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mercoledì 1 agosto 2012

INTERVISTA | Una chiacchierata con Abigail Reynolds


Carissimi ed affezionati lettori del Salotto,

quest'oggi abbiamo l'onore di avere Ospite d'Onore per il tè, una delle scrittrici di derivati più note e prolifiche, dei cui romanzi vi abbiamo ampiamente parlato in precedenza: Mrs Abigail REYNOLDS.

Vi lasciamo all'intervista che ci ha concesso, sicure che ne trarrete, come è stato per noi, molte informazioni interessanti.
L'INTERVISTA delle LIZZIES
Ringraziamo Abigail Reynolds per la sua gentilezza e la sua disponibilità ad essere ospitata nella nostra ‘umile dimora’ - come la chiamiamo noi - e citando Mr Collins.
Siamo molto emozionate di intervistare un’autrice così produttiva e fantasiosa.

martedì 29 maggio 2012

Wickham's Diary di Amanda Grange | Recensione e Intervista

Carissimi lettori e amici di Old Friends & New Fancies, 
in occasione del Bicentenario dalla pubblicazione di Pride and Prejudice, ci stiamo impegnando a leggere e recensire per voi alcune delle Austen Inspired Novels dedicate a questo romanzo – il filone più prolifico – che secondo noi sono più meritevoli. 
In questo vastissimo panorama spiccano, come sempre, i romanzi di Amanda Grange e – visto che Darcy’s Diary lo abbiamo già letto e recensito e lo rileggeremo con voi in Gruppo di Lettura a Gennaio 2013, in contemporanea con il Gruppo di Lettura del romanzo originale, Orgoglio e Pregiudizio su Un Tè con Jane Austen –, abbiamo pensato di scegliere il romanzo breve scritto dal punto di vista del villain di Pride and Prejudice, Wickham’s Diary. Una lettura gradevolissima, che entra nella psicologia del personaggio, cercando di spiegare come il giovane e affascinante dodicenne George Wickham sia potuto diventare il vizioso bevitore, l’incallito giocatore e lo scaltro seduttore di fanciulle. 

lunedì 19 dicembre 2011

Una chiacchierata con Monica Fairview su The Other Mr Darcy

È un vero onore per noi Lizzies poter ospitare nel nostro salotto Monica Fairview, l'autrice di uno dei più begli spin-off/sequel che abbiamo letto di recente, The Other Mr Darcy!
Dopo aver letto le nostre recensioni, Ms. Fairview ci ha gentilmente concesso questa magnifica intervista, che parla di lei e del libro che abbiamo letto, e che vi consigliamo vivamente di leggere, sperando che ci sia una Casa Editrice Italiana che lo traduca presto (come tutti gli altri libri della signora Fairview!)
Benvenuta nel nostro salotto, Ms Fairview!

lunedì 17 ottobre 2011

Una chiacchierata con Jane Odiwe, ospite del nostro Salotto

Dopo il Gruppo di Lettura che ha visto Jane Odiwe ospite a sorpresa del nostro Salotto, abbiamo pensato di approfittare della sua disponibilità ponendole alcune domande. Naturalmente Ms Odiwe è stata così gentile da concederci questa breve, ma interessantissima intervista, che speriamo vi lasci entusiasti come noi, perché Jane è davvero una persona eccezionale!

Salve Jane! 
innanzi tutto, GRAZIE mille per la sua gentilezza e la sua disponibilità. Siamo  così emozionate di ospitare ancora una volta lei ed il suo meraviglioso libro Willoughby's Return nel nostro Salotto (la nostra umile dimora).
Poiché dal Gruppo di Lettura sono scaturite delle domande, approfitteremmo della sua enorme disponibilità, sia per i fan che hanno seguito il  gruppo di lettura, che per le Janeites italiane, per far loro conoscere Lei ed i suoi bellissimi libri.
Ancora grazie mille, siamo davvero onorate!
Ma cominciamo con la nostra intervista!

1) Da cosa è nata l'idea di scrivere Willoughby's Return (Il ritorno di Willoughby)?
Ms Odiwe: Volevo capire se Marianne avesse sposato l'uomo giusto e si fosse rimessa completamente dalla sua passione per Willoughby. Pensavo che fosse un'idea intrigante far ritornare Willoughby nel vicinato, e volevo scoprire per mio conto come Marianne potesse reagire nel vederlo di nuovo.

lunedì 3 ottobre 2011

Amanda Grange ospite del nostro salotto ci parla di Colonel Brandon's Diary


Come sapete, durante e dopo il Gruppo di Lettura di Colonel Brandon's Diary sono sorte spontanee alcune domande, alle quali la gentilissima Amanda Grange, ha puntualmente risposto dedicandoci non poco del suo preziosissimo tempo.
Eccovi dunque, come promesso, la nostra Intervista esclusiva nella quale si parla non solo del Diario che abbiamo letto, ma anche di come Mrs Grange costruisce i suoi personaggi e della sua speranza di vedere tutti i suoi libri tradotti in Italiano.



LIZZIES: La lettura di Colonel Brandon’s Diary ha solleticato la nostra curiosità, e la lettura di gruppo ci ha ulteriormente incuriositi riguardo ad alcuni aspetti del romanzo, quindi le diamo il benvenuto e la ringraziamo per la sua straordinaria disponibilità a rispondere alle nostre domande.

MRS GRANGE: Risponderò volentieri alle vostre domande: sono contenta che il libro vi sia piaciuto, è uno dei miei preferiti fra i Diari, e sono davvero arrivata ad amare il Colonnello Brandon mentre scrivevo il libro.

L.: Dunque cominciamo…
1) Il suo ritratto del Colonnello Brandon è molto convincente, ce ne siamo definitivamente innamorate, è capitato anche a lei?
(SCHERZIAMO!!! :P)
RICOMINCIAMO...


Colonel Brandon - Alan Rickman
1 bis) L.: È stato più o meno semplice completare il ritratto del Colonnello Brandon, rispetto a Mr Darcy?
Mrs G.: Non posso dire davvero che un protagonista è più difficile da rappresentare di un altro, ciascuno di loro presenta sfide differenti. Con il Colonnello Brandon la sfida era di riportare alla luce il suo passato e vedere come quel passato avesse influito sul Colonnello Brandon che conosciamo in Ragione e Sentimento. Con Mr Darcy si trattava di sviluppare il suo presente e di esplorare i suoi sentimenti per Elizabeth, piuttosto che scavare nel suo passato.

2) L.: Tutti i personaggi di Jane Austen hanno un preciso e necessario compito nella storia, nel caso del Diario del Colonnello Brandon, ci è parso di avvertire l'esigenza di rimarcare quanto è fondamentale al decorso degli eventi il suo ruolo, forse meno evidente nel romanzo originale, è stato così?
Mrs G.: Sì, assolutamente. Non vediamo molto del Colonnello Brandon in Ragione e Sentimento, il rilievo viene dato ai personaggi femminili, ma il Colonnello è un attore fondamentale negli eventi. È dietro le quinte, agisce da lontano per rendere migliore la vita delle Dashwood, e se la vede anche con Willoughby. Volevo seguirlo e sviscerare per intero il suo ruolo.

3) L.: Sappiamo che Jane Austen non ha dato un nome di battesimo al Colonnello Brandon. Emma Thompson nella sua sceneggiatura per il film del 1995 lo ha battezzato col nome di  Christopher. Come è giunta a chiamarlo James?
David Morrissey
Mrs G.: Volevo tenermi lontana dai nomi già utilizzati da Jane Austen per i suoi protagonisti maschili e volevo anche evitare i nomi usati da altri scrittori per il Colonnello. Allo stesso tempo, volevo che il suo nome fosse calzante per un gentiluomo del periodo Regency. Dunque, ho seguito l’esempio di Jane e, così come la Austen ha spesso fatto, gli ho dato il nome di un Re inglese.

4) L.: Qual è stata la sua ispirazione nel tratteggiare il personaggio del padre del Colonnello? Perché è davvero un uomo cinico, sarcastico e sadico...
Mrs G.: Come sempre, ho tratto ispirazione dalle informazioni che Jane ha dato dei suoi personaggi. Sapevo che era un proprietario terriero e che aveva costretto Eliza a sposare il figlio maggiore, così ho cominciato a rimuginare su questi fatti e ho cercato di capire perché lo avesse fatto. Mi sembrava che avesse agito così perché era ciò che ci si aspettava da un erede, sposare un’ereditiera. In quel caso stava facendo qualcosa che a lui sembrava giusta. E questo mi riportava alla mente l’interferenza di Lady Russell nel fidanzamento tra Anne e Wentworth. Anche Lady Russell fece ciò che le sembrava giusto, sebbene poi in seguito si rivelò sbagliato.
Ma c’è una grossa differenza tra le conseguenze delle azioni di Lady Russell e quelle di Mr Brandon. Lady Russell pospone soltanto la felicità di Anne. Mr Brandon distrugge la vita di Eliza letteralmente; così l’ho reso un personaggio più sgradevole di Lady Russell.
In realtà, all’inizio lo avevo reso davvero detestabile, ma non mi sembrava del tutto a posto. Non sembrava un personaggio austeniano. Dunque ho pensato a come Jane gestisce altri personaggi simili. Mi sono subito accorta che non importava quanto fossero odiosi alcuni personaggi (subito balza alla mente Sir Walter Elliot, o Mr John Dashwood), la Austen li rende sempre buffi. Sapevo di dover rendere il padre del Colonnello buffo, oltre che crudele. Lo dovevo dotare di un oscuro, cinico senso dell’umorismo, ma l’umorismo ci doveva essere.
E solo quando avevo ridefinito il personaggio mi sono resa conto che ero stata influenzata dal padre di Charles Ryder in Ritorno a Brideshead di Evelyn Vaugh. Non so se lo avete letto (o se avete visto la meravigliosa serie Tv del 1981 con Jeremy Irons ed Anthony Andrews), ma il padre di Charles Ryder è molto strano, è crudele e buffo allo stesso tempo. Nella serie TV era interpretato dallo splendido Ralph Richardson. Credo che somigli all’uomo che ho creato come padre di Brandon.

Ralph Richardson in Brideshead Revisited
5) L.: Che ci dice degli altri personaggi? Sono ispirati ad altri personaggi di Jane Austen? Infatti pensiamo di aver colto un po’ di Lady Catherine De Bourgh in zia Isabella...
Mrs G.: Sicuramente c’è un po’ di Lady Catherine in zia Isabella. Dal momento che cerco di rimanere fedele allo stile di Jane mentre scrivo i Diari, tengo sempre presenti alcuni dei suoi personaggi mentre tratteggio i miei. Ma zia Isabella ha anche alcune delle caratteristiche delle zie di Bertie Wooster, dalle meravigliose storie di Jeeve e Wooster di P.G. Wodehouse. È più grottesca delle zie di Wodehouse, ma credo che ci sia una certa somiglianza.

6) L.: Ed Eliza? Perché Jane Austen ci dice molto poco, giusto ciò che il Colonello Brandon dice a Elinor. Si è ispirata ad un personaggio di Jane Austen, ad un altro personaggio letterario o a qualche altro personaggio?
Mrs G.: L’ho ritratta semplicemente da ciò che Jane ci dice di lei. Spesso penso che scrivere i Diari sia un po’ come fare il detective. Raccolgo tutti gli indizi, cioè, tutte le parole occasionali e le frasi che Jane Austen dissemina qua e là nel libro, e poi le assemblo, quasi come si fa con un puzzle.
Sapevo che Eliza era fuggita con Willoughby, così dovevo stabilire se era una Lydia Bennet oppure un altro genere di ragazza. Ho pensato alla seconda ipotesi, dal momento che il Colonnello era così preoccupato per lei, arrivando persino all’estremo di battersi in duello per il suo onore. Così ho stabilito che fosse una fanciulla più innocente di Lydia, era soltanto più vulnerabile perché era orfana e il Colonnello era lontano. Più pensavo a lei, più si tratteggiava nella mia immaginazione, finché non è emersa come la Eliza del mio libro.

7) L.: La sera prima di iniziare a leggere Colonel Brandon's Diary  ho visto un film in TV con Bette Midler (LizzyGee: la adoro!). E leggendo di Mrs Heath, quando storpia I nomi, mi ha fatto pensare che sarebbe stata fantastica per quel ruolo – anche se è americana. Che ne pensa?
E quali attori le piacerebbe che interpretassero i suoi personaggi? Chi potrebbe essere il suo colonnello Brandon? (Può rispondere anche David Morrissey o Alan Rickman, naturalmente!)
Mrs G.: Oh sì, credo che Bette Midler sarebbe una stupenda Mrs Heath! Il mio colonnello Brandon sarebbe Daniel Craig. Sarebbe molto convincente nei panni di un ufficiale, ma anche in grado di recitare scene cariche di emozione.



8) L.: Ovviamente in questo Diario non si può vedere un ritratto completo di Edward Ferrars, o di Elinor Dashwood. Nell’intervista su Austenblog che abbiamo tradotto, abbiamo letto che ha già un’idea precisa dell’incipit del Diario di Edward. Possiamo sperare di leggerlo presto?
Mrs G.: Non credo che scriverò il Diario di Edward molto presto. Sono impegnata in altri progetti al momento, e devo prima portarli a termine. Ma spero di scrivere il Diario di Edward a un certo punto anche se probabilmente ci vorrà ancora qualche anno.

9) L.: Parlando sempre dei suoi romanzi in generale, ci ha stupito notevolmente che sia stato edito in Italiano soltanto Mr Darcy Vampyre, perché non questi piacevolissimi Diari? Secondo lei perché gli editori hanno fatto questa scelta?
Mrs G.: Credo che sia stata la moda per ciò che è paranormale e, allo stesso tempo, per i libri che riguardano la Austen. Dal momento che in Italia non sono conosciuta, forse gli editori hanno pensato che sarebbe stato più semplice realizzare qualcosa che seguisse una moda. Ma mi piacerebbe tantissimo che i Diari fossero tradotti in Italiano.

L'edizione TEA di Mr. Darcy. Vampyre
10) L.: I suoi romanzi sono tutti candidati al successo, senza dubbio! Ma se dovesse scegliere una via unica da seguire tra i generi Regency romance, spin off/horror/paranormale di Mr Darcy Vampyre o lo spin off/letterario come per i Diari, su quale cadrebbe la sua preferenza?
Mrs G.: Oh, è una scelta molto difficile! Credo che in questo momento potrei dire spin-off di Jane Austen, ma se me lo chiedeste di nuovo un altro giorno, probabilmente vi darei un’altra risposta! Li amo tutti.

Bene, è tutto, speriamo di non averla disturbata troppo, e ancora, speriamo di vedere i suoi Diari presto tradotti in Italiano!
Grazie mille ancora ed ancora!

È stato un piacere!
Amanda Grange
Traduzione di Gabriella Parisi
Cari ospiti,
ci preme aggiungere a conclusione di quest'intervista un ringraziamento di tutto cuore a Mrs Grange, per la sua estrema cortesia e disponibilità, per aver scritto questi splendidi Diaries e per averci promesso nuove appassionanti avventure nel mondo austeniano che ci rende così simili e così vicini.
Per noi è stata un'emozione unica avere il piacere di quest'intervista esclusiva per il nostro piccolo Salotto letterario, condividerla con tutti voi nella comune speranza di riuscire a convincere le Case Editrici Italiane della bellezza di questi libri che supera ogni moda ed ogni tendenza, che ci riportano all'epoca dell'amata Zia Jane, facendoci rivivere le emozioni, le parole, i personaggi dei suoi romanzi immortali.
A Mrs Grange e a voi tutti, GRAZIE!
Potete leggere qui il testo originale dell'intervista:
You can read the original interview below:

Dear Amanda,   
reading Colonel Brandon's Diary roused our curiosity. And the group reading made us wonder further more about some aspects of the novel. So we thank you very, very much for your extraordinary willingness to answer our questions.   

Hi Lizzies,
Here are the answers to your questions about Colonel Brandon's Diary. I'm glad you liked the book, it's one of my favourites, I really came to love Colonel Brandon as I wrote it.
So, let's start...  

1) Your portrait of Colonel Brandon is really compelling, all of us definetly fell in love with him... What about you?   
We're jesting...  
 Let's have a new start ;)  

1 bis) Was Colonel Brandon more difficult to draw than Mr Darcy in Darcy's Diary? 
I can’t really say that one hero is more difficult than another, they’re all challenging in different ways. With Colonel Brandon the challenge was to bring his past to life and see how that past influenced the Colonel Brandon we know in Sense and Sensibility. With Mr Darcy, it was to expand his present and explore his feelings for Elizabeth rather than to delve into his past.

2) Every Austen's character has an accurate and essential role in the story; in Colonel Brandon's Diary, we noticed your demand to point out his role as vital to the course of events, a demand that perhaps is not so plain in Sense and Sensibility, is it so?
Yes, absolutely. We don’t see a lot of Brandon in Sense and Sensibility, the emphasis is on the women, but he is a key player in events. He is behind the scenes, working away to make life easier and better for the Dashwoods, and also to deal with Willoughby. I wanted to follow him and explore his role more fully.

3) We know Jane Austen did't give a christian name to Colonel Brandon. Emma Thompson in her script for the movie of 1995 christened him Christopher. How did you come to call himJames?
I wanted to stay away from the names that Jane Austen had already use for her heroes and I also wanted to avoid names given to him by other writers . At the same time, I wanted his name to be right for a Regency gentleman.  So I followed Jane’s example and, as she so often does, I used the name of an English King.

4) Who inspired you when you draw the character of Colonel Brandon's father? Because he's really cynic, sarcastic and sadistic. 
As always, I’m inspired by the information Jane gives us about her characters. I knew that he was a landowner and that he had forced Eliza to marry his oldest son and so I started thinking round those facts and working out why he had done that.  It seemed to me that he had done it because it was the expected thing at that time for an heir to marry an heiress.  In that case, he was doing something that seemed right to him. This reminded me of Lady Russell’s interference when Anne and Wentworth were engaged. Lady Russell, too, did what she thought was right – even thought she was later proved wrong.
But there is a big difference in the results of Lady Rusell’s actions and Mr Brandon’s actions. Lady Russell only defers Anne’s happiness. Mr Brandon destroys Eliza’s life – literally – and so I made him a more unlikeable character than Lady Russell.
In fact, to begin with, I made him truly detestable, but somehow it didn’t seem right.  He didn’t seem like an Austen character. So I thought about how Jane handles other, similar, characters. I quickly realised that, no matter how awful some of her characters are (Sir Walter Elliot springs to mind, or Mrs John Dashwood) she always makes them funny. So I knew that I had to make Brandon’s father funny as well as cruel. I had to make it a dark, cynical kind of humour, but nevertheless the humour had to be there.
It was only when I’d written him again that I realised I’d also been influenced by Charles Ryder’s father in Brideshead Revisited by Evelyn Waugh. I don’t know if you’ve read it (or seen the wonderful 1981 TV series with Jeremy Irons and Anthony Andrews), but Charles Ryder’s father is very odd, he’s cruel and funny all at the same time. In the TV series, he was played by the wonderful Ralph Richardson. I think he’s similar to the man I created forBrandon’s father.

5) And what about the other characters? Are they inspired by Austen's characters? For we think we spotted a bit of Lady Catherine De Bourgh in Aunt Isabella...
There is definitely a bit of Lady Catherine in Aunt Isabella. Because I try to remain true to Jane’s style when writing the diaries, I often have some of her other characters in mind when I write mine. But Aunt Isabella also has something of Bertie Wooster’s aunts about her, from the wonderful Jeeves and Wooster stories by P G Wodehouse. She’s more grotesque than Wodehouse’s aunts, but I still think there is some similarity.

6) And what about Eliza, for we know very little from Jane Austen, just what Colonel Brandon says to Elinor. Did you draw your inspiration from an Austen's character, or from another literary character, or from anywhere else?
I drew her solely from what Jane told us about her. I often think that writing the diaries is rather like being a detective. I gather together all the clues, that is, all the casual words and phrases that Jane Austen drops about the character throughout the original book, and then I assemble them, rather like assembling a jigsaw puzzle.
I knew that Eliza had run away with Willoughby, so I had to work out whether she was a Lydia Bennet type of girl or not. I thought not, since Colonel Brandon was soo worried about her, and he even went to the lengths of fighting a duel for her. So I decided she was probably a more innocent girl than Lydia.  Because she was an orphan and Colonel Brandon was away, she was vulnerable. The more I thought about her, the more I began to see her in my imagination, until she emerged as the Eliza of my book.

7) The night before beginning to read Colonel Brandon's Diary I (LizzyGee) watched a film on TV, with Bette Midler (I love her!). And reading of Mrs Heath, when she blunders with the names made me think she would be fantastic for the role - even if she'a american. What do you think about it?
And which actors would you like to play the roles of your characters? Who could be your Colonel Brandon? (you could also say David Morrissey or Alan Rickman, of course!)
Oh, yes, I think Bette Midler would be wonderful as Mrs Heath! My Colonel Brandon would be Daniel Craig. He would be very convincing as a military man, but he’s also able to play emotional scenes very well.

8) Obviously in this Diary we can't see a full portait either of Edward Ferrars or of Elinor Dashwood. In the interview we translated  from Austenblog we could read you already have an accurate idea of the incipit of Edward's Diary. Can we hope to read it soon?
I don’t think I will be writing Edward’s Diary for some time. I’m engaged on some other projects at the moment and I will have to finish them first. But I hope to write Edward’s Diary at some point, though probably not for a few years.

9) We are really amazed that  here in Italy they decided to translate Mr Darcy, Vampyre and not these delightful Diaries. Why do you think the publishers made this choice?
I think there was a craze for paranormal Austen books at the time and as I’m not really known in Italy, maybe they thought it would be easier to release something involved in a craze. But I would love to see the diaries released in Italian.

10) All of your books are most assuredly born to be successful. But if you shoud choose among Regency novel, horror-paranormal-spinoff and Austen's spin-off, which of them would be?
Oh, that’s a very difficult choice! I think I would say Austen spin-off, but if you ask me again on another day I will probably say something different! I love them all.

We hope we haven't troubled you much. Still, we hope we can see your Diaries soon translated into Italian!
Thank you very much again and again!
The Lizzies

My pleasure!
Amanda


Dear Guests,
at the end of this interview, we are keen to say once again an enormous THANK YOU to Mrs. Grange, for her complete willingness and kindness, for writing these wonderful Diaries, and for promising us to write again new charming adventures in the world of Austen's characters that draw all of us closer and similar.
We were all thrilled with this exclusive interview, kindly bestowed by Mrs Grange to our tiny literary parlour, and we're honoured to share it with all of you, also with the intent we all share: persuading Italian Publishers that these books are amazing because they go over every trend and every craze, bring us back to the period of our beloved Aunt Jane, and let us experience again all the excitement, the speeches and the characters of her immortal books.

To Mrs Grange and to you all we say:
THANK YOU!

The Lizzies

mercoledì 31 agosto 2011

Intervista a Michael Thomas Ford

Abbiamo tradotto per voi l'intervista pubblicata il 15 Gennaio 2010 da Laurel Ann su Austenprose a Michael Thomas Ford, l'autore di Jane Bites Back, pubblicato nel Dicembre 2009.


Vi prego di dare il benvenuto assieme a me a Michael Thomas Ford, che ha accettato gentilmente di rispondere a qualche domanda sul suo nuovo libro.
Benvenuto Michael.


Jane Austen Vampiro è un’idea che fa trasalire. Come sei arrivato a questa caratterizzazione del personaggio, e quale hai pensato potesse essere la reazione della comunità Austeniana?

Come accade per molte delle cose deliziose della vita, è accaduto per caso. Un giorno stavo discutendo con il mio agente sullo stato dell’editoria, e lui ha commentato che i soli libri a vendere erano quelli sui vampiri o su Jane Austen. Scherzando ho ribattuto che allora avrei dovuto scrivere su Jane Austen vampiro. Ne abbiamo riso, ed il mio agente mi ha suggerito di scrivere qualcosa. Ero nel bel mezzo di un altro libro, per cui mi ci è voluto un po’ di tempo, ma alla fine l’ho fatto e lui l’ha fatto leggere in giro.
Poco dopo sono partito per la British Columbia, come ogni anno per andare a fare immersioni, così ero su una barca, con una ricezione piuttosto cattiva, e francamente non stavo pensando al libro, dato che so per esperienza che il processo di valutazione prende un po’ di tempo e pensavo che ci volesse ancora molto prima di avere notizie. Un giorno ho visto la luce dei messaggi del mio cellulare che lampeggiava, dato che finalmente c’era campo. Ho trovato numerosi messaggi eccitati da parte del mio agente, che mi informava che c’era un enorme interesse nel progetto e che ci sarebbe stata un’asta a riguardo la settimana seguente. Come potete immaginare, fremevo per l’emozione.

giovedì 28 luglio 2011

Una chiacchierata con Amanda Grange

Abbiamo tradotto per voi questa intervista ad Amanda Grange di Mags apparsa su Austenblog l’8-Agosto-2008:

Amanda Grange è l’autrice di una serie di rivisitazioni dei romanzi di Jane Austen scritti dal punto di vista del protagonista maschile: (Mr.) Darcy’s Diary, Mr. Knightley’s Diary, Captain Wentworth’s Diary, Edmund Bertram’s Diary, Colonel Brandon’s Diary, ed Henry Tilney’s Diary, che è in lavorazione (lo era all'epoca dell'intervista. Henry Tilney's Diary è stato pubblicato a Maggio 2011. NdT).

Darcy's Diary è stato il primo della serie di Diari dei protagonisti maschili di Jane Austen, ma non è stato il suo primo romanzo. Ci parli dei romanzi precedenti.
I miei romanzi precedenti sono tutti romance storici, ambientati generalmente nel periodo Regency, sebbene in alcuni casi siano del periodo eduardiano. Se qualcuno volesse provare a leggerli, i paperback di Lord Deverill’s Secret e di Harstairs House sono entrambi disponibili negli Stati Uniti. Comprendono sia l’avventura che una storia romantica, ed hanno sempre un lieto fine!

Da dove nasce l’idea di scrivere Darcy’s Diary?
Stavo leggendo Orgoglio e Pregiudizio ed ho pensato: Questo romanzo è così moderno, non c’è da meravigliarsi che sia ancora così popolare duecento anni dopo che Jane Austen lo ha scritto. Ha un ritmo veloce, moltissimi dialoghi, capitoli brevi ed il migliore — e più citato — incipit della lingua Inglese. L’unica cosa che manca, che invece non mancherebbe in un romanzo scritto ai giorni nostri, è una parte dedicata al punto di vista del protagonista maschile. Quindi ho pensato: Questo romanzo è così efficace, che potrebbe diventare un libro avvincente anche se fosse raccontato interamente dal punto di vista del protagonista maschile, perché non si tratta di un personaggio insignificante come sono alcuni protagonisti romantici; è una persona reale, che deve compiere un percorso di trasformazione della sua vita, prima di raggiungere il suo lieto fine.

Pensavo a ciò mentre stilavo un calendario per gli eventi di Orgoglio e Pregiudizio, dal momento che mi chiedevo in che periodo si svolgessero i fatti; e poiché controllavo le date e contemporaneamente pensavo alla storia dal punto di vista di Darcy, l’idea di scrivere Darcy’s Diary ha fatto capolino nella mia mente. 

Quando ha iniziato a scrivere Darcy’s Diary, ha pensato che avrebbe finito con lo scrivere un’intera serie di libri?
No! Non credevo che avrei scritto un intero romanzo, figuriamoci una serie!

Come si prepara per scrivere queste rivisitazioni? Come fa le sue ricerche e come decide di approcciarsi ad ogni personaggio?
Rileggo il libro per immergermi nuovamente nel mondo di cui devo scrivere, poi lo rileggo più lentamente e scrivo note dettagliate sulla trama, i personaggi e soprattutto i nomi, le date ed i luoghi. Dal momento che ho scritto una dozzina di Regency Romance oltre ai Diari, ho una certa familiarità con le abitudini del periodo, e dal momento che sono inglese, naturalmente ho una certa familiarità con la lingua, per cui non ho bisogno di fare alcune ricerche!
Poi cerco di immedesimarmi nel personaggio centrale, probabilmente nello stesso modo utilizzato da un attore per entrare in un ruolo. Penso alle loro esperienze di vita, alla loro famiglia, ai loro amici, tutte cose che contribuiscono a renderli ciò che sono. Poi inizio a guardare le cose dal punto di vista del protagonista maschile. È sorprendente come le cose sembrino diverse da quella prospettiva. Se agli altri l’eroe appare strano, insignificante e talvolta stupido, per se stesso sarà sensibile, intelligente e nel giusto, perché le persone di solito hanno una buona opinione di se stesse. Potrebbe più tardi cambiare opinione su se stesso, e il suo modo di agire ancora più avanti, ma generalmente penserà quasi sempre bene di se stesso. Questo può spesso dargli una visione distorta di ciò che in realtà sta accadendo; talvolta potrebbe dargli una visione più chiara di ciò che accade in realtà, e questo assicura un romanzo interessante.

È facile immaginare la storia del protagonista maschile partendo dal romanzo originale? Quanto deve inventare di suo?
Le linee fondamentali sono tutte lì, sia riguardo alla trama, che ai personaggi, anche se devo andare a caccia attraverso il libro per trovarle. Una volta che ho la storia ed i personaggi principali, devo dare vita al tutto con dialoghi, descrizioni, ecc. La storia del personaggio maschile probabilmente nel romanzo di Jane Austen sarà soltanto di poche centinaia di parole, mentre io lo trasformo in qualcosa come 35.000 parole a diario finito.

Ha avuto molti riscontri sulla serie da Janeites?
Sì. Ricevo molte e-mail dai lettori, il che mi fa molto piacere, e naturalmente il miglior riscontro è che continuino ad acquistare i libri!

Qual è il suo favorito finora? Qual è la storia che preferisce? (Le risposte potrebbero essere diverse!)
È una domanda difficile perché mi è piaciuto scriverli in modo differente. Ma se sono costretta, devo dire che quello che mi sono divertita a scrivere di più è stato Captain Wentworth's Diary , perché è stato il primo diario di cui ho scritto un retroscena completo. In particolare, mi è piaciuto sviluppare il rapporto fra Wentworth e suo fratello–e, naturalmente scavare nella relazione che c’era stata fra Wentworth ed Anne in precedenza.
La storia che preferisco, penso che dovrebbe essere Colonel Brandon's Diary. È così epica, piena di passione, di romanticismo, di cuori infranti, amore e perdita e poi, inaspettatamente, di felicità. 

Alcuni Janeites dichiarano che non potrebbero mai leggere titoli di “paraletteratura” collegati ed ispirati ai romanzi di Jane Austen. Cosa direbbe per incoraggiarli a leggere uno dei suoi libri?
Mmm. È difficile. Penso che direi loro che se provassero a leggere uno dei Diari, non dovrebbero necessariamente portarlo a termine se non è di loro gradimento, ma se invece lo fosse, ciò significherebbe che hanno trovato una serie di “Austen di seconda scelta” per prolungare il loro piacere.

Altri fan di Jane Austen potrebbero essere incappati nei sequel o nelle rivisitazioni sbagliate e potrebbero essersi stanchi e non voler provare con un autore diverso. Ha un’idea di come incoraggiarli a ritentare?
Credo che direi loro che i Diari sono uguali per stile e per modello agli originali. Non ci sono avvenimenti oltraggiosi o sesso dilagante, i libri sono del genere che la stessa Austen potrebbe aver scritto.

Edmund Bertram's Diary fra pochi giorni sarà disponibile negli Stati Uniti. Sua Signoria non è esattamente l’eroe più popolare del pantheon della Austen, ma il suo risulta piuttosto piacevole, mi sembra. Come si sente riguardo a questo ingresso in scena di Edmund?
Non mi piaceva Edmund in modo particolare prima che pensassi di scrivere il suo diario. Il suo personaggio non attrae immediatamente; è il fratello serio, non quello affascinante.

La sua opinione è cambiata dopo aver scritto il suo Diario?
Assolutamente. Non appena ho visto le cose dal suo punto di vista l’ho guardato con occhi diversi. Invece di vederlo come il guastafeste, ho visto che in realtà era responsabile, affidabile e leale—forse non gli attributi più attraenti, ma ciononostante indispensabili. Se Edmund non avesse avuto questa caratteristiche, i Bertram si sarebbero trovati in guai seri quando Sir Thomas partì per occuparsi degli affari all’estero. Se Edmund fosse stato un altro Tom, la tenuta sarebbe stata crivellata dai debiti nel momento in cui Sir Thomas fosse tornato a casa, e Maria si sarebbe trasformata in un’altra Lydia Bennet. La zia Norris avrebbe rinnovato l’arredamento di casa sua a spese di Sir Thomas e Fanny si sarebbe chiusa ancora di più in se stessa. Senza l’influenza giudiziosa di Edmund, la recita si sarebbe potuta trasformare in un disastro più grave che avrebbe comportato una perdita di reputazione della famiglia nel vicinato.

Mi sono piaciute davvero le dinamiche familiari dei Bertram, specialmente nelle prime scene, quando i ragazzi sono più giovani. I battibecchi fra loro sembrano reali e c’è anche vero affetto, specialmente fra Tom ed Edmund. Quali sono stati i suoi pensieri relativi ai rapporti della famiglia Bertram?
Credo che siano una famiglia molto reale, e come ogni famiglia hanno le loro discussioni e i loro problemi così come le amicizie e le feste. Mi è piaciuto scrivere della prima infanzia di Tom ed Edmund, perché mi è sempre sembrato che fossero vicini, nonostante i loro problemi. Immaginavo che avessero trascorso molto tempo insieme da ragazzi, cavalcando nella tenuta, nuotando nel lago e godendosi le occupazioni all’aperto consentite ai ragazzi della loro età e della loro classe. Lo vedevo come un legame che veniva creato fra loro e che le differenze successive non avrebbero infranto e credo che in Mansfield Park ciò venga confermato, dato che è Edmund che va a prendere Tom quando si ammala.
Ho mostrato Maria e Julia più competitive perché non potendo vivere in un ambiente più vasto dove confrontarsi con compagne di scuola, di università, ecc., si confrontavano fra loro. La loro competitività si protrae anche nella vita adulta, naturalmente, quando entrano in competizione per Henry Crawford.

I sentimenti di Edmund nei confronti di Mary erano più teneri e reali di quanto mi aspettassi—ed erano corrisposti. Qual è il suo punto di vista sulla loro storia d’amore?
Penso che sia una questione di opposti che si attraggono. L’attrazione iniziale è reale, ma una volta che arrivano a conoscersi più profondamente, diventano sempre più insoddisfatti l’uno dell’altro. Sfortunatamente, nessuno dei due ha l’esperienza o la maturità per rendersi conto che non potrebbe funzionare. Fino a quando, cioè, Mary esagera e, tutto ad un tratto, il velo cade dagli occhi di Edmund, che è sollevato di essere scampato per un pelo.

Possiamo osare chiederle un’opinione su Fanny Price?
Provo un’enorme simpatia per Fanny. Non è l’eroina più entusiasmante di cui leggere (a dir poco!), ma nella sua situazione non vedo come potrebbe essere diversa da ciò che è. Se cerca di essere un po’ più vivace, zia Norris la rimette subito con fermezza al suo posto, e di che posto orribile si tratta: non le è consentito neanche di avere il fuoco in camera sua d’inverno. Non gode della migliore salute, eppure, nonostante tutte queste condizioni sfavorevoli, si trasforma in una giovane donna intelligente, dotata di una notevole serie di principi morali. E per di più non può essere costretta con la forza a rinunciarvi.

Mi è piaciuto anche il modo in cui ha utilizzato Giuramenti di Innamorati sia per fare evolvere la storia—specialmente quando Edmund e Mary leggono insieme—sia traendone liberamente le citazioni per fare vedere ad un pubblico moderno, che ha una familiarità minore con la commedia dei contemporanei della Austen, quanto essa potesse essere pericolosa per quel particolare gruppo di attori.
Sì, volevo inserire una parte della commedia nel romanzo, perché sapevo che non tutti coloro che leggono il libro hanno familiarità con la commedia. In realtà non tutti leggendo il libro sono consapevoli che si tratta di una commedia vera. E naturalmente l’argomento è importante e il linguaggio utilizzato è talvolta più audace di quanto ci si aspetti, dunque è facile capire perché Edmund obietti, in modo particolare perché agisce in loco parentis per Maria, che è fidanzata, ma evidentemente prova piacere ad essere abbracciata da un altro uomo.

In Gran Bretagna è appena uscito Colonel Brandon’s Diary (lo recensiremo questa settimana) Lo sto ancora leggendo, ma finora mi sono molto piaciute le parti che precedono Sense and Sensibility—ho quasi perso la fermata del treno ieri leggendo la parte in cui scopre del matrimonio di Eliza, e poi ho cominciato a frignare sul treno che mi portava a casa quando è morta. Eppure non è melodrammatico né sdolcinato, come avrebbe potuto facilmente diventare. Cosa pensava della storia del Colonnello quando ha iniziato a scrivere il libro?
È la storia più fenomenale, c’è tutto, davvero, romanticismo, passione, tragedia e cuori infranti e mi sono accorta che il Colonello Brandon è molto più di ciò che vediamo in Sense and Sensibility.

È stato più facile o più difficile scrivere la sua storia ed i retroscena quando Jane Austen ci ha fornito così cortesemente una storia così romantica su di lui?
Entrambe le cose! Più facile perché c’era tanto di cui scrivere, ma anche più dura perché sapevo che sarebbe stato difficile scrivere senza scadere nel melodramma.
Scrivere dal punto di vista di un uomo mi ha aiutata a trattenere le emozioni in maniera tale da essere commuovente senza diventare lacrimosa, inoltre ho inserito parecchio humour piuttosto nero, in particolare con il padre di Brandon, per controbilanciare la dolcezza delle prime scene romantiche.

Crede che il Colonnello Brandon formi una bella coppia con Marianne Dashwood? O che lei sarebbe stata meglio con Willoughby, se lui non avesse scelto l’ereditiera, ma supponendo che la giovane Eliza fosse ancora in gioco? (ho trovato questo argomento piuttosto controverso discutendo sul libro con alcuni colleghi Janeites)
Di certo in Colonel Brandon’s Diary il Colonnello e Marianne formano una bella coppia. Hanno temperamenti molto simili, entrambi sono romantici ed entrambi sono profondi. Credo che saranno molto felici insieme.
Non credo che Marianne sarebbe potuta essere felice con Willoughby. Sebbene inizialmente sia attraente, Willoughby è vanitoso, debole, superficiale e crudele. Non credo che Marianne avrebbe potuto guardare Willoughby, tantomeno amarlo, una volta che avesse saputo di Eliza. È una ragazza molto appassionata, e credo che la sua ripulsa sarebbe stata appassionata quanto la sua iniziale attrazione.

Oserei dire che alcune fan di Edward Ferrars potrebbero essere deluse dal fatto che abbia preferito di scrivere il diario del Colonnello piuttosto che quello di Edward. Sta pensando di scrivere il diario di Edward?
Le prime voci del diario sono già scritte! Attenzione, continuo a riscriverle perché non credo di aver ancora afferrato il giusto tono, ma è di certo un diario che mi piacerebbe scrivere. Comincia da quando Edward aveva dieci o undici anni e si trova ad una festa per bambini organizzata da sua madre. L’incipit provvisorio suona così: “Non so come mai, ma per papà non posso fare niente di sbagliato, per mamma non posso fare niente di giusto.” Immagino che abbia un buon rapporto con il padre e che poi alla sua morte sia devastato, il che spiega la sua timidezza.

Ed ora sta lavorando sul diario del sesto protagonista, Henry Tilney’s Diary. Il team Tilney aspetta col fiato sospeso. Abbiamo seguito i suoi post sul blog Historical Romance UK che riguardavano la scrittura del libro, ed è interessante avere degli indizi sul suo processo creativo. Come va fin qui? Mr Tilney si comporta bene? Ed il Capitano Tilney si comporta bene?
È ancora presto, ma finora va tutto bene. Attenzione, a questo stadio del lavoro potrebbe succedere di tutto! Ma Mr Tilney, o meglio, dovrei dire, il giovane Mr Tilney, perché sto cominciando dai suoi sedici anni circa, si sta comportando molto bene. Suo fratello si sta comportando molto meno bene, sebbene sia allo stesso livello di molti giovani uomini della sua stessa età e classe. Eleonor, naturalmente, si comporta meravigliosamente.

Sei romanzi, sei diari di protagonisti… e poi?
Ho scritto un racconto per il cinquantenario della Romantic Novelists’ Association’s nel 2010. Riguarda un incontro accidentale fra Wickham, Willoughby e Darcy in una notte nevosa in una taverna di posta. Non so se farà parte di un libro per l’anniversario dell’RNA, dal momento che l’editore non ha ancora fatto una selezione finale dei racconti, ma se non farà parte del libro, lo pubblicherò sul mio sito web.
Oltre a questo, non lo so proprio. Mi piacerebbe scrivere un altro romanzo gotico—gotico sul genere di Victoria Holt, non su quello di Anne Radcliff — e mi piacerebbe scrivere altri diari. Credo che Frank Churchill’s Diary potrebbe essere interessante, e mi piacerebbe scrivere anche Mr Darcy’s Diary volume II. In realtà non basterebbero tutte le ore del giorno per tutti i libri che mi piacerebbe scrivere. Ma probabilmente mi prenderò una pausa dopo Henry Tilney’s Diary. Chi lo sa? Magari potrei riuscire a mettermi in pari con i lavori domestici! Oppure, ripensandoci, l’idea di lavare e stirare mi potrebbe magari fare ritornare alla tastiera del computer.

☞ Testo originale dell'intervista
Traduzione di Gabriella Parisi

Links utili
☞ Biografia di Amanda Grange nella Galleria Ritratti di OF&NF
☞ Lo Speciale sui Diari di Amanda Grange su OF&NF
☞ Mr Darcy's Diary su Amazon.it
☞ Wickham's Diary - a novella su Amazon.it
☞ Mr Knightley's Diary su Amazon.it 
☞ Cap. Wentworth's Diary su Amazon.it
☞ Edmund Bertram's Diary su Amazon.it
☞ Henry Tilney's Diary su Amazon.it
☞ Colonel Brandon's Diary su Amazon.it
☞ Mr Darcy, Vampyre su Amazon.it (Italiano - TEA Libri)