformazione incredibile. È spesso assente, diventa quasi umana con Elizabeth ma, soprattutto, fa cose stranissime, come vagare di notte per le strade più pericolose di Londra o cercare di tagliarsi i polsi con un coltello da cucina.

Confesso di essermi divertita molto, all'inizio, pensando ad una vendetta dell'autrice verso questa iena da salotto che ha talmente tanti "arretrati di cortesia" da pagare a Lizzy da meritare qualche sgambetto. Ma poi ho cominciato a sentirmi quasi... dispiaciuta per lei (non posso credere di averlo scritto, persino nei commenti del GdL!).

Preoccupata, la famiglia decide di trasferirsi in massa a Netherfield (compresi i poveri Darcy, che chissà quando riusciranno ad andare a Pemberley). Qui accadranno degli strani incidenti, su cui Lizzy e Darcy, sempre più turbati dal comportamento di Caroline e degli altri cercheranno di far luce.


I personaggi originali di Jane Austen sono fedelissimi, a parte Caroline che, dopo un inizio promettentemente acido, diventa un'altra. Ma questo fa parte del mistero del libro.
Oltre a Elizabeth e Darcy ho apprezzato l'evoluzione di Bingley e Jane, che sono proprio come aveva predetto Mr Bennet in Orgoglio e pregiudizio 
(«Sei una brava ragazza», replicò lui, «e mi fa tanto piacere pensare che ti sistemerai così bene. Non ho dubbi sul fatto che insieme starete benissimo. Avete caratteri molto simili. Siete entrambi così accondiscendenti, che non prenderete mai una decisione; così indulgenti, che tutte le persone di servizio vi imbroglieranno; e così generosi, che spenderete sempre di più della vostre entrate.») Orgoglio e pregiudizio cap. 55 Traduzione di Giuseppe Ierolli
e anche quella degli Hurst: lei egoista che poco si cura del benessere della sorella e lui che è divenuto un giocatore e ha perso la sua fortuna alle carte. Il finale per loro è forse stato ispirato a La fiera delle vanità di Thackeray.


Una lettura gradevolissima – nonostante l'improbabile giallo e l'ancora più improbabile soluzione – che ci fa desiderare di rileggere l'intera serie, perché la Bebris ci fa provare la sensazione di essere proprio con quella Elizabeth e quel Darcy che nacquero 200 anni fa dalla penna di Jane Austen.

Link utili
☞ Invito al Gruppo di Lettura
☞ Pride and Prejudice Bicentenary - Prima Stagione
☞ Pride and Prejudice Bicentenary - Seconda Stagione

mercoledì 30 ottobre 2013

Jane e il prigioniero di Wool House (Le indagini di Jane Austen #6) di Stephanie Barron | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Parliamo oggi del sesto caso che vede Jane Austen nei panni di investigatrice. 
Jane e il prigioniero di Wool House è il sesto 'diario' ritrovato da Francine Mathews, meglio nota col nome di Stephanie Barron, ex-agente della CIA, ricercatrice storica d'eccezione e presunta curatrice di questa anomala biografia di Jane Austen, che vede la scrittrice imbattersi in delitti ovunque si rechi. (Ovviamente si tratta solo di un espediente letterario!)
Questa volta ci troviamo a Southampton, e Jane è ospite del fratello Frank, capitano della Royal Navy di Sua Maestà, nel pieno delle Guerre Napoleoniche.


giovedì 24 ottobre 2013

Una chiacchierata su Bridget Jones: Un amore di ragazzo di Helen Fielding

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

parliamo oggi di un romanzo di cui abbiamo atteso l'uscita per anni ma che, alla fine, ci ha lasciato l'amaro in bocca come fanno tutti i sequel che non prevedono l'Happily Ever After.
Naturalmente parliamo di Bridget Jones. Un amore di ragazzo, il terzo romanzo della serie di BJ, che la Fielding ha pubblicato a oltre quindici anni di distanza dai primi due.
Chiunque non abbia ancora sentito parlare della terribile novità e non voglia conoscere le anticipazioni sulla trama può tornare qui su OF&NF dopo aver letto il libro, perché questa chiacchierata prevede molti 
SPOILER!



giovedì 3 ottobre 2013

"Amore, ragione e sentimento" di Kim Izzo | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

siamo qui oggi per recensire un derivato austeniano che già da qualche tempo compare nella nostra pagina dei libri tradotti in italiano. Sperling & Kupfer, infatti, ha pubblicato a febbraio 2013 la traduzione del romanzo di Kim Izzo The Jane Austen Marriage Manual col titolo di Amore, ragione e sentimento. Quale dei due titoli è più appropriato? Francamente nessuno dei due. Leggete la recensione di LizzyGee e scopritelo!



SCHEDA LIBRO

Autore: Kim Izzo
Titolo: Amore, ragione e sentimento
Titolo originale: The Jane Austen Marriage Manual
Traduzione di  Olivia Crosio
Casa Editrice: Sperling & Kupfer
pagine: 416
Prezzo: € 17,00 (copertina rigida); € 9,99 (e-book)
Data pubblicazione: 5 febbraio 2013
Sinossi: Crisi, crisi, crisi. Nessuno conosce questa parola meglio di Kate, anni "trentanove e rotti", giornalista da poco senza lavoro, in procinto di essere sfrattata e come se non bastasse sommersa dalla marea di debiti della madre, consumata amante del gioco. E, in tutto questo, neanche uno straccio di uomo a condividere con lei, se non sogni e progetti, almeno le spese e le bollette. Unica consolazione: i romanzi dell'amata Jane Austen, che di cose, sulla vita e sull'amore, ne aveva capite parecchie. Per esempio, che uno stipendio alto è la migliore ricetta per la felicità. È proprio la vecchia Jane a offrire alla squattrinata Kate una soluzione: quella di proporre al suo giornale un ultimo pezzo su come sposare un milionario seguendo, in prima persona, i consigli della saggia scrittrice... Così, per Kate, inizia la caccia. Prima regola: per trovare un uomo ricco, frequentare ambienti da ricchi. Seconda regola: per frequentare ambienti da ricchi, anziché Kate, meglio chiamarsi Lady Kate. E così, scambiata per un'aristocratica, sballottata dai campi di polo di Palm Beach alle piste da sci di St. Moritz, invitata nei castelli della campagna inglese, Kate proverà a mettere insieme le ragioni del cuore con quelle del portafoglio. E proprio quando, tra mille imprevisti e altrettanti sotterfugi, sembra aver finalmente incontrato l'uomo che fa per lei - un posato gentleman dalle nobilissime coordinate bancarie - qualcuno le rompe le uova nel paniere: uno spiantato di nome Griffith Saunderson, dallo sguardo impertinente...



RECENSIONE


 Il manuale del matrimonio secondo... Lucy Steele!

Il titolo della mia recensione è una modifica al titolo originale del libro (The Jane Austen Marriage Manual - Il manuale del matrimonio secondo Jane Austen). Volete sapere perché ho intitolato così la recensione? Non vi sembra già piuttosto chiaro? E se non lo è il titolo, non parla chiaramente quella stellina che, come la particella di sodio dell'acqua Lete, costituisce la mia pur generosa valutazione di questo romanzo?

Anne Madeley, Lucy Steele in Ragione e Sentimento 2008

Durante la lettura avevo pensato di buttar giù le mie idee, poi – pur imbufalita, lo confesso – ho preferito lasciar decantare la mia opinione, rimandando la recensione a qualche giorno dopo la lettura, nella speranza che arrivasse a smussarsi lievemente. Ma non è servito a nulla, perché mi viene una rabbia smisurata al pensiero che, con le miriadi romanzi ispirati a Jane Austen bellissimi, belli, ma anche passabili (tanto io non sono Mr Darcy e qualunque cosa ispirata alla zia mi tenta), in Italia si traducano – spesso, non sempre – i romanzi meno meritevoli.


Due volte (anzi tre) mi era già capitato di provare questa sensazione di fastidio enorme a vedere l'opera di Jane Austen travisata in maniera così marchiana. La prima volta è stato con L'indipendenza della signorina Bennet, in cui le parole di Elizabeth Bennet ("È successo così gradualmente, che non saprei quando è cominciato. Ma credo di poter dire che è stato quando ho visto per la prima volta la sua bellissima proprietà a Pemberley") vengono interpretate alla lettera da Colleen McCullough, con la conseguenza che il rapporto di Lizzy con Darcy ne risente in maniera irreparabile e il sequel è fedele a Jane Austen al 2%.
La seconda e terza volta è stato con i romanzi di Joan Aiken, Eliza's Daughter e I Watson e Emma Watson. Anche in questo caso l'interpretazione letterale degli scritti di Jane Austen ha creato dei sequel improbabili e insoddisfacenti. 
In entrambi i casi ho pensato che le due autrici, pur essendo delle bravissime scrittrici (sono fan di Colleen McCullough da sempre e Joan Aiken nella sua carriera ha vinto innumerevoli premi) sono delle misere lettrici, che hanno tralasciato di valutare l'ironia insita in ogni parola – ogni virgola, oserei dire – della prosa di Jane Austen. MA dei tre romanzi che ho citato non tutto è da buttare: c'è un'ottima ricostruzione storica, il richiamo a episodi delle vita di Jane Austen, una buona struttura della trama, SE si considerano i personaggi come degli OMONIMI di quelli di Jane Austen, ma che poco hanno a che fare con lei.


Invece di Amore, ragione e sentimento non riesco a salvare assolutamente nulla!

Il titolo italiano con quel riferimento al primo romanzo pubblicato da Jane Austen nel 1811 non c'entra niente con la storia. Di amore in questo romanzo ce n'è ben poco. La protagonista ben poche volte si lascia trasportare dall'istinto di Marianne Dashwood (il 'sentimento') e la razionalità di Elinor si traduce in mero calcolo, calcolo che è lontano anni luce dall'eroina più controllata della Austen, che infatti finisce con l'essere la più povera – economicamente parlando, se vogliamo metterci allo stesso livello della Izzo – delle eroine austeniane!

Emma Thompson - Elinor Dashwood in Ragione e sentimento 1995
Ma partiamo dall'inizio: Katherine Shaw è una giornalista freelance: non ha mai voluto un posto fisso in un giornale, perché preferisce sentirsi libera di cambiare, di scegliere. Infatti, giunta ormai alla soglia dei quarant'anni, sostituisce le colleghe in maternità. Adesso, però, a causa della crisi economica e del suo ex-boyfriend (che non ha mai voluto sposare per lo stesso motivo, la libertà) il quale, dopo essersi fatto prestare i soldi per avviare un'attività, è sparito con un'altra donna, Kate ha deciso di accettare un posto stabile. Ma, sempre per la recessione, adesso è il posto stabile a non volerne sapere più di lei! (E, aggiungerei io, "ben le sta!")
E così Kate si trova praticamente in mezzo a una strada, anche perché, dopo la morte della nonna, i debiti della madre – una giocatrice patologica – fanno perdere a Kate la casa. Kate è costretta a dormire sul divano in casa della sorella Ann e a scrivere da freelance degli articoli per i quali è obbligata a fare delle ricerche assurde.


In particolare, le viene affidato un articolo per capire se le norme per accalappiare un marito milionario come le eroine di Jane Austen (!?) sono ancora valide. E la nostra Kate decide di provarci sul serio: armata di un titolo nobiliare semi-fasullo (gli amici per gioco le acquistano una proprietà di 30 centimetri quadrati in Scozia, grazie alla quale si potrà fregiare del titolo di Lady Katherine), non solo farà ricerche sul campo, ma cercherà l'uomo giusto dal quale farsi mantenere. E per questo è disposta a fare di tutto: inventarsi un mare di bugie, scroccare ospitalità dagli alberghi a cinque stelle in cambio di una recensione sul giornale e, soprattutto, andare a letto con un sessantenne. Piacente, d'accordo, milionario, è logico, ma sempre sessantenne! E avere il coraggio di dirne peste e corna della procace ventenne slovena a cui il sessantenne si è accompagnato fino a quel momento, ritenendola una baldracca. Lei!

Ditemi ora quale eroina austeniana si comporta così! E Kate ha il coraggio di dire di aver seguito il manuale del perfetto matrimonio di Jane Austen! Ma neanche Lydia è così sgualdrina; in fondo lei ama Wickham!

Brenda Blethyn - Mrs Bennet in Orgoglio e Pregiudizio 2005
Diciamo che la Izzo ha attribuito i valori fondamentali di Mrs Bennet a Jane Austen. E la sua eroina è una via di mezzo fra Maria Bertram (che sposa Mr Rushworth per i soldi e poi fugge con Henry Crawford), Mrs Clay (che, dato che Sir Walter le è precluso ripiega sul di lui erede Mr Elliot) e Lucy Steele (che, dopo la prova di lealtà di Edward, non ci pensa due volte a sposare il fratello Robert, divenuto ormai erede dei Ferrars).

Essendo un chick-lit, il lieto fine è assicurato. Ma lieto fine per chi? Per il povero Darcy di turno che non si capisce cosa ci trovi in Lady Kate? Forse la critica sferzante (e tremendamente cafona) al suo abbigliamento ha suscitato un colpo di fulmine al primo incontro? 

D'accordo, Kate è una bella donna, ma nel libro ne combina così tante che scade proprio come persona! Del resto, con la madre che si ritrova, che si può pretendere? Iris oltre avere il vizio del gioco è una piccola donna meschina, invidiosa anche delle persone a cui dovrebbe voler bene, egoista come una bambina di cinque anni...

Alan Rickman e Kate Winslet in Ragione e sentimento 1995
La Izzo cerca di strizzare l'occhio a Jane Austen dando alle migliori amiche di Kate i nomi di due eroine austeniane (Marianne ed Emma); inserendo situazioni che potrebbero richiamare alla mente quelle dei romanzi della Austen (come quando il protagonista maschile porta la infortunata Kate/Marianne in braccio a casa sotto la pioggia, novello Colonnello Brandon – o Willoughby?) e, soprattutto aprendo ogni capitolo con una citazione dai romanzi. Ma le citazioni suonano fasulle, perché, pur essendo appropriate per il capitolo in questione, sono spesso pronunciate da personaggi secondari di Jane Austen non proprio positivi (come Mary Crawford o Mrs Norris in Mansfield Park), facendoci credere che la Izzo abbia interpretato Jane Austen dal LORO punto di vista!


Possiamo dire che questa è una rivisitazione di Come sposare un milionario, il film del 1953 con Marilyn Monroe e Lauren Bacall, o una versione al femminile de Il conte Max, del 1957, con Alberto Sordi e Vittorio De Sica. Ma non ditemi che è Il manuale del matrimonio secondo Jane Austen!


L'AUTRICE

Kim Izzo, canadese, è giornalista e scrittrice. Appassionata di buone maniere, ha pubblicato diversi manuali di bon ton, e ha scritto sull’argomento su The New York Times Sunday Style, New York Daily News, The New Yorker, Marie Claire. Adora tutto ciò che riguarda Jane Austen. Amore, ragione & sentimento è il suo primo romanzo, accolto entusiasticamente dalla critica inglese e americana.


giovedì 29 agosto 2013

Orgoglio e pregiudizio: il fumetto Marvel | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,


Come molti di voi forse già sapranno, il 18 luglio scorso è apparsa nelle nostre edicole, fumetterie e online, la traduzione di un classico della Marvel, il fumetto di Orgoglio e pregiudizio adattato da Nancy Butler con i disegni di Hugo Petrus.
Non mi sento di aggiungere molto a quel che LizzyS e LizzyP hanno detto nelle loro recensioni, anche perché non sono una consumatrice di albi a fumetti; non potrò dare un parere da esperta, dunque. Il mio giudizio è legato al mio amore per questo romanzo e alle mie impressioni su questo prodotto. 
Ho evitato di scrivere questa recensione a caldo, tuttavia, perché volevo lasciar decantare le impressioni che mi ha suscitato che, lo confesso, non erano completamente positive. 
Ma, come ho sempre sostenuto, sono contentissima per questa traduzione – e quelle che presto seguiranno di Sense and Sensibility e di Northanger Abbey – perché anche noi estimatori di Jane Austen italiani abbiamo diritto ad avere a disposizione tutto quello di cui possono usufruire i janeites anglofoni, anche solo per poterlo criticare.

giovedì 22 agosto 2013

The Making of Pride and Prejudice | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

in questo Bicentenario di Pride and Prejudice non poteva mancare qualcosa che fosse correlato alle trasposizioni cinematografiche e televisive del romanzo 'festeggiato'.

Proprio in questi giorni Laeffe sta trasmettendo la mini-serie BBC 1995 doppiata integralmente (nel precedente doppiaggio mancavano alcune scene cruciali che i possessori dei dvd, come la sottoscritta, dovevano vedere in lingua originale con i sottotitoli; poco male, sia ben chiaro, dato che preferisco comunque vedere la serie in inglese) e finalmente accessibile a tutti gli italiani.

Nel 1995 questa serie fece furore in Inghilterra, bloccando un'intera nazione ogni domenica sera a settembre, dopo una pubblicità molto intelligente partita qualche mese prima che creò aspettative che non solo vennero mantenute, ma addirittura superate.


L'intelligenza di Andrew Davies nel presentarci dei personaggi attivi, dinamici e dunque carichi di sensualità, ha avvicinato al romanzo e a Jane Austen schiere di fan anche fra coloro che non avevano considerato l'opzione di leggere un classico (sebbene, ricordiamolo, nei paesi anglofoni Pride and Prejudice sia spesso una lettura obbligata nelle scuole medie).

lunedì 12 agosto 2013

Recensione "Lady Susan Plays the Game" di Janet Todd

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

in questi giorni d’estate ci siamo presi una piccola vacanza da Pride and Prejudice e dai suoi derivati, rivolgendoci ad altre Austen Inspired Novels.

La nostra carissima amica Tintaglia, una di coloro che possono fregiarsi dell’appellativo di “Quarta Lizzy”, ha proposto a LizzyGee la lettura di Lady Susan Plays the Game di Janet Todd, un libro da poco pubblicato da Bloomsbury. 
Janet Todd è una studiosa di Jane Austen e di tutte le prime scrittrici della letteratura inglese, così, la sua trasposizione di Lady Susan da forma epistolare a romanzo tradizionale si preannunciava molto interessante.

Ma si sa, quando è la coppia Tintaglia/LizzyGee a leggere in tandem, il risultato è quasi sempre scontato... un disastro!
Non che il romanzo sia poco fedele all’originale o che i personaggi sembrino diversi da quelli creati da Jane Austen; tuttavia, fin dalla prima pagina... noia mortale... yawn... zzzz