Cari lettori,
come promesso alcuni mesi or sono, in occasione del post sulla lavorazione del film tratto da questo libro, noi Lizzies abbiamo letto Austenland della scrittrice americana Shannon Hale (Maggio 2007), e ora siamo pronte a recensirlo per voi.
Abbiamo pensato di scrivere una recensione unica, dal momento che spesso concordiamo fra noi. Cercheremo di farvi comprendere i nostri pareri utilizzando i nostri colori e caratteri simbolo: blu per LizzyP, verde per LizzyGee e viola per LizzyS.
Come sempre, saranno benvenute le vostre considerazioni, domande e confronti, nel caso abbiate letto anche voi Austenland.
Buona lettura!
Di cosa parla questo libro:
Jane Hayes, una trentenne americana, rimasta single forse perché ha guardato troppe volte la sua serie televisiva preferita, Pride and Prejudice BBC 1995 con Colin Firth e Jennifer Ehle, è alla ricerca del suo uomo ideale, il suo Mr Darcy, ma nessuno pare essere alla sua altezza. Intanto, Jane continua a guardare e riguardare la serie BBC come una droga, con relativi sensi di colpa.
Finché un giorno una ricca prozia, a conoscenza di questo suo vizietto, non le lascia in eredità un viaggio in un singolare luogo di villeggiatura nella campagna Inglese, un luogo frequentato da persone - soprattutto donne - come lei - ossessionate da Jane Austen e il suo periodo storico, un luogo in cui vivere per una settimana o due come in un suo romanzo, sperando di incontrare il perfetto gentleman Regency.
Agghindata con abiti stile impero, Jane lotta per destreggiarsi fra le regole dell'etichetta e intanto flirta con giardinieri e con gentiluomini, sospettando che si tratti in entrambi i casi di attori che ne interpretano i ruoli. È solo un gioco, Jane lo sa; eppure la sua insicurezza sembra averla abbandonata, tanto che la giovane spera di essersi liberata per sempre della sua ossessione per la Austen, o forse di aver trovato finalmente il Suo Mr Darcy.
RECENSIONE delle Lizzies
Se non conosci le Regole... che gioco è?
Il romanzo parte da un'idea molto interessante: l'ossessione che molte donne hanno per il mitico personaggio di Mr Darcy.
Ma per essere all'altezza di un Mr Darcy bisogna essere delle Lizzies! E, diciamocelo chiaramente, non tutte lo siamo! Jane Hayes non lo è di certo. Non ha verve, è un personaggio piuttosto spento e deluso dagli uomini della sua vita, anche se, a giudicare dalla storia delle sue relazioni (a ciascuno dei suoi boyfriends è dedicata, in ordine cronologico, l'apertura dei capitoli del libro) anche gli uomini della sua vita potrebbero essere - molto - delusi da lei!
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| J.J. Feild, uno dei protagonisti del film |
Durante la lettura, mi sono spesso chiesta, infatti, perché Jane non provasse ad ispirasi un po' più a Lizzie - dimostrando, così, di conoscere ed aver capito la lezione meravigliosamente impartita dalla splendida protagonista di Pride and Prejudice... Il dubbio che assale fin da subito è che in realtà l'autrice non conosca affatto (o molto poco) i romanzi di JA, e non solo...
Personalmente, l'inizio del libro mi ha incuriosita, quest'eredità imposta, sebbene inverosimile, aveva un buon potenziale nell'evoluzione della trama. Purtroppo, le mie speranze sono precipitate in picchiata qualche capitolo dopo, quando ho compreso senza troppo sforzo di trovarmi davanti ad un fake, una falsa eroina, che oltre a non avere niente in comune con Lizzie, non possiede nessuna capacità o talento di nota da complicare la trama, o almeno da renderla più frizzante, come scrive LizzyS, non tenta nemmeno di imitare l'esempio delle eroine austeniane che, da buona Janeite, avrebbe dovuto conoscere a memoria. Peccato.
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| Bret McKenzie, uno dei protagonisti del film |
Numerosissime sono le imprecisioni che rivelano una conoscenza quasi approssimativa della Hale persino del suo amatissimo Pride and Prejudice 1995 BBC. Dire che Jennifer Ehle è una pettoruta attrice inglese, quando invece è nata nel North Carolina (se poi l'attrice è stata così brava da avere una perfetta pronuncia british, è solo un merito!), la qualifica come minimo come una ricercatrice poco attenta! Diciamo che più che un'appassionata di Jane Austen e del suo Mr Darcy, ci è sembrata una fan-ormone-dipendente di Mr Colin Firthdarcy, di quelle che stanno anche poco attente ai dettagli di contorno, obnubilate dal richiamo dell'ormone...
Infatti, Mrs. Hale fin dalle prime pagine dà chiaramente questa impronta: il romanzo è dedicato proprio a Colin Firth (indimenticabile Mr.Darcy, addirittura forse fondatore del ruolo), e nel primo capitolo si lancia in una dichiarazione che non lascia dubbi: si è sempre rifiutata di leggere Northanger Abbey. Sì, i gusti non si discutono, ma rifiutarsi di leggerlo a priori significa scegliere volontariamente di non approfondire la conoscenza dell'opera di Zia Jane e, di conseguenza, trascinarsi delle lacune che poi rischiano di farsi sentire se ci si avventura a scrivere un libro...
La Hale finisce per confessare, nella pagina dei ringraziamenti, la vera origine di questo spinoff, chiedendo perdono al marito per i disagi accessori della sua fissazione per Mr Darcy, dedicando a lui il libro, non tralasciando una nota scherzosa rivolta a Colin Firth, ovvero: l'ossessione stessa (l'ossessione della protagonista coincide, ovviamente, con quella dell'Autrice, come questa pagina del suo sito può testimoniare! NB: per la traduzione, si veda in fondo al post).
Al di là delle mancanze e degli errori in materia Austen, la protagonista avrebbe potuto almeno indossare i propri abiti Regency con più entusiasmo, vivendo quest'esperienza, sebbene consapevole della sua natura teatrale, come in un sogno, quello comune ad ogni Janeite.
Per un attimo ho sperato che si ravvedesse davanti alle prime difficoltà della vita di due secoli fa, ho creduto che certe situazioni della quotidianità di una donna di quel tempo, benché nel suo caso appartenente ad un ceto fortunato, la inducessero alla riflessione... Ha preferito, piuttosto, lamentarsi alla prima privazione, rifugiandosi appena possibile nella realtà attuale, infrangendo le regole della casa senza troppi scrupoli, come una ragazzina alla gita scolastica!
Deludente.
Questo romanzo vuole puntare il riflettore con un'enorme dose di ironia sul fenomeno che si è scatenato intorno a Jane Austen e, in particolar modo, a Pride & Prejudice, con sequel, spin-off e derivati vari, serie televisive e trasposizioni cinematografiche...
Questo è forse l'aspetto più azzeccato del libro: mettere alla berlina il fanatismo austeniano e la sua commercializzazione - salvo poi perderselo un po' per strada a causa della superficialità di cui abbiamo già detto.
Se non fosse, che la stessa Shannon Hale pare vittima di tali prodotti, senza alcun desiderio di rivalsa in difesa della vera opera austeniana!
In definitiva, più che un romanzo ci è sembrato un abbozzo, una scaletta su cui sviluppare un libro più complesso, che sicuramente sarebbe stato molto più interessante del risultato finale che la Hale ci ha presentato. Un vero peccato, perché le premesse erano davvero interessantissime.
Tra l'altro, ci siamo interrogate sull'opportunità di farne un film. Certo, il suo adattamento cinematografico è stato dettato dall'ormai conclamato sfruttamento della vena aurea austeniana.
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| Una scena da Lost in Austen (2008) |
Ma personalmente mi sono chiesta se non sarebbe stato meglio per la produzione (che è anglo-americana) sfruttare l'enorme successo di un altro derivato basato sul desiderio delle donne di oggi di vivere la vita delle eroine austeniane, Confessions of a Jane Austen Addict (compreso il secondo volume, Rude Awakenings of a JA Addict, pubblicati in Italia con i titoli Shopping con JA e In viaggio con JA): li ho trovati scritti molto meglio, più strutturati, più originali nonostante l'argomento inflazionato, e soprattutto più in sintonia con il mondo austeniano, che l'autrice, Laurie Viera Rigler, dimostra di conoscere ed amare profondamente.
Concordo con LizzyS su questo punto, sin dal principio, difatti, ho pensato al successo della serie Lost in Austen che ha il merito, a differenza di questo titolo, di non esser fuoriuscita da un libro, e ciò è fondamentale per coglierne la spensieratezza e viverla per quella che è, ovvero, una breve avventura ai tempi di Zia Jane, un sogno ad occhi aperti, insomma, un gioco di cui noi Janeites conosciamo le regole.
Giudizio finale delle Lizzies
Motivazione: perché il film è in arrivo, quindi sarebbe una mossa intelligente tradurlo e perché è comunque una lettura scorrevole e gradevole (di quelle che noi Lizzies amiamo portare a Bath per distrarci dalla noia delle cure termali...), nonostante ci aspettassimo molto di più.
Il film, che è ancora in fase di lavorazione, uscirà nelle sale americane a Gennaio 2013.
A Gennaio 2012 Shannon Hale ha pubblicato il sequel di Austenland: Midnight in Austenland.
☞ Le news relative al film tratto da Austenland
☞ Sito ufficiale di Shannon Hale
☞ L'ossessione della Hale: Colin Firth
☞ Austenland su IMDb
☞ Traduzione della pagina tratta dal sito di Shannon Hale, citata più sopra:
La "lettera Firth"
Ecco la lettera che ho scritto a Colin Firth, inviata insieme ad una copia in anteprima di
Austenland e una traduzione italiana di
L'accademia delle principesse (sua moglie è italiana).
Era ovviamente solo un tentativo.
Il poveretto di certo non ha tempo di leggere la posta degli ammiratori, tanto meno leggere il mio libro o pubblicizzarlo.
Ma almeno volevo inviargliene una copia perché speravo fosse divertito dalla dedica ("A Colin Firth: sei davvero meraviglioso ma sono sposata perciò penso che dovremmo essere soltanto amici").
Volevo anche inviargliela come ringraziamento.
Ne manderei una copia anche a Jane Austen, se potessi. Il che pone una domanda interessante: come sarebbe un giudizio di Ms. Austen?
- "Ho amato questo libro! Mi ha aiutata enormemente nella mia disintossicazione da Mr. Darcy" - Jane Austen
- "Un piccolo strano ritratto di una donna quasi pazza. Abbastanza divertente e non troppo lungo." Jane Austen
O forse:
- "Non è piacevole quanto
Orgoglio e Pregiudizio ma è più divertente di
Pamela di Richardson. Voto: tre penne e un calamaio." - Jane Austen
Ad ogni modo, ecco la lettera che ho inviato a Mr. Firth:
18 dicembre 2006
Caro Colin Firth,
Come avrai notato, questo libro,
Austenland, è dedicato a te. Ti prego, non allarmarti! Ti ammiro molto come attore (la scena dei muffin in
L'importanza di chiamarsi Ernesto è davvero spassosa). Sono anche una malata di
Orgoglio e Pregiudizio versione BBC in via di guarigione, a digiuno da cinque anni, felicemente sposata, ed ora guardo soltato i film in rare occasioni. Per ricerca, è ovvio!
In ricordo di quei tempi bui ed ossessivi, ho scritto questo romanzo. Troppe donne sono fissate con l'idea di Darcy e spero che questo libro le aiuti a guarire. O, almeno, spero le faccia ridere.
Ritieni possibile dargli un'occhiata e magari farne un commento? Poiché il tuo tempo è prezioso, ti ho già predisposto alcune idee utili:
1. "Austenland è brillante! Se non vince il National Book Award, qualche testa rotolerà."
2. "Sappiatelo, sono molto più di una camicia bagnata."
3. "Non ho letto questo libro e non lo approvo affatto."
I miei migliori auguri alla tua famiglia
Shannon Hale